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	<title>Hymn to Future.com</title>
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	<description>Blog dedicato alle ICT e all&#039;innovazione a cura di Davide Costantini</description>
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		<title>Hymn to Future.com</title>
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		<title>Un ultimo saluto a Massimo Paoli</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 12:56:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho appreso ieri in serata la notizia della morte del Prof. Massimo Paoli, docente di Economia dell&#8217;Innovazione dell&#8217;Università di Perugia. Paoli si è spento nella notte per via di un infarto. A soli 56 anni. E&#8217; stato il mio relatore della tesi, insieme al suo assistente il Dott. Simone Poledrini. Sono sempre stato uno studente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=1035&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2011/12/paoli_massimo_large.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2011/12/paoli_massimo_large.jpg?w=600" alt="Prof. Massimo Paoli" title="Prof. Massimo Paoli"   class="alignleft size-full wp-image-1040" /></a>Ho appreso ieri in serata la notizia della morte del <a href="http://www.ec.unipg.it/ez_new/index.php/ita/docenti/paoli_massimo" title="Prof. Massimo Paoli" target="_blank">Prof. Massimo Paoli</a>, docente di Economia dell&#8217;Innovazione dell&#8217;Università di Perugia. Paoli si è spento nella notte per via di un infarto. A soli 56 anni.</p>
<p>E&#8217; stato il mio relatore della tesi, insieme al suo assistente il Dott. Simone Poledrini. Sono sempre stato uno studente annoiato alle lezioni, le disertavo quasi tutte. Preferivo dedicare il tempo ai miei interessi e gestire autonomamente lo studio.</p>
<p>Poche lezioni ho apprezzato durante la mia carriera accedemica e in cima a tutte c&#8217;erano quelle di Paoli. Il suo stile trasandato, informale e schietto, condito con quella leggera volgarità tipicamente toscana, erano per me fonte di gioia e confronto.</p>
<p>Fin da bambino, quando ho messo le mani sui primi computer, sapevo che quelle scatole meravigliose avrebbero in qualche modo fatto parte della mia vita. In molti mi dissero che avrei dovuto seguire un percorso di studi più affine all&#8217;informatica, ma sapevo che l&#8217;economia faceva parte di tutte le aziende, che l&#8217;innovazione non poteva essere tralasciata.</p>
<p>A dire il vero, le prime volte che ho sentito parlare Paoli non era per l&#8217;innovazione. Alla triennale insegnava Gestione d&#8217;Impresa ma si percepiva già  il suo scetticismo forte verso il determinismo, si afferrava già la sua eterna lotta contro l&#8217;irriducibile incertezza.</p>
<p>Purtroppo non seguì il suo corso di Economia dell&#8217;Innovazione, ma ne apprezzai molto i testi di studio. Quando incontrai nuovamente Paoli durante gli studi biennali, l&#8217;impatto fu molto più forte. Sentivo dentro di me che la speculazione teorica trovava dei limiti nel confrontarsi con la complessità della natura, ma non sapevo esprimermi in modo conciso, non avevo mai approfondito quel campo. Poi andai ad una sua lezione e iniziò a farci vedere delle diapositive piene zeppe di illusioni ottiche, per farci capire che due persone possono vedere cose diverse dalle stesse immagini e avere entrambe &#8220;ragione&#8221;. Per far crescere la consapevolezza che il mondo che vediamo, ma soprattutto il mondo che interiorizziamo, è frutto delle lenti con cui con lo osserviamo. I frames cognitivi come il linguaggio tecnico li chiama. Si aprivano per me le porte della ragione debole, che scalzavano via ogni convinzione assoluta ma donavano umanità alle innumerevoli debolezze della nostra mente.</p>
<p>Ricordo che alla fine della lezione andai da Paoli e gli dissi (i dialoghi non sono da prendere alla lettera, ricordo di cosa abbiamo parlato ma non l&#8217;esatta conversazione): &#8220;La sua lezione è stata interessantissima, ieri sera ho passato un&#8217;ora a cercare di spiegare ai miei compagni di fantacalcio che il culo non esiste ma è solo un altro nome per chiamare i limiti cognitivi della nostra razionalità&#8221;. Lui si mise a ridere. Arrivò anche un altro ragazzo e parlammo per circa un&#8217;ora. Si definì un&#8217;esperto di eresia medievale, ci spiegò le sue visioni verso la religione (che non starò qui a riportare; non le ha mai nascoste con nessuno ma non so se sia il caso di riportarle su un blog pubblico per cui passerò avanti). Ricordo di essermi intimidito nel raccontargli che per me i rapporti personali venivano prima di altri aspetti della vita. E&#8217; un concetto banale, ma davanti alle sue grandi conoscenze, così vaste trasversalmente, e alle sue capacità oratorie ebbi difficoltà ad esprimermi. Non sono mai stato un tipo timido ma davanti a lui subivo un fascino reverenziale, nonostante fosse una figura amichevole e cordiale. Alla fine credo che volessi solo fare bella figura e di aver sentito la mia logica debole in quel momento.</p>
<p>Il suo esame mi piacque più di qualsiasi altro mai affrontato. Volevo prendere il massimo e invece raccattai 28. Non m&#8217;importò, sentii di aver assimilato i suoi insegnamenti, di averli fatti un po&#8217; miei. Quando discuto con i miei cari mi trovo spesso nel ruolo del bastian contrario. Non per vanità ne&#8217; per stupida testardaggine, ma per una fiducia verso la falsificazione popperiana e una consapevolezza dei limiti di qualsiasi sistema teorico. Non riesco a sfuggire a questo istinto neanche nelle attività più banali come comprare delle mozzarelle o decidere la colazione, è più forte di me. Non posso essere certo che non avrei sviluppato una simile attitudine anche senza aver incontrato Paoli, ma sono sicuro che la sua influenza l&#8217;ha rafforzata, gli ha dato dignità logica e intellettuale.</p>
<p>Un altro aspetto che adoravo di lui era il suo approccio interdisciplinare, la definirei un&#8217;attitudine olistica, e la sua passione per la fisica. Fin da bambino adoravo l&#8217;astronomia e la fisica. Ho letto alcuni testi al riguardo, fra cui Breve Storia del Tempo di Stephen Hawking, e mi intrattenevo a lungo con il mio caro amico Nicola Tomassetti, fisico ricercatore. Era piacevole per me ascoltare i paragoni di Paoli a cavallo tra economia e fisica. Era incantevole vedere come sapeva spaziare fra diverse materie senza mai avere incertezza. Ho sempre cercato di spaziare in altri campi, di superare le rigide suddivisioni di Descartes come avrebbe detto lui, di guadagnare dall&#8217;ampiezza di punti di vista in opposizione ad una severa e limitata specializzazione. L&#8217;imprevedibile traiettoria del progresso scientifico e tecnologico, che può provenire da infinite direzioni, avvalora un approccio culturale olistico. Vi ho sempre creduto e anche qui Paoli mi ha dato più energia nel costruire il mio cammino.</p>
<p>Ho avuto il piacere per la mia tesi di leggere alcuni suoi saggi (sono fuori casa adesso e non ho la bibliografia, purtroppo non riesco a ricordare quali). Grazie a lui e al Dott. Poledrini mi sono indirizzato verso alcune letture fondamentali per la mia crescita personale fra cui la Struttura delle Rivoluzioni Scientifiche di Kuhn. Ho sempre sottolineato nel curriculum che adoravo la fisica e l&#8217;epistemologia e ricordo ancora come ad un colloquio della BNL ne rimase sorpreso il mio esaminatore (che conosceva bene Kuhn).</p>
<p>Ricordo durante la discussione della mia tesi, mentre parlavo del paradigma tecnologico di Freeman, che mi bloccai per ben 8 secondi perché non riuscivo a pronunciare la parola &#8220;pervasività&#8221;. Non sono mai stato pauroso agli esami, non sono mai stato uno studente intimorito, ed ero rilassato. Eppure mi sono bloccato. In quei secondi ho pensato di tutto e ad un certo punto mi sono detto &#8220;Scemo, leggi la slide che lo hai scritto&#8221;. Ripresi a parlare e terminai con successo la discussione.</p>
<p>Al momento della consegna mi prese in giro con il suo fare burlone.</p>
<p>Caro Prof. Paoli, non ti ho mai ringraziato abbastanza per aver cercato di mandarmi a studiare l&#8217;organizzazione dell&#8217;innovazione a Milano. Ti avevano chiesto un ragazzo appassionato e tu avevi fatto il mio nome. Avevi preteso una retribuzione che mi permettesse di trasferirmi e te la prendesti perché l&#8217;offerta era troppo bassa.</p>
<p>Alla fine non ci siamo più rivisti. Mi ero ripromesso di intervistarti per un sito che sto lanciando con degli amici. Volevo farti delle domande e chiacchierare un po&#8217; come ai vecchi tempi. Purtroppo un infarto ti ha strappato via. Non so perché, ma me lo sentivo che non saresti mai diventato vecchietto. Forse per le abitudini alimentari un po&#8217; sregolate, ho sempre avuto la sensazione che ad un certo punto ci avresti abbandonato. E così purtroppo è successo.</p>
<p>Non sono il tipo che ama i funerali, ne&#8217; quello a cui piace deprimersi. Se c&#8217;è una cosa che ho apprezzato delle parole del tuo coetaneo Steve Jobs, un uomo che non aveva il tuo spessore accademico ma che con te condivideva un innegabile carisma e che ci ha abbandonato presto, è la visione della morte come una forza innovativa, in grado di modificare il mondo. Tu te ne sei andato ma hai lasciato il segno in molte persone. Non posso parlare per gli altri ma posso parlare per me stesso.</p>
<p>Non ti conoscevo bene eppure ti sentivo vicino nello sviluppo della mia cultura critica, delle mie visioni del mondo. Hai rafforzato in me la sensazione che confrontarsi abbia dei limiti, sia nel linguaggio oltre che nell&#8217;inesistenza di un campo comune di paragone, una meta-realtà dove comparare i nostri frames cognitivi. Ho percepito le difficoltà della ragione, della logica e delle manifestazioni delle stesse. Ho capito che, sottoposti all&#8217;irriducibile incertezza, possiamo fare appello solo alla nostra sfera emotiva perché la ragione termina il suo potere.</p>
<p>Così mi sono reso conto che per realizzare i nostri sogni dobbiamo talvolta spegnerla. Smettere di porci problemi e realizzare quello che sentiamo.</p>
<p>Nella mia vita ho seguito le mie passioni. Con testardaggine mi sono buttato nel mondo delle tecnologie informatiche e con caparbietà mi sono ritagliato il mio angolo in una piccola azienda locale. Mentre tu ti spegnevi, io venivo assunto, più o meno in coincidenza con il mio compleanno che destino vuole sia proprio il 9 dicembre.</p>
<p>Una vita ci abbandona mentre un&#8217;altra inizia. Voglio lasciare una promessa incisa nella immateriale fluidità della rete: io andrò avanti con i miei sogni, mi realizzerò, scuoterò il mondo, lo colpirò con le mie visioni e le mie forze. Lo farò e sarò più grande di quanto lo sia stato tu. Chi verrà dopo di me farà lo stesso.</p>
<p>Non è un modo usale per salutare un morto, ma sono convinto, se ti ho capito almeno un po&#8217;, che ti piacerebbe. Non è questa forse la distruttiva forza creatice dell&#8217;innovazione? Io credo di si.</p>
<p>Ti saluto Prof. Paoli e voglio sperare, sebbene non ne abbia certezza, che un giorno degusteremo insieme un Brunello chiaccherando di tecnologia, fisica e chissà cos&#8217;altro.</p>
<p>Termino questo saluto con le mie più profonde condoglianze alla famiglia e agli amici.</p>
<p>Davide</p>
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		<title>Google, Microsoft e i brevetti: quando le aziende sembrano bambini</title>
		<link>http://hymntofuture.wordpress.com/2011/08/06/google-microsoft-e-i-brevetti-quando-le-aziende-sembrano-bambini/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 18:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Management]]></category>
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		<description><![CDATA[Hymn to Future è fermo da un bel po&#8217;, sicuramente troppo, ed uno dei motivi è che mi sto adoperando per farlo rinascere in vesti migliori e più grandi. Purtroppo non parliamo né di domani né del mese prossimo e quindi non troverete aggiornamenti se non in rari casi&#8230; come questo ad esempio. Sono recentemente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=1007&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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Hymn to Future è fermo da un bel po&#8217;, sicuramente troppo, ed uno dei motivi è che mi sto adoperando per farlo rinascere in vesti migliori e più grandi. Purtroppo non parliamo né di domani né del mese prossimo e quindi non troverete aggiornamenti se non in rari casi&#8230; come questo ad esempio.</p>
<p>Sono recentemente andato in ferie e leggendo le innumerevoli news tecnologiche arretrate ho trovato un argomento che ha toccato la mia grigia creatività a base di semiconduttori. <strong>David Drummond</strong>, <em>Senior Vice President and Chief Legal Officer di Google</em>, ha manifestato il malessere dell&#8217;azienda sul <a href="http://googleblog.blogspot.com/2011/08/when-patents-attack-android.html">blog ufficiale</a>, sotto continuo attacco da parte di <em>Microsoft</em> e <em>Apple</em> (senza dimenticare Oracle&#8230;). I due colossi, storici avversari, approfitterebbero del sempre più malandato sistema dei brevetti statunitense per rallentare e fiaccare il &#8220;nemico&#8221; nelle aule di tribunale.<span id="more-1007"></span></p>
<p>Drummond si riferisce esplicitamente <a href="http://arstechnica.com/apple/news/2011/07/apple-ms-rim-nab-nortel-mobile-patents-for-45-billion.ars">al caso <strong>Nortel</strong></a>: la società di telecomunicazioni canadese in bancarotta che, per via delle sue proprietà intellettuali, ha destato l&#8217;appetito dei principali operatori del settore, Google compresa. Immancabile il richiamo finale al <em>Department of Justice</em> perché si adoperi per una auspicata riforma della tutela delle opere d&#8217;intelletto.</p>
<p>Sebbene la maggior parte delle aziende abbia assistito in silenzio allo sbotto di Google, Microsoft ha risposto a tono. <strong>Frank X. Shaw</strong>, <em>Corporate Vice President</em> e <strong>Brad Smith</strong>, <em>Senior Vice President Legal and Corporate Affairs</em>, hanno entrambi sottolineato su Twitter che Google era stata invitata a partecipare all&#8217;acquisto dei brevetti insieme al consorzio composto da Microsoft, Apple e RIM, ma la società non avrebbe accettato.</p>
<p>Effettivamente BigG ha offerto 900 milioni di dollari per acquistare <strong>oltre 6000 brevetti</strong>, riguardanti le tecnologie 3G e 4G, di Nortel ma è stata sonoramente battuta dal suddetto consorzio che ha esborsato circa 4,5 miliardi. Perché non allearsi per &#8220;sconfiggere&#8221; insieme i <em>patent trolls</em>?</p>
<p>La società di <em>Page</em> e <em>Brin</em> afferma che l&#8217;accordo congiunto non avrebbe portato i benefici sperati mentre Microsoft sostiene che Google volesse utilizzare i brevetti come arma d&#8217;attacco (o di difesa??).</p>
<p>La querelle non è ancora terminata e da Mountain View affermano di essersi rivolti all&#8217;antitrust. Staremo a vedere cosa succederà. Nel frattempo possiamo fare alcune considerazioni sull&#8217;accaduto.</p>
<p>Android è attualmente oggetto di 45 cause di patents infringement, molti dei produttori di handset hanno concluso accordi con Microsoft per coprirsi le spalle, e questo dimostra la necessità di una riforma legale. Che tipo di riforma? Difficile dirlo. I brevetti sono uno strumento indispensabile per favorire l&#8217;innovazione ma come ogni sistema sono anche loro imperfetti e talvolta finiscono per osteggiarla. La tematica è delicata e solo degli esperti del settore possono avere i mezzi per individuare gli aspetti chiave da modificare. Quando la vedremo? Chissà. Secondo<a href="http://arstechnica.com/tech-policy/news/2011/08/ask-ars-is-serious-patent-reform-on-the-horizon.ars"> Arstechnica</a> i tempi non sono affatto maturi e gli interessi in gioco sono troppo elevati per favorire un rapido aggiornamento delle normative. Difficile trovarsi in disaccordo con la prestigiosa testata.</p>
<p>Al contrario molto si può dire della condotta di Google e di Microsoft. Un esponente di spicco di BigG ha pubblicamente esposto una situazione di malessere: da un certo punto di vista questo è un segnale importante che la stampa ha valutato con serietà, dall&#8217;altra è impossibile togliersi dalla mente l&#8217;immagine di un&#8217;azienda da 30 miliardi di fatturato e 8 miliardi di utile netto che fa la figura del <em>&#8220;crybaby&#8221;</em> di fronte al mondo. Lamentarsi è una condotta pericolosa per una società e presta facilmente il fianco alle critiche.</p>
<p>Giusto o no che sia, la legge americana consente di querelare i concorrenti per la violazione dei brevetti. E&#8217; innegabile che questo strumento sia utilizzato in modo improprio per limitare la competizione ma quando sono in ballo milioni (o addirittura miliardi) di dollari difficilmente ci si può aspettare il <em>fair play</em> (e comunque in ultimo c&#8217;è sempre il giudice a decidere). Google, Microsoft, Apple, Samsung, HTC, RIM e via dicendo sono tutte società solide e capaci di affrontare le dispute legali che le vengono poste. Il mercato è (almeno nella telefonia), grazie al cielo, competitivo sebbene si parli di varie configurazioni di oligopolio (nel mondo dell&#8217;innovazione non ci si può semplicemente aspettare di meglio: è per sua natura in contrapposizione alla concorrenza, in quanto consente alle società di differenziarsi dai competitors) e ogni attore lotta con i denti per strappare anche decimi di quota. Google non è diverso dagli altri e a dispetto dell&#8217;ipocrita motto (<em>Don&#8217;t Be Evil</em>) non può pretendere che gli avversari ci vadano troppo morbido.</p>
<p>Non sapremo mai come è andata veramente la questione Nortel, le aziende avevano le loro strategie e se BigG non è salita sul carro dei concorrenti è perché l&#8217;ha valutato conveniente per il proprio business. Piagnucolare ad affare concluso, portando avanti mezze verità (sia Google che Microsoft), non sembra la strategia più azzeccata a livello d&#8217;immagine specie se a farlo è un&#8217;azienda con una posizione dominante assoluta nella pubblicità e nelle ricerche online nonché sotto indagine per <a href="http://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/02/eu-antitrust-enforcers-turn-their-eyes-upon-google.ars">concorrenza sleale</a>. Gli USA hanno sicuramente bisogno di un nuovo sistema di tutela dei brevetti ma è difficile sostenere che non vi siano modi migliori per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini. Un&#8217;uscita di basso livello per un campione come Google.</p>
<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by/3.0/88x31.png" /></a><br />This work is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/">Creative Commons Attribution 3.0 Unported License</a>.</p>
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		<title>Intervista a Paolo Corsini, fondatore ed amministratore di Hardware Upgrade</title>
		<link>http://hymntofuture.wordpress.com/2010/10/29/intervista-a-paolo-corsini-fondatore-ed-amministratore-di-hardware-upgrade/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 19:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Hardware Upgrade]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Corsini]]></category>
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		<description><![CDATA[Hardware Upgrade è uno dei principali siti di informazione tecnologica del nostro paese. Tutti gli appassionati lo conoscono e lo apprezzano. Hymn to Future ha intervistato per voi il suo creatore Paolo Corsini. Come di consueto, le risposte sono evidenziate in corsivo mentre le domande in grassetto. Per prima cosa, Paolo, vorrei ringraziarti per la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=995&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/dsc_0430.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/dsc_0430.jpg?w=600&#038;h=401" alt="" title="Paolo Corsini" width="600" height="401" class="aligncenter size-full wp-image-998" /></a></p>
<p><a href="http://www.hwupgrade.it/">Hardware Upgrade</a> è uno dei principali siti di informazione tecnologica del nostro paese. Tutti gli appassionati lo conoscono e lo apprezzano. Hymn to Future ha intervistato per voi il suo creatore Paolo Corsini.</p>
<p>Come di consueto, le risposte sono evidenziate in corsivo mentre le domande in grassetto.<span id="more-995"></span></p>
<p><strong>Per prima cosa, Paolo, vorrei ringraziarti per la tua disponibilità. Noi due abbiamo qualcosa che ci accomuna: entrambi siamo appassionati di tecnologia ed entrambi abbiamo un background accademico in campo economico. Cosa ti ha spinto a &#8220;tradire&#8221; i tuoi studi per fondare uno dei più importanti portali di hardware in Italia? Dove nasce il tuo amore per l&#8217;informatica e l&#8217;innovazione?</strong></p>
<p><em>La passione per la tecnologia risale alla mia infanzia; ricordo ancora la mia curiosità per i primi calcolatori che erano accessibili al grande pubblico nei primi anni ’80 e la trepidazione con la quale ho avuto il mio primo PC. Non so quanto abbia tradito i miei studi di Economia: al termine dell’Università avevo già aperto Hardware Upgrade da alcuni mesi e di fatto per me cercare di trasformare un hobby in un lavoro è stato un passaggio quasi naturale. La mia competenza in ambito economico è stata poi molto utile in seguito, nel momento in cui l’attività si è evoluta e strutturata e mi sono ritrovato a dover gestire sia una struttura complessa, sia un team di persone variegato e consistente.</em></p>
<p><strong>Quali difficoltà ha incontrato Hardware Upgrade nei suoi primi anni? A che punto del suo sviluppo hai deciso di trasformare il tuo hobby nella tua professione?</strong></p>
<p><em>Il web, nel 1997, era molto diverso da quello che può essere considerato ora. Era ancora una risorsa di nicchia, accessibile a pochi e considerata quasi esoterica da chi non vi era mai entrato. Era inoltre molto difficile riuscire ad avere contatti con le aziende, per poter avere materiale sul quale costruire i contenuti editoriali, in quanto il riferimento era la carta. Il web veniva visto come potenzialmente una risorsa del futuro ma ancora con poche certezze.</p>
<p>Il mio carattere di cocciuto e molta fortuna mi hanno aiutato nell’evoluzione e nella diffusione di Hardware Upgrade. Cercando di fare un confronto con la situazione attuale del web, tuttavia, ritengo che in quegli anni vi fossero possibilità che ora non sono più accessibili per un singolo che provi a ritagliarsi un proprio spazio di qualità sul web. Ai tempi la rete era una immensa prateria inesplorata, nella quale ci si muoveva con pochissime risorse e poca competenza ma che offriva molti spazi di manovra. Ora è tutto più semplice ma la notevole inflazione non permette di ritagliarsi facilmente un proprio spazio di notorietà. Onestamente non credo che un’esperienza come quella di Hardware Upgrade, o come altre su temi differenti nate in quegli anni, sia ripetibile in qualche forma ai giorni d’oggi senza avere a disposizione risorse molto elevate.</em></p>
<p><strong>Quali sono le difficoltà oggi? Come è evoluto il settore dell&#8217;informazione tecnologica nel nostro paese?</strong></p>
<p><em>L’immediatezza dell’informazione via web ha accorciato sensibilmente i tempi richiesti ad una notizia per diventare di dominio pubblico, di fatto limitando di molto l’evoluzione dei media su carta. Di questo beneficiano i lettori, appassionati e/o professionisti, maggiormente informati e consapevoli di quali siano le evoluzioni in un settore dai cambiamenti repentini come quello tecnologico.</p>
<p>L’esplosione del web ha reso inoltre maggiormente democratica l’informazione, nel senso che chiunque vi può partecipare. Questo rappresenta tuttavia anche un forte limite: mancano approfondimento e controllo, elementi che in teoria si è più pensati a veder presenti sulla carta. Detto in altro modo, non bisogna prendere per verità assoluta, in ambito di informazione tecnologica, tutto quello che si legge sul web ma porsi con spirito critico, sapendo filtrare quelle che sono le proprie fonti.</em></p>
<p><strong>Il mondo della stampa sta attraversando un periodo di crisi del paradigma. Qual è il tuo pensiero al riguardo? Il futuro è l&#8217;offerta online a pagamento?</strong></p>
<p><em>Che la carta sia in difficoltà è evidente; la diffusione del web ha semplicemente accelerato questo processo. Ritengo che la carta continuerà ad avere un proprio spazio nei prossimi anni, ma non con le dimensioni e le diffusioni che ha conosciuto negli ultimi 15 anni e soprattutto restando sempre più nell’ambito di una informazione generalista, per la massa.</p>
<p>Per l’online non credo in una diffusione a pagamento, a meno che il target non sia quello B2B; non è di certo questo il modello che vedo in futuro per il tipo di informazione che facciamo in Hardware Upgrade. E’ molto difficile capire dove il modello editoriale online possa spostarsi prescindendo da quello pubblicitario puro: è una domanda alla quale gli operatori di settore cercano di dare una risposta sensata e praticabile da molto tempo.</em></p>
<p><strong>Che consiglio daresti ai ragazzi che vogliono intraprendere la professione?</strong></p>
<p><em>Di mettere al primo posto la passione e la voglia di fare informazione di qualità, non dimenticandosi mai che ogni giorno si ha qualcosa da imparare se ci si pone con lo spirito giusto. Non trascurerei inoltre un secondo elemento: quello di avere sempre come riferimento il proprio pubblico, giudice ultimo della qualità del proprio lavoro.</em></p>
<p><strong>Parliamo un po&#8217; di tecnologia. Quali società del settore ti hanno più impressionato negli ultimi anni? Quale consideri la più innovativa e quale la più brava ad interpretare i segnali del mercato?</strong></p>
<p><em>Se ne citassi una nello specifico farei un torto alle molte che considero capaci di evolversi ed adattarsi ad un mercato molto competitivo come quello dell’ICT. Sono rimasto ultimamente molto affascinato dalla forza di alcuni OEM taiwanesi che sono stati capaci di cambiare radicalmente la propria percezione di mercato, nel giro di un paio di anni, con particolare riferimento al settore delle soluzioni notebook. Lascio a te i nomi, in quanto si identificano facilmente.</p>
<p>Questo è un settore nel quale a dimensioni molto elevate corrisponde un ridotto numero di aziende importanti, in grado di cambiare significativamente gli equilibri. E’ evidente come sia Intel a rivestire storicamente il ruolo di prim’attore, a prescindere dalle preferenze personali, in virtù di dimensioni e capacità di evoluzione tecnologica.</em></p>
<p><strong>Come immagini il mondo fra 5 anni? Il PC sarà morto? Il cloud dominerà la scena? I nostri figli porteranno i tablet a scuola?</strong></p>
<p><em>I miei figli (4 e 2 anni) usano già ora un tablet per giocare, strumento molto interessante per iniziare a far loro approcciare le possibilità della tecnologia. Non credo che il PC in senso stretto tra 5 anni sarà soppiantato da altro, ma casomai affiancato da altri strumenti di varia forma e potenza. Per alcune tipologie di utenti questi strumenti rappresenteranno le uniche forme di accesso a contenuti, mentre per altri utenti il PC continuerà a rivestire un ruolo essenziale. La discriminante a questo sarà, a mio avviso, la potenza elaborativa richiesta e la complessità delle funzioni che vorranno essere svolte.</em></p>
<p><strong>Per concludere, passiamo a temi più caldi. Sei soddisfatto della scena ICT italiana? Che voto dai al nostro paese? Non pensi che per rilanciare la nostra economia e capitalizzare le risorse umane (soprattutto giovani) non sfruttate sia necessaria più innovazione? Cosa cambieresti?</strong></p>
<p><em>Vedo molte aziende attive e presenti, ma con molti limiti soprattutto dal versante commerciale. Una vera e propria piaga tutta nazionale è quella dei cosiddetti VAT Player, cioè di quelle aziende che operano in regime di vera e propria evasione d’IVA. La risultante sono prodotti venduti a prezzi ben più bassi di chi opera nel pieno rispetto delle regole di mercato, con felicità degli acquirenti che non sono tuttavia chiaramente tutelati e con difficoltà create a chi rispetta le regole e non può operare in una situazione di concorrenza con chi queste regole non le segue. Il fenomeno è molto più diffuso di quanto si possa pensare e per rendersene conto è sufficiente capire come non sia possibile che per alcuni prodotti vi siano ribassi di prezzo superiori al 20% quando in questo settore i margini sono risicati per tutti.</p>
<p>Come aiutare la crescita? Con regole che siano rispettate da tutti e con investimenti in formazione che siano presenti sia a livello scolastico, sia come supporto a chi con tanta fatica e rischio apre una propria attività imprenditoriale.</em></p>
<p>Ringraziamo nuovamente Paolo Corsini per la disponibilità mostrata.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Intervista a Paolo Corsini, fondatore ed amministratore di Hardware Upgrade</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/10/29/intervista-a-paolo-corsini-fondatore-ed-amministratore-di-hardware-upgrade/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/995/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/995/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/995/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=995&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il segmento smartphone è un ménage à trois: Windows Phone Seven va alla grande!</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 22:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[Windows Phone 7]]></category>

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		<description><![CDATA[Microsoft rievoca in molti geek l&#8217;idea di un colosso cresciuto impedendo ai concorrenti di entrare nel mercato, spadroneggiando con prodotti di mediocre qualità. Quest&#8217;immagine non rende giustizia alla casa di Redmond: la creatura di Bill Gates ha dimostrato più volte di saper affrontare le sfide della crescente pressione competitiva. Windows Seven, Internet Explorer 9 ed [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=979&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Microsoft</em> rievoca in molti geek l&#8217;idea di un colosso cresciuto impedendo ai concorrenti di entrare nel mercato, spadroneggiando con prodotti di mediocre qualità. Quest&#8217;immagine non rende giustizia alla casa di Redmond: la creatura di <em>Bill Gates</em> ha dimostrato più volte di saper affrontare le sfide della crescente pressione competitiva. <em>Windows Seven</em>, <em>Internet Explorer 9</em> ed oggi, <strong>Windows Phone 7</strong>, sono la dimostrazione che alla società non manca il talento ma solo un gestione maggiormente integrata.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/windows-phone-7-smartphone_t.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/windows-phone-7-smartphone_t.jpg?w=600&#038;h=471" alt="" title="Windows Phone 7" width="600" height="471" class="aligncenter size-full wp-image-983" /></a><span id="more-979"></span></p>
<p>L&#8217;ultima creazione di Microsoft è competitiva. Certo è ancora acerba ma presto potrà dire la sua e diventare la scelta preferita di coloro che non sono soddisfatti della piattaforma iTunes-centrica della Apple e della scarsa omogeneità dei prodotti Android. WP7 si presenta come un terzo incomodo e si pone a metà strada fra i due OS più amati. MS ha obbligato i produttori a rispettare specifiche molto stringenti:</p>
<p>- schermo con risoluzione di 800&#215;480<br />
- fotocamera da almeno 5 MPixels<br />
- SoC ARM da 1 GHz di clock con GPU Adreno 200<br />
- touchscreen capacitivo</p>
<p>Come potete vedere gli smartphone intelligenti del colosso sono terminali di fascia alta ed hanno tutte le carte in regola per competere con l&#8217;avanguardia Android ed il melafonino. I produttori non amano il guinzaglio della casa di Redmond ma per gli sviluppatori non c&#8217;è niente di meglio che un&#8217;elevata omogeneità fra i device. Questo consentirà di popolare rapidamente il Market Place.</p>
<p>Del resto Apple ha dimostrato che mantenere inalterate alcune caratteristiche del prodotto può diventare una forte leva competitiva e mettere in difficoltà gli avversari. Android paga il suo approccio eccessivamente open. Microsoft sa che non può permettersi di sbagliare se vuole arrestare l&#8217;emorragia della propria quota di mercato.</p>
<p>Il nuovo OS ha una grafica minimalista e funzionale. L&#8217;accelerazione GPU rende lo scorrimento fra le pagine veloce e fluido quanto quello dell&#8217;iPhone mentre la gestione delle mail è superiore. Inoltre, WP7 è integrato con le piattaforme Zune e XBOX Live. Non è necessario un PC per godere a pieno delle funzionalità dei terminali. Le principali mancanze sono il multi-tasking ed il copia-incolla (che MS introdurrà ad inizio 2011) mentre alcuni applicativi vanno perfezionati in quanto evidentemente poco maturi (browser e mappe).</p>
<p>Trovate delle completissime recensioni su <a href="http://arstechnica.com/microsoft/reviews/2010/10/windows-phone-7-the-ars-review.ars"><strong>Arstechnica</strong></a> e <a href="http://www.anandtech.com/show/3982/windows-phone-7-review"><strong>Anandtech</strong></a>.</p>
<p>Il mio giudizio è molto positivo. La piattaforma è ad un livello superiore del primissimo Android. La casa di Redmond non punta ad una diffusione capillare quanto Google: l&#8217;OS viene pagato (circa 40 dollari a device) e i ricavi da pubblicità sono solo una parte della torta. Per questo motivo Windows Phone 7 sembra essere più vicino ad iOS, beneficiando però di una strategia più aperta. Inoltre la presenza nativa del pacchetto Office Mobile appare intrigante per gli utenti business.</p>
<p>Sono fermamente convinto che Microsoft riuscirà a mantenere una corposa quota del mercato smartphone. La carne al fuoco c&#8217;è. Tecnicamente, WP7 non è ancora all&#8217;altezza della concorrenza ma presto sarà in grado di combattere ad armi pari. Non c&#8217;è niente di meglio che una sana competizione!</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Il segmento smartphone è un ménage à trois: Windows Phone Seven va alla grande!</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/10/26/il-segmento-smartphone-e-un-menage-a-trois-windows-phone-seven-va-alla-grande/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/979/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/979/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/979/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=979&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">p4nzer</media:title>
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			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
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		<title>Jailbreak&#8230; Parliamone</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 14:44:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con il nome Jailbreak viene indicata una procedura di hacking che consente di installare programmi di terze parti sui terminali con sistema operativo iOS. Come saprete la Apple detta parametri molto stringenti sui requisiti che le App devono rispettare per essere pubblicate sull&#8217;AppStore ed è generalmente poco incline ad ammettere software che svolga funzioni già [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=898&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/cydia.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/cydia.png?w=600" alt="" title="Cydia"   class="alignleft size-full wp-image-904" /></a>Con il nome <strong>Jailbreak</strong> viene indicata una procedura di hacking che consente di installare programmi di terze parti sui terminali con sistema operativo <em>iOS</em>. Come saprete la Apple detta parametri molto stringenti sui requisiti che le App devono rispettare per essere pubblicate sull&#8217;AppStore ed è generalmente poco incline ad ammettere software che svolga funzioni già assolte dagli applicativi della casa. La procedura di sblocco permette, attraverso lo sfruttamento di falle di sicurezza dell&#8217;OS, di aggiungere alcune funzionalità prima fra tutte l&#8217;installazione di <strong>Cydia</strong> (fino a poco tempo fa c&#8217;era anche Rock, un altro canale di vendita che recentemente è stato acquisito da Cydia), App con la quale potrete scaricare, installare, aggiornare e gestire le applicazioni bandite dalla Mela.<span id="more-898"></span></p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0228.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0228.png?w=600" alt="" title="Cydia"   class="aligncenter size-full wp-image-918" /></a></p>
<p>Da fine luglio, per una decisione del <em>Copyright Office della Library of Congress</em> statunitense, il <strong>Jailbreak non è più illegale</strong>. Inizialmente Apple poteva perseguire coloro che distribuivano il software necessario per lo sblocco. Da poco, il governo americano ha stabilito che la procedura non viola la normativa riguardante la tutela delle proprietà intellettuali e che può essere quindi praticata a discrezione del proprietario dell&#8217;iDevice.</p>
<p>Questo non vieta alla alla casa di Cupertino di sviluppare nuove versioni di firmware che chiudano le falle sfruttate per il Jailbreak (anche perché possono essere utilizzate per altri fini) e di far decadere la garanzia qualora riscontri la modifica.</p>
<p>Discorso a parte è l&#8217;utilizzo di hack che consentano il download di applicativi crackati e l&#8217;installazione degli stessi. Cydia permette di utilizzare software che non rispetta i vincoli stabiliti dalla casa. Alcune di queste App sono gratuite mentre le altre si pagano. Stiamo quindi parlando di un mercato parallelo di applicazioni con regolare licenza. Ergo completamente legali.</p>
<p>Installare (e distribuire) software crackato costituisce una violazione delle proprietà intellettuali e viene punito dalla legge. In questo articolo non tratteremo questo argomento e la politica del sito è quella di contrastare la diffusione di programmi pirata.</p>
<p><strong>E&#8217; necessario sbloccare il proprio iPhone per goderne a pieno delle qualità?</strong><br />
Le prime versioni del melafonino e di iOS erano molto limitate. Liberandosi dalle catene della casa di Cupertino era possibile inviare MMS, utilizzare il tethering, riprendere filmati, creare cartelle, abilitare il multitasking, inserire un contatore dei caratteri per i messaggi ed alcune altre operazioni relativamente importanti ma non possibili con il software di base. Ad oggi iOS 4.1 consente tutte queste funzionalità diminuendo l&#8217;appeal dello sblocco. Sinceramente lo sconsiglio a tutti coloro che non siano davvero pratici con le mod software: può creare problemi e diminuire la sicurezza del vostro handset. Se invece siete degli irriducibili smanettoni vi divertirete molto, in quanto sono disponibili molti applicativi interessanti per la gestione del terminale.</p>
<p><strong>Il Jailbreak rende il mio smartphone più veloce?</strong><br />
Decisamente no. Una volta eseguita la procedura l&#8217;avvio dell&#8217;iPhone risulterà più lento del solito. Non è un grosso problema dato che la maggior parte degli utenti raramente spegne il proprio terminale. Di per se l&#8217;hack va ad aggiungere componenti all&#8217;iOS che difficilmente potrà risultare più veloce quanto al massimo egualmente veloce (e verosimilmente un po&#8217; più lento). Altro discorso è quello di andare a rimuovere parti di sistema operativo, come ad esempio effetti grafici della home, e sfruttare i nuovi applicativi per terminare le applicazioni nascoste in background: queste procedure rendono più rapido e parsimonioso lo smartphone, ma fanno affidamento alle capacità informatiche dell&#8217;utente.</p>
<p><strong>La sicurezza aumenta?</strong><br />
Anche in questo caso la risposta è no. Di principio, il Jailbreak sfrutta un buco nel sistema operativo del vostro terminale e ci infila codice non riconosciuto dalla casa. Sebbene non ci sia mai stata evidenza di spyware e altri software malevoli, dal momento che eseguite la procedura non avrete certezza di cosa è entrato nel vostro iPhone o iPod Touch. Anche gli applicativi presenti in Cydia non seguono una procedura di controllo come quelli dell&#8217;AppStore e, in generale, se un programma vi cagionerà un danno sarà sicuramente più complesso (e di dubbio risultato) rivalersi legalmente sullo sviluppatore o sul distributore rispetto a quanto è possibile sul canale ufficiale. Inoltre, il Jailbreak da accesso alla root, l&#8217;account di amministratore dei sistemi Unix, con una password di default che è &#8220;alpine&#8221;. Se non cambierete la parola d&#8217;ordine qualsiasi codice malevolo potrebbe sfruttarla per avere accesso al vostro iPhone. E&#8217; successo in passato (solo una volta per dire la verità), che malware sfruttassero tale debolezza.</p>
<p><strong>Dove vanno a finire i miei dati personali?</strong><br />
E&#8217; una notizia fresca che alcune applicazioni disponibili su AppStore facciano incetta di dati personali che possono ricondurre a identificare il proprietario dell&#8217;iPhone utilizzato. Se tale pratica dimostra che non ci si possa sempre fidare delle compagnie che forniscono servizi online e del controllo della Apple, rimane comunque più prudente affidarsi al software ufficiale piuttosto che al canale alternativo Cydia. Come per sopra, si è più tutelati sullo shop della Mela anche per quanto riguarda una possibile causa o class action verso la società.</p>
<p><strong>Ma quindi Cydia è una fregatura?</strong><br />
No, non lo è. Tra poco vi andrò ad illustrare alcune App estremamente interessanti che possono rendere molto più piacevole l&#8217;esperienza d&#8217;uso del vostro melafonino. Quest&#8217;arringa, che può sembrare fondamentalmente anti-Jailbreak, mira a sfatare alcuni miti riguardanti la procedura e a scoraggiare coloro che vogliono praticarla senza cognizione di causa. Se non siete bravi a smanettare con PC e smartphone finirete per bloccare il vostro terminale, magari scaricando l&#8217;applicazione sbagliata o praticando un aggiornamento del firmware, che vi costringerà a ripristinare lo smartphone tramite iTunes. Se non sapete distinguere un software potenzialmente malevolo da uno innocuo, vi conviene rifornirvi dal più tutelato e controllato AppStore. Per tutti gli altri, Cydia può rappresentare un notevole divertimento e ampliare le potenzialità del vostro iPhone.</p>
<p>Andiamo a vedere quali sono le KillerApp che rendono Cydia degno di essere installato. </p>
<p><strong>SBSettings</strong><br />
La prima è sicuramente SBSettings: un software che consente di controllare le funzionalità del vostro smartphone accedendo al pannello con una &#8220;slide&#8221; sulla barra di stato. In realtà il comando per aprire l&#8217;utility è completamente personalizzabile. La pagina di controllo vi consentirà di attivare o disattivare la funzione telefono, il wifi, la connessione 3G, la localizzazione, il tethering e qualsiasi altra funzionalità vorrete inserire. Già perché è possibile scaricare ulteriori &#8220;interruttori&#8221; da Cydia e personalizzare la vostra App come desiderate. Inoltre, SBSettings contiene un task manager (prima dell&#8217;iOS 4 se ne sentiva il bisogno) che vi consente di chiudere gli applicativi aperti non visibili nel gestore delle attività fornito dalla Apple (essenzialmente Mail e Telefono).</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0235.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0235.png?w=600" alt="" title="SBSettings"   class="aligncenter size-full wp-image-938" /></a></p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0236.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0236.png?w=600" alt="" title="SBSettings_2"   class="aligncenter size-full wp-image-939" /></a></p>
<p>Premendo il bottone Power è possibile spegnere l&#8217;iPhone, bloccarlo, entrare in Safe Mode o riavviare. Il Respring riavvia la Springboard. Accedendo alla sezione More si può configurare l&#8217;applicativo in ogni sua parte.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0226.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0226.png?w=600" alt="" title="SBSettings_3"   class="aligncenter size-full wp-image-942" /></a></p>
<p>SBSettings consente inoltre di nascondere l&#8217;icone delle App nella Home e dispone di un&#8217;apposita sezione che vi facilita l&#8217;individuazione delle cartelle delle applicazioni. Quest&#8217;ultime sono nominate con un ID molto lungo e, se avete necessità di modificare qualche file di un programma, risulta difficile individuarle. SBSettings pensa anche a questo! Semplicemente insostituibile.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_02371.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_02371.png?w=600" alt="" title="SBSettings_4"   class="aligncenter size-full wp-image-945" /></a></p>
<p><strong>Backgrounder</strong><br />
Questo software permette l&#8217;abilitazione del multitasking sui terminali della Mela. Prima della nascita di iOS 4 era un vero must per gli iPhone Jailbroken. Adesso la sua utilità si è ridotta ma può ancora fare comodo in alcuni determinati scenari. Come saprete, il multitasking di iOS è limitato: innanzitutto le applicazioni devono essere sviluppate per supportarlo (cosa che oramai quasi tutte fanno, ma può capitare che qualche App poco aggiornata non funzioni) e inoltre la maggior parte non gira in background ma, bensì, viene &#8220;congelata&#8221; per consentire un avvio veloce nel momento in cui si vorrà riaprirla. Backgrounder permette di attivare una modalità di multitasking propriamente detta con le App che desideriamo. Il sistema è semplice. Entriamo nell&#8217;applicazione desiderata e teniamo premuto il pulsante Home. Dopo alcuni secondi apparirà la scritta &#8220;Backgroud Enabled&#8221;. Se uscirete dalla applicazione questa rimarrà aperta. Ripetendo la procedura con il pulsante Home di disattiverà la modalità.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0231.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0231.png?w=600" alt="" title="Backgrounder_1"   class="aligncenter size-full wp-image-950" /></a></p>
<p>E&#8217; possibile configurare l&#8217;applicativo per attivare il Background automaticamente o manualmente ed escludere eventuali App non desiderate.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0232.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0232.png?w=600" alt="" title="Backgrounder_2"   class="aligncenter size-full wp-image-951" /></a></p>
<p>Le applicazioni in Background sono evidenziate con un piccolo badge sull&#8217;icona.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0233.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0233.png?w=600" alt="" title="Backgrounder_3"   class="aligncenter size-full wp-image-954" /></a></p>
<p>Utilizzando il task manager dell&#8217;iOS 4 è possibile chiudere definitivamente le applicazioni.</p>
<p><strong>iFile</strong><br />
Il nome di questa App può creare confusione in quanto esiste un omonimo nell&#8217;AppStore. iFile è un file manager completo che ci consente di esplorare il disco dell&#8217;iPhone nella sua interezza e di aprire (e modificare) svariati formati fra i quali .doc, .docx, .pdf, .jpg e molto altro. L&#8217;applicazione è a pagamento ed è molto semplice da utilizzare. Una volta installata basterà aprirla ed navigare nel disco del vostro terminale.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0230.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0230.png?w=600" alt="" title="iFile"   class="aligncenter size-full wp-image-956" /></a></p>
<p>Con iFile potrete copiare, incollare, tagliare, rinominare cartelle e/o file. Naturalmente anche crearne di nuovi. Un utility indispensabile per gli smanettoni.</p>
<p><strong>AppBackup</strong><br />
AppBackup assolve ad una funzione molto utile: quella di salvaguardare le impostazioni e i dati delle applicazioni del vostro terminale. Dopo un ripristino o un upgrade del firmware, iTunes reinstalla tutte le vostre amate App ma non nello stato in cui le avevate lasciate. Per esempio perderete i salvataggi dei vostri videogiochi ed altri dati importanti. Con AppBackup potrete creare un punto di ripristino con estrema facilità. Basta selezionare l&#8217;applicazione desiderata e cliccare (sarebbe più corretto dire tappare): apparirà un menu e potrete scegliere se procedere con un backup o eseguire un ripristino. Nulla di più semplice.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0229.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0229.png?w=600" alt="" title="AppBackup"   class="aligncenter size-full wp-image-959" /></a></p>
<p><strong>OpenSSH</strong><br />
Open SSH non è una App che troverete nella vostra Home quanto un software che consente di aprire una porta per lo scambio protetto di dati sfruttando il protocollo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Secure_shell">SSH</a>. Scaricando nel vostro PC WinSCP (o CyberDuck se siete su Mac OS) o un qualsiasi altro software per l&#8217;utilizzo dell&#8217;SSH, potrete facilmente scambiare file dal vostro computer al terminale. Il tutto via Wireless. Per connettervi è necessario conoscere l&#8217;indirizzo IP del terminale (che potrete leggere da SBSettings) e la password della root. Inseriti questi dati premete su Connect ed il gioco è fatto.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/cattura.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/cattura.jpg?w=600&#038;h=459" alt="" title="WinSCP" width="600" height="459" class="aligncenter size-full wp-image-962" /></a></p>
<p>Potrete sfruttare lo spazio disponibile del vostro iPhone come preferite.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
Naturalmente non sono tutte qua le applicazioni che possono migliorare il vostro rapporto con il terminale. Ce ne sono migliaia che possono rivelarsi più o meno utili a seconda delle vostre abitudini. E&#8217; possibile installare widget o nuovi lockscreen, variare i temi, modificare il dock, la home, rimuovere i limiti di App all&#8217;interno delle cartelle, integrare un player multimediale, abilitare il terminale, sbloccare l&#8217;operatore e chi più ne ha più ne metta. Diciamo che trovo altri applicativi di secondaria importanza rispetto a questi (fatta eccezione per <strong>MobileTerminal</strong> che su iOS 4 è più complesso da installare e ho così scelto di non parlarne) seppur possono aiutarvi a personalizzare lo smartphone alle vostre necessità. Ad esempio trovo molto utile l&#8217;App LockInfo che modifica il LockScreen donandogli un appeal HTC.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0234.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/img_0234.png?w=600" alt="" title="LockInfo"   class="aligncenter size-full wp-image-966" /></a></p>
<p>Questo articolo, molto lungo e spero altrettanto esaustivo, è una panoramica sulle possibilità e sui rischi che la pratica del Jailbreak comporta. Non era mia intenzione scrivere una guida, che mi sarebbe costata numerose ore di lavoro per duplicare ciò che molti altri ragazzi hanno già pubblicato su Internet e che potrete facilmente trovare utilizzando Google. Il mio scopo era di creare una base di informazione su cosa sono il Jailbreak e Cydia. Presto vi saranno novità riguardanti le App per sistemi iOS e Android. Questo post era in qualche modo necessario. Rimanente sintonizzati su Hymn to Future, presto ne vedremo delle belle.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Jailbreak… Parliamone</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/10/05/jailbreak-parliamone/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/898/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/898/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/898/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/898/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/898/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/898/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/898/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/898/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/898/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/898/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/898/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/898/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/898/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/898/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=898&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Marco Pandocchi, Head of Operative Product Management di Nokia Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 12:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[C7]]></category>
		<category><![CDATA[E7]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pandocchi]]></category>
		<category><![CDATA[MeeGo]]></category>
		<category><![CDATA[N8]]></category>
		<category><![CDATA[Nokia]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[Symbian^3]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>

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		<description><![CDATA[Marco Pandocchi è uno degli uomini chiave di Nokia sul territorio nazionale. Per le sue mani passano tutti i terminali della casa finlandese ben prima che possano entrare nelle nostre case. Chi meglio di lui può parlarci del futuro del leader della telefonia? Hymn to Future l&#8217;ha intervistato per voi. Le risposte sono evidenziate in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=876&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/pandocchi_m.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/10/pandocchi_m.jpg?w=600" alt="" title="Marco Pandocchi"   class="alignleft size-full wp-image-877" /></a>Marco Pandocchi è uno degli uomini chiave di Nokia sul territorio nazionale. Per le sue mani passano tutti i terminali della casa finlandese ben prima che possano entrare nelle nostre case. Chi meglio di lui può parlarci del futuro del leader della telefonia?</p>
<p>Hymn to Future l&#8217;ha intervistato per voi. Le risposte sono evidenziate in corsivo mentre le domande in grassetto.</p>
<p><strong>Innanzitutto Marco, mi sembra doveroso ringraziarti per la disponibilità che hai mostrato verso un piccolo blog come Hymn to Future. Il primo tema che vorrei affrontare è abbastanza scontato: l&#8217;N8, quando lo vedremo in Italia? Si è parlato di ritardi ma le voci sono molto confuse al riguardo.</strong></p>
<p><em>Da venerdi scorso stiamo consegnando i primi pezzi a chi ha dimostrato forte interesse per l’N8 prenotandolo con largo anticipo sul Nokia Online Shop e nei Nokia Stores, nelle prossime settimane sarà in distribuzione in tutti i punti vendita.</em><span id="more-876"></span></p>
<p><strong>L&#8217;N8 è uno smartphone dalle doti spiccatamente multimediali e si contrappone alla filosofia app-oriented dei telefonini intelligenti attualmente sul mercato: quali sono le motivazioni di questa scelta? Quanto Symbian^3 ha influenzato il design del prodotto?</strong></p>
<p><em>Essendo l’N8 il primo smartphone che integra il nuovo sistema Operativo Symbian^3, che è stato completamente riscritto rispetto alle versioni viste precedentemente per i Serie 60 touch, ha sicuramente una rivisitazione del design del SW, soprattutto per quanto riguarda  gli effetti grafici, la presenza di tre home screen completamente personalizzabili e  la presenza di nuovi temi. Inoltre, grazie al supporto di QT e di altri linguaggi di sviluppo, vuole essere non solo il meglio che si possa ottenere sul mercato in termini di Multimedialità, ma  rappresentare una vera opportunità per tutto l’ecosistema di sviluppatori e di fornitori di contenuti per raggiungere e conquistare i nostri clienti con applicazioni sempre più accattivanti che potranno essere scaricate direttamente dall’OVI store. Quindi non lo considero in contrapposizione ma bensì un attore importante nella promozione delle applicazioni, con in più un’elevata dose di Multimedialità.</em></p>
<p><strong>Parliamo di hardware. L&#8217;ultimo smartphone di  Nokia ha indubbiamente una dotazione di primo piano, specie se consideriamo il prezzo. Il SoC, cuore del terminale, è però basato sulla microarchitettura ARM 11, tutt&#8217;altro che nuova, e lavora ad una frequenza di 680 MHz. Rispetto alle ultimissime soluzioni di Qualcomm, Texas Instruments e Samsung, non è particolarmente prestante. Non credi che l&#8217;esperienza d&#8217;uso possa risentirne, specie nella navigazione web?</strong></p>
<p><em>I test effettuati sulle varie release di SW che hanno portato al rilascio di quella commerciale hanno evidenziato un’ottima esperienza nella navigazione web, tra le migliori a disposizione nell’ambito mobile grazie anche al supporto di flash 10.1 lite.</em></p>
<p><strong>Un&#8217;altra tematica che reputo interessante è lo sviluppo del sistema operativo MeeGo. Quando potremo toccare con mano le soluzioni con questo OS? Come verrà posizionato Symbian^3 dopo il suo arrivo? Lo vedremo ancora negli smartphone di fascia alta?</strong></p>
<p><em>MeeGo è destinato ad essere integrato nel top di gamma tra i prossimi smatphone Nokia nel corso del 2011, nel frattempo  Symbian^3  sarà il sistema operativo integrato nei terminali C7, ed E7 che rappresentano sicuramente due prodotti di fascia alta, ma anche nel C6-01 che per il posizionamento di prezzo più basso si rivolge ad un pubblico più ampio. Questa “democratizzazione” di Symbian^3 avrà un effetto sicuramente importante per la distribuzione delle applicazioni sviluppate per questo sistema operativo, che potranno raggiungere sia i clienti dotati di terminali di fascia alta che quelli di fascia media senza bisogno di essere riadattate come succedeva invece per le release dei serie 60. </em></p>
<p><strong>Attualmente le soluzioni Nokia nascono e muoiono con la stessa versione di OS. Gli aggiornamenti comprendono per di più miglioramenti incrementali e bug fixes. Al contrario, la maggior parte dei device basati su Android o iOS può essere aggiornato allo stato dell&#8217;arte del sistema incorporato. Con MeeGo questo approccio appare scontato, sarà applicato anche ai terminali con Symbian? C&#8217;è la possibilità che potremo aggiornare l&#8217;N8 con i successori di Symbian^3?</strong></p>
<p><em>La scelta di Nokia di mantenere lo stesso OS per il ciclo di vita di un terminale è dettata dal fatto che le scelte di progettazione dell’HW sono strettamente legate all’ottimizzazione dell’esperienza  offerta ai nostri clienti da quella precisa combinazione.  Generalmente le evoluzioni di un sistema operativo prevedono la disponibilità di processori più potenti, di  acceleratori audio/video o risorse di memoria che non è detto siano presenti nei  terminali già in commercio. Dovremo quindi attendere le specifiche HW richieste dai sucessori di Symbian^3 per sapere se l’N8 potrà essere aggiornato oppure no.</em></p>
<p><strong>Intel ha collaborato con voi allo sviluppo del nuovo sistema. Inoltre, la casa statunitense ha ampiamente dimostrato l&#8217;intenzione di concorrere con ARM nel mercato dei SoC per sistemi ultra-mobile. Atom Z600 è una realtà e presto il leader del mercato dei semiconduttori sfornerà soluzioni complete single-DIE a 32 nm. Ci sono possibilità di vedere questi System-on-a-Chip nei prossimi prodotti della casa finlandese? Magari già dal 2011?</strong></p>
<p><em>Le collaborazioni con Intel sono molto promettenti, in questo momento non posso rivelare i piani strategici non ancora pubblici, ma potremo tornare sull’argomento quando possibile.</em></p>
<p><strong>Parliamo un po&#8217; di tablet. Il vostro principale competitor, Samsung, sta per introdurre nel mercato un tablet Andorid dalle prestazioni interessanti. Nokia ha già un proprio netbook quindi non sembra eccessivo immaginare una &#8220;tavoletta&#8221; con il marchio finlandese, magari con MeeGo. Avete in programma lo sviluppo di un simile terminale?</strong></p>
<p><em>Essendo MeeGo un sistema operativo aperto adatto a diverse tipologie di device che comprendono smartphone, notebook e tablet, il nostro impegno è di lavorare al meglio per offrire nel corso del 2011 i dispositivi che garantiranno ai nostri clienti la miglior esperienza in mobilità.</em></p>
<p><strong>Passiamo a delle tematiche più generali. L&#8217;arrivo di Stephen Elop è una notizia quanto mai attuale. Il nuovo CEO proviene da contesti industriali statunitensi, molto diversi dalla realtà del nord europa: sono già percepili i cambiamenti all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione? Come pensi che evolverà Nokia nei prossimi anni?</strong></p>
<p><em>L’arrivo di Elop ha portato a tutti una grande ondata di energia e la voglia di novità si percepisce a tutti i livelli aziendali. Data la sua esperienza, il mio parere personale è che potremo aspettarci un’accelerazione ancora più evidente sulla strada che Nokia ha già intrapreso da qualche tempo nella trasformazione da HW company a solution company con un maggior focus sullo sviluppo del SW e sul mercato Nord Americano.</em></p>
<p>Per concludere, l&#8217;N8 non è un mero camera phone. Nokia ha apportato novità ad OVI Store e ai software di sviluppo per consentire la crescita di un ecosistema di applicativi. La casa non si preclude un tablet per il futuro e seguirà il trend di crescita dei servizi. E&#8217; possibile che presto o tardi vedremo SoC Intel nei prodotti della società finlandese&#8230; Beh non ci resta che aspettare gli sviluppi!</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Intervista a Marco Pandocchi, Head of Operative Product Management di Nokia Italia</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/10/04/intervista-a-marco-pandocchi-head-of-operative-product-management-di-nokia-italia/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
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		<title>Browser Roundup!</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 12:01:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho caricato una comparativa di tutti i principali browser sul canale di Youtube. Dura ben 30 minuti, quindi prendete i popcorn e godetevi lo spettacolo&#8230; Vi consiglio di impostare la risoluzione su 720p, per fruire della migliore qualità. Mi scuso se alle volte il mio linguaggio non è proprio tecnico ma non ho avuto il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=864&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho caricato una comparativa di tutti i principali browser sul canale di Youtube. Dura ben 30 minuti, quindi prendete i popcorn e godetevi lo spettacolo&#8230; Vi consiglio di impostare la risoluzione su 720p, per fruire della migliore qualità. Mi scuso se alle volte il mio linguaggio non è proprio tecnico ma non ho avuto il tempo di prepararmi il discorso e parlare 30 minuti davanti ad uno schermo non è uno scherzo!</p>
<p>Enjoy web 2.0!</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/09/23/browser-roundup/"><img src="http://img.youtube.com/vi/CiGnHSJCjnE/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Google si impegna per la trasparenza</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 17:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il polverone sollevato dalla &#8220;questione cinese&#8221;, la società creatrice dell&#8217;omonimo motore di ricerca ha deciso di dimostrare la propria correttezza pubblicando il Google Trasparency Report. Cliccando su questo link, troverete una mappa del nostro amato pianeta che consente di visualizzare il numero di siti fatti sparire dai database di Mountain View in ottemperanza di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=844&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il polverone sollevato dalla <em>&#8220;questione cinese&#8221;</em>, la società creatrice dell&#8217;omonimo motore di ricerca ha deciso di dimostrare la propria correttezza pubblicando il <strong>Google Trasparency Report</strong>. Cliccando su questo <a href="http://www.google.com/transparencyreport/governmentrequests/">link</a>, troverete una mappa del nostro amato pianeta che consente di visualizzare il numero di siti fatti sparire dai database di Mountain View in ottemperanza di richieste governative.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/09/cattura.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/09/cattura.jpg?w=600&#038;h=411" alt="" title="Google Transparency Report" width="600" height="411" class="aligncenter size-full wp-image-845" /></a><span id="more-844"></span></p>
<p>Fa sorridere il grosso punto interrogativo posto alla destra del nome <strong>China</strong>. Non sorprende che gli asiatici siano poco inclini a raccontare in giro gli affari di casa: è una condotta del tutto normale per il loro governo. Fra i paesi citati spiccano gli Stati Uniti con oltre 4.000 fonti censurate. Seguono con un corposo distacco il Brasile, l&#8217;India, il Regno Unito e la Francia. L&#8217;<strong>Italia</strong> totalizza 651 siti oscurati, un numero inferiore alla Germania.</p>
<p>Difficile valutare questi dati. Il numero assoluto di fonti rimosse può essere o non essere indice di repressione da parte del governo. Non vi è modo di comprendere se i portali oscurati trovino fondamento nella violazione delle leggi nazionali o  rappresentino mera censura politica. In un paese dove l&#8217;attività online è più diffusa, è pacifico aspettarsi statisticamente più illeciti perpetuati attraverso le nuove tecnologie. <strong>Il rapporto di trasparenza di Google non è poi così chiaro come dovrebbe.</strong> Ad ogni modo, apprezziamo gli sforzi dell&#8217;operatore.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Google si impegna per la trasparenza</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/09/22/google-si-impegna-per-la-trasparenza/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/844/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=844&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Quest&#8217;uomo è un genio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:53:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ammetto che il titolo è un po&#8217; forte ma come definireste un uomo capace di vedere il PC nel &#8217;77 (anno in cui fondò la Mela con Steven Wozniak) e di comprendere che la rivoluzione informatica sarebbe passata per l&#8217;elettronica di consumo oltre 20 anni dopo. Potete amare o odiare i prodotti Apple, pensare che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=810&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/09/steve-jobs.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/09/steve-jobs.jpg?w=600" alt="" title="Steve Jobs"   class="alignleft size-full wp-image-811" /></a> Ammetto che il titolo è un po&#8217; forte ma come definireste un uomo capace di vedere il PC nel &#8217;77 (anno in cui fondò la Mela con Steven Wozniak) e di comprendere che la rivoluzione informatica sarebbe passata per l&#8217;elettronica di consumo oltre 20 anni dopo.</p>
<p>Potete amare o odiare i prodotti <em>Apple</em>, pensare che siano dei costosi giocattoli per fighetti o meravigliosi strumenti di produttività, vedere la casa di Cupertino come simbolo del consumismo imperialista o dell&#8217;apertura ai bisogni dei clienti: non importa, il dato di fatto è che <strong>Steve Jobs è il signore dei bit del 2000 come il buon William Gates (in arte Bill) lo fu negli anni &#8217;90.</strong></p>
<p>A Cupertino l&#8217;innovazione non si arresta mai. Un leader, specie nei settori tecnologici, non può dormire sogni tranquilli e deve continuamente pensare al futuro. Questo Jobs lo sa bene e ieri mattina (a San Francisco erano le 10.00, da noi le 19.00) ci ha illustrato come Apple pensa di continuare la sua cavalcata trionfale.<span id="more-810"></span></p>
<p><strong>iOS 4.1 e 4.2</strong><br />
Steve si è presentato come al solito con una maglietta nera, i jeans e le scarpe da ginnastica. Il primo annuncio riguarda il sistema operativo iOS giunto alla sua ultima revision: 4.1. Sarà disponibile dalla settimana prossima. Introduce l&#8217;<strong>HDR</strong>, una feature ben nota ai fotografi che permette di fondere due o più immagini di diversa esposizione per compensare le differenze nella luminosità di una foto. Inoltre, viene inaugurato il <strong>Game Center</strong>, che costituisce una sorta di luogo virtuale in cui gli amanti del gaming potranno confrontarsi fra di loro acquisendo punti per la classifica. Questa feature si contrappone alla XBoX Live che sarà inclusa con gli smartphone con Windows Phone 7 e comprende anche nuove API per gli sviluppatori. Per incentivare il Center, Apple ha sviluppato un gioco con <em>Unreal Engine</em> chiamato <em>Project Sword</em>. Infine, vengono risolti i bug con i sensori e sono incrementate le performance di iOS con il meno potente 3G (Alleluja&#8230;).</p>
<p>In arrivo anche una nuova revision, 4.2, per novembre che sarà interamente dedicata all&#8217;iPad. Porterà tutte le novità introdotte per iPod e iPhone (finora il padellone era rimasto indietro negli upgrade dell&#8217;OS) e in aggiunta consentirà di stampare i documenti via Wireless (doppio Alleluja). Viene anche cambiato nome alla feature AirTunes in AirPlay perché sarà di condividere i contenuti multimediali con tutte le device Apple presenti in casa (prima era possibile solo con la musica).</p>
<p><strong>iTunes</strong><br />
Se l&#8217;upgrade all&#8217;OS sembrava convincente, questo vi impressionerà. Nasce la decima rivisitazione di iTunes che cambia il logo, abbandonando il vecchio CD passato di moda, con il nuovo social network <strong>Ping</strong> e qualche leggera modifica grafica. Ping è uno strumento commerciale davvero potente nelle mani di Apple e ho idea che permetterà alla casa di Cupertino di incrementare i suoi già abbondanti ricavi. In pratica, chiunque abbia un account iTunes, può collegarsi a Ping e gestire una pagina personale. Su Ping sono presenti sia artisti che &#8220;ascoltatori&#8221;. E&#8217; possibile commentare le nuove canzoni e i filmati pubblicati dagli artisti, conoscere persone che ascoltano la nostra stessa musica e condividerla. Qui viene il bello..: Ping è completamente integrato nell&#8217;iTunes Store. Se un gruppo pubblica un nuovo album sulla sua pagina voi potete sentire 30 secondi di ogni canzone gratis e decidere di acquistarle. Se vi incuriosisce il gruppo preferito di un vostro amico potete provare e magari comprare. Inutile dire che questo può favorire l&#8217;acquisto di musica generando nuovi introiti da questo business. A breve inserirò un video del funzionamento di Ping.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/09/02/questuomo-e-un-genio/"><img src="http://img.youtube.com/vi/BbV70wzfPS4/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p><strong>iPod</strong><br />
Su questo punto mi dilungherò di meno. Sono stati rinnovati gli <em>iPod Shuffle</em>, <em>Touch</em> e <em>Nano</em>. Nessun aggiornamento per il Classic (che rimane classic&#8230; brutta battuta eh, l&#8217;ho letta su Arstechnica&#8230;). Lo Shuffle torna del tutto simile al 2G, un po&#8217; più piccolo, con le feature del 3G. E&#8217; esteticamente bello, ma niente di eccezionale. Il nuovo Nano diventa completamente multitouch. E&#8217; accattivante ma non incontra i miei gusti personali. Infine l&#8217;iPod Touch diventa la versione senza telefono dell&#8217;iPhone 4. Sono stati introdotti FaceTime (che funzionerà tramite indirizzo e-mail), il display Retina e le nuove fotocamere. In pratica Apple vuole sfruttarlo come piattaforma gaming per appassionati, puntando le mire contro <em>PSP</em> (anche se Sony sta messa male su questo prodotto) e <em>Nintendo DS</em>.</p>
<p><strong>Apple TV</strong><br />
Alcuni dei rumors sono stati confermati. L&#8217;<strong>Apple TV</strong> costerà 99 dollari e ogni show in HD potrà essere affittato in streaming a 99 cents. L&#8217;hardware è stato rinnovato, la nuova <em>&#8220;melevisione&#8221;</em> è più piccola di due iPhone affiancati. Dispone di una porta HDMI, di un cavo Ethernet, connessione Wi-Fi e alimentatore interno. Non ha l&#8217;hard disk in quanto lavora interamente in streaming, non monta iOS e supporta la modalità AirPlay. Quello che ci fa storcere il naso è il mero supporto ai canali ABC e Fox, a Netflix e ad iTunes, la risoluzione massima 720p e la mancanza di App. Anche se bisogna ammettere che non ha senso far girare i software per iPhone su un TV Led da 42&#8243;, per giunta senza touch. Il prezzo invece è molto interessante e può costituire un alternativa alla TV satellitare. Non è ancora prevista la commercializzazione in Europa.</p>
<p>Per concludere, la Mela tira dritto proponendo prodotti convincenti. iOS 4.1 sistema i problemi della quarta revisione del sistema operativo e la nuova gamma di iPod è in linea con le richieste di mercato. iTunes vanta 160 mln di utenti con la carte di credito già collegata. Questo numeroso gruppo può già da ora accedere a Ping e sfruttarne appieno le capacità. Non vi sono barriere fisiche (software e hardware) né barriere psicologiche (hanno già l&#8217;iscrizione e la carta), per cui non è difficile prevedere che sarà un successo. Il beneficio di Ping sarà soprattutto per la casa; agli utenti può piacere condividere la musica con gli amici e conoscere nuovi gruppo ma <strong>sarà Apple a godere di nuovi guadagni probabilmente corposi.</strong> Se la società di Cupertino continua così, non si prevedono battute di arresto a breve termine. Jobs può vantarsi di aver concretizzato il suo sogno con successo.</p>
<p>Potete vedere la presentazione <a href="http://events.apple.com.edgesuite.net/1009qpeijrfn/event/index.html">qui</a>. I nuovi iPod sono già disponibili dal sito <a href="http://www.apple.com">Apple.com</a>.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Quest’uomo è un genio</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/09/02/questuomo-e-un-genio/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/810/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/810/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/810/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=810&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Bulldozer e Bobcat: AMD torna competitiva?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 10:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[AMD]]></category>
		<category><![CDATA[APU]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando Luigi Mango (fondatore e admin di PcTuner.net) mi ha chiamato al telefono chiedendo &#8220;Davide la vuoi fare tu una call conference AMD su Bulldozer e Bobcat?&#8221;, non ho potuto che rispondere &#8220;Diamine, si!&#8221;. Trovo le conferenze stampa molto appassionanti ma, soprattutto, adoro conoscere le intenzioni delle imprese prima degli altri! Così non ho esitato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=704&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/08/1.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/08/1.jpg?w=600" alt="" title="Roadmap AMD"   class="aligncenter size-full wp-image-803" /></a></p>
<p>Quando <em>Luigi Mango</em> (fondatore e admin di <a href="http://www.pctuner.net">PcTuner.net</a>) mi ha chiamato al telefono chiedendo <em>&#8220;Davide la vuoi fare tu una call conference AMD su Bulldozer e Bobcat?&#8221;</em>, non ho potuto che rispondere <em>&#8220;Diamine, si!&#8221;</em>.</p>
<p>Trovo le conferenze stampa molto appassionanti ma, soprattutto, adoro conoscere le intenzioni delle imprese prima degli altri! Così non ho esitato un secondo ad accettare. Potete trovare un editoriale completo dell&#8217;evento, realizzato da me, <a href="http://www.pctuner.net/articoli/processori/1543/Bulldozer-e-Bobcat-il-futuro-secondo-AMD/">qui</a>.<span id="more-704"></span></p>
<p>Dall&#8217;uscita di <em>Core</em>, nel 2006, <strong>AMD</strong> ha subito un declino molto forte. Non è mai stata capace di riavvicinarsi ad <strong>Intel</strong> negli sviluppi del processo produttivo (sul quale soffre un gap di 1/1,5 anni) ma, soprattutto, non è riuscita a sviluppare un&#8217;architettura competitiva rispetto alle punte di diamanti della casa di Santa Clara. Nel mercato <em>consumer</em> il calo è stato molto forte mentre nell&#8217;universo <em>server</em> la società ha tenuto abbastanza. Questo perché gli acquirenti professionali non si limitano a valutare le performance assolute ma un gran numero di variabili che includono il prezzo per unità, il consumo, la manutenzione, il ciclo di sostituzione per obsolescenza ed altro.</p>
<p>Purtroppo, negli ultimi mesi la casa californiana è stata duramente colpita anche in tale segmento. Dall&#8217;estate 2009 a quella 2010, la quota della società è scesa dal 10,1% al 6,5% mentre quella di Intel è salita dall&#8217;89,9% al 93,5%. Sono numeri troppo elevati che fanno scattare l&#8217;allarme competitività. In compenso il comparto grafico (ex ATI), ha segnato buoni risultati, e nel complessivo AMD vanta una situazione comunque migliore dell&#8217;anno precedente.</p>
<p><strong>Bulldozer</strong> è la risposta di Advanced Micro Devices alle soluzioni Intel nei segmenti mainstream e server. Non mi dilungherò a spiegare analiticamente le novità, trovate tutto ampiamente descritto nell&#8217;editoriale su PcTuner. In parole povere, una CPU basata sul nuovo design sarà composta da moduli con due core interi e un&#8217;unica unità in virgola mobile. Invece di utilizzare l&#8217;approccio <em>Simultaneous  Multithreading</em> (chiamato da Intel <em>Hyper Threading</em>), che consente di gestire contemporaneamente più thread dividendo le risorse di una singola unità integer, sono stati duplicati i core esecutivi dedicati agli interi, statisticamente il tipo di elaborazione più comune. Il sistema operativo rileverà un modulo Bulldozer come due processori logici.</p>
<p>Questa tecnica pagherà in termini di performance per clock e di performance per watt? Difficile a dirsi ora. Attualmente, Hyper Threading permette di incrementare le performance di un core di 1,5 volte circa. AMD può raggiungere presumibilmente un valore più elevato, ma solo se confrontiamo un modulo Bulldozer con un core tradizionale. In che modo la società californiana commercializzerà i nuovi prodotti? In teoria 4 moduli Bulldozer dovrebbero essere venduti come una CPU octa-core. Questa verrà fatta competere con le soluzioni high-end dell&#8217;eterna rivale (6-8 core) o con i nuovi quad-core <strong>Sandy Bridge</strong> che stanno già dimostrando <a href="http://www.anandtech.com/show/3871/the-sandy-bridge-preview-three-wins-in-a-row">performance da urlo</a>?</p>
<p>Il posizionamento di mercato cambia completamente la valutazione. Se AMD riuscirà a vendere una CPU a 4 moduli nella medesima fascia di prezzo delle soluzioni Core i7 quad-core, potrebbe ottenere performance di rilievo permettendosi anche un prezzo di più ampio respiro. Considerando che Sandy Bridge e Bulldozer sono progettati per il processo produttivo a 32nm, bisognerà vedere quanti transistor saranno necessari per un modulo Bulldozer e le rese produttive (in cui probabilmente Intel è probabilmente superiore). Se la differenza rispetto ad un core tradizionale sarà elevata, la casa di Sunnyvale non riuscirà a ottenere margini corposi o forse sarà vincolata a mantenere i prezzi alti. Ma se la duplicazione dei core esecutivi non sarà così incisiva rispetto alle necessarie ridondanze di registri e di buffer di Hyper Threading, forse AMD potrà presentarsi con prodotti validi.</p>
<p>Punto sicuramente a sfavore della società è il <em>time-to-market</em>. Le nuove CPU non saranno pronte prima del secondo quarto 2011. Intanto Intel sta per commercializzare Sandy Bridge con mesi di anticipo rispetto alla concorrenza. Non uno scenario roseo.</p>
<p><strong>Bobcat</strong>, al contrario, è il core che farà parte della APU Ontario, disponibile già dai primissimi mesi del 2011. Ricalca a grandi linee la struttura dell&#8217;Atom con la differenza che è <strong>Out-of-Order</strong> e che integrerà nel DIE la GPU e il memory controller. Questa architettura è molto promettente in quanto permetterebbe ai produttori OEM di sfornare <em>netbook</em> dalle performance superiori ai livelli attuali. La grafica sarebbe paragonabile a quella di un ION della NVIDIA ma senza dover pagare un sovrapprezzo per il componente. Inoltre la CPU dual-core OOO straccerebbe Atom clock-per-clock. Una possibile problematica nasce da i consumi, che gli esperti ipotizzano superiori alla piattaforma Intel, ma su un netbook il trade-off è fattibile se le prestazioni aumentano considerevolmente. Non sarà però adatto ad essere integrato in smartphone e tablet, siamo ancora molto lontani tecnologicamente (considerando i rischi e gli investimenti necessari, probabilmente AMD non ha intenzione di combattere con ARM e Intel). Il maggiore pericolo è quello di finire a competere con i <em>CULV</em> per prezzi e consumi, in tal caso Ontario non potrebbe che perdere.</p>
<p>AMD tornerà quella di una volta? La risposta non è semplice, ma non ci sono ancora dei segnali forti di ripresa, sotto l&#8217;aspetto tecnologico. Bulldozer e Bobcat sono entrambi promettenti, ma il primo arriva con un ritardo eccessivo che può precluderne il successo. Con Ontario, la società di Sunnyvale deve stare attenta a fornire una piattaforma che non finisca per confrontarsi con i CULV e le CPU dual-core di fascia bassa di Intel, sicuramente molto più prestanti. La sfida è tutta aperta e solo il tempo ci dirà come andrà a finire. Jon Stokes, in questo <a href="http://arstechnica.com/business/news/2010/08/evolution-not-revolution-a-look-at-amds-bulldozer.ars">articolo</a> pubblicato su Arstechnica, sostiene che AMD non dovrebbe cercare di competere con Intel sul suo campo di battaglia ma dovrebbe puntare a sistemi dedicati al <strong>Cloud Compunting</strong> con una soluzione fortemente parallelizzata con le APU Ontario, ricalcando l&#8217;idea di <a href="http://arstechnica.com/business/news/2010/06/server-based-on-512-atom-cpus-to-take-on-xeon-in-datacenters.ars">Sea Micro</a>. Chissà se la casa coglierà lo spunto.</p>
<p>AGGIORNAMENTO: come sottolinea <a href="http://arstechnica.com/business/news/2010/08/amd-roundup-rip-ati-and-more-on-bobcat-in-servers.ars">Arstechnica</a>, AMD ha confermato il suo interessamento per utilizzare Bobcat nei server. Il 2011 si fa molto più interessante.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/704/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/704/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/704/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=704&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Hipstamatic: la killerApp per la fotografia!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 22:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prove e Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho scoperto Hipstamatic recentemente, sul numero di maggio di Wired, e sono rimasto molto impressionato da questa App. Il fotografo Daniele Mattioli l&#8217;ha utilizzata per il suo reportage dell&#8217;Expo e non ho potuto resistere dall&#8217;acquistarla. Questo applicativo è davvero fantastico e permette di scattare foto particolarissime e molto belle anche con il poco performante sensore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=707&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scoperto <a href="http://hipstamaticapp.com/"><strong>Hipstamatic</strong></a> recentemente, sul numero di maggio di <strong>Wired</strong>, e sono rimasto molto impressionato da questa App. Il fotografo <strong>Daniele Mattioli</strong> l&#8217;ha utilizzata per il suo reportage dell&#8217;<em>Expo</em> e non ho potuto resistere dall&#8217;acquistarla. Questo applicativo è davvero fantastico e permette di scattare foto particolarissime e molto belle anche con il poco performante sensore del mio <em>iPhone 3G</em>.</p>
<p>Già, perché Hipstamatic è disponibile solo per il melafonino ed è dedicato a tutti i nostalgici della fotografia analogica, nello specifico, agli amanti delle leggendarie compatte <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/LOMO"><strong>LOMO</strong></a>. Il gioco è molto semplice: possiamo scegliere l&#8217;ottica, la pellicola e, eventualmente, il flash da utilizzare solo prima di scattare la foto. Una volta configurate le impostazioni e catturata l&#8217;immagine, questa verrà elaborata con una serie di effetti che andranno a simulare le imperfezioni caratteristiche delle storiche macchine russe. Il risultato? <strong>SPETTACOLARE!</strong></p>
<p><img alt="" src="http://www.pctunerup.com/up//results/_201008/20100830224107_IMG_0205.PNG" title="Menu principale" class="aligncenter" width="480" height="320" /><span id="more-707"></span></p>
<p>Nella schermata principale viene visualizzato l&#8217;obiettivo in uso. Potete cambiare il vetro scorrendo orizzontalmente.</p>
<p><img alt="" src="http://www.pctunerup.com/up//results/_201008/20100830224335_IMG_0207.PNG" title="Schermata descrittiva" class="aligncenter" width="480" height="320" /></p>
<p>Cliccando sulle lenti è possibile accedere ad una schermata descrittiva che ci spiega le peculiarità dell&#8217;obiettivo.</p>
<p><img alt="" src="http://www.pctunerup.com/up//results/_201008/20100830224527_IMG_0206.PNG" title="Selezione pellicola" class="aligncenter" width="480" height="320" /></p>
<p><img alt="" src="http://www.pctunerup.com/up//results/_201008/20100830224614_IMG_0208.PNG" title="Selezione flash" class="aligncenter" width="480" height="320" /></p>
<p>Con la stessa metodologia potete selezionare la pellicola e il flash che desiderate utilizzare. Quest&#8217;ultimo è semplicemente simulato in post-produzione e non comporta una maggiore luminosità del soggetto ma delle variazioni nei colori e nei riflessi della fotografia.</p>
<p><img alt="" src="http://www.pctunerup.com/up//results/_201008/20100830224655_IMG_0209.PNG" title="Schermata di scatto" class="aligncenter" width="480" height="320" /></p>
<p>La schermata di scatto ricalca la fisionomia delle LOMO. Il mirino è quadrato e questo ci indica che <em>non tutta la superficie del sensore ottico viene utilizzata</em>. E&#8217; presente un interruttore per attivare il flash, che ha bisogno di circa un secondo per caricarsi, mentre un ampio bottone giallo ci permette di immortalare il soggetto. Dopo lo scatto sarà necessario attendere lo &#8220;sviluppo&#8221;, fase in cui il software andrà ad elaborare gli effetti. Qui arrivano le noti dolenti. Sul mio 3G ci vogliono 30 secondi per terminare l&#8217;elaborazione (non ho avuto modo di effettuare test sulle più recenti versioni del melafonino, dalle prestazioni molto superiori). Nel frattempo è comunque possibile scattare nuove foto. L&#8217;applicativo sembra consumare una gran mole di risorse elaborative e l<strong>&#8216;iOS 4 lo termina molto spesso</strong>, rendendo l&#8217;utilizzo estremamente frustrante. Con una serie di prove ho verificato che il primo scatto va sempre a buon fine mentre i successivi portano spesso al blocco del programma. E&#8217; quindi consigliato chiuderlo da <em>task manager</em> e riaprirlo dopo ogni foto. Inutile dire che questo comporta una grande perdita di tempo. Il problema è conosciuto e risale all&#8217;ultimo update; mi auguro che con le prossime <em>release</em> riprenda tutto a funzionare come prima.</p>
<p>Ecco qualche scatto del mio 3G, notoriamente dotato di un sensore dalla qualità pessima.</p>

<a href='http://hymntofuture.wordpress.com/2010/08/31/hipstamatic-la-killerapp-per-la-fotografia/img_0146/' title='IMG_01'><img data-attachment-id='722' data-orig-size='1200,1200' data-liked='0'width="150" height="150" src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/08/img_0146.jpg?w=150&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_01" title="IMG_01" /></a>
<a href='http://hymntofuture.wordpress.com/2010/08/31/hipstamatic-la-killerapp-per-la-fotografia/img_0157/' title='IMG_02'><img data-attachment-id='723' data-orig-size='1200,1200' data-liked='0'width="150" height="150" src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/08/img_0157.jpg?w=150&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_02" title="IMG_02" /></a>
<a href='http://hymntofuture.wordpress.com/2010/08/31/hipstamatic-la-killerapp-per-la-fotografia/img_0201/' title='IMG_03'><img data-attachment-id='724' data-orig-size='1200,1200' data-liked='0'width="150" height="150" src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/08/img_0201.jpg?w=150&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_03" title="IMG_03" /></a>
<a href='http://hymntofuture.wordpress.com/2010/08/31/hipstamatic-la-killerapp-per-la-fotografia/img_0152/' title='IMG_04'><img data-attachment-id='731' data-orig-size='1200,1200' data-liked='0'width="150" height="150" src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/08/img_0152.jpg?w=150&#038;h=150" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_04" title="IMG_04" /></a>

<p>Non manca la possibilità di condividere le foto via mail, su Facebook e/o Flickr.</p>
<p><img alt="" src="http://www.pctunerup.com/up//results/_201008/20100830232712_IMG_0212.PNG" title="Condivisione foto" class="aligncenter" width="480" height="320" /></p>
<p>Il pacchetto base è disponibile su <em>App Store</em> al prezzo di <strong>1,59 euro</strong> e comprende 3 obiettivi, 3 pellicole e 2 flash. Con 4 upgrade da <strong>0,79 euro</strong>, è possibile ampliare la dotazione fino a 6 vetri, 8 film e 6 lampeggiatori per un totale di 336 combinazioni (tenendo conto della possibilità di non attivare il flash). Personalmente, mi definisco un amante della fotografia e non apprezzo scattare le mie foto con cellulari o smartphone per via della pessima qualità. <strong>Grazie a Hipstamatic ho trovato il piacere di fotografare con l&#8217;iPhone</strong> e, nonostante i problemi di stabilità, non posso che consigliare questa applicazioni a tutti coloro che amano il genere.</p>
<p>AGGIORNAMENTO: ho pubblicato una videoreview di Hipstamatic sul canale di Youtube! Enjoy Web 2.0!</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/08/31/hipstamatic-la-killerapp-per-la-fotografia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Ljm3NvSe8s8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Hipstamatic: la killerApp per la fotografia!</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/08/31/hipstamatic-la-killerapp-per-la-fotografia/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/707/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=707&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">p4nzer</media:title>
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			<media:title type="html">Menu principale</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Schermata descrittiva</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Selezione pellicola</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.pctunerup.com/up//results/_201008/20100830224614_IMG_0208.PNG" medium="image">
			<media:title type="html">Selezione flash</media:title>
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			<media:title type="html">Schermata di scatto</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">IMG_02</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Condivisione foto</media:title>
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			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
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		<title>Week in Future!</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 18:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Eccoci di nuovo con il consueto appuntamento settimanale&#8230;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=687&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci di nuovo con il consueto appuntamento settimanale&#8230;</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/07/25/week-in-future-3/"><img src="http://img.youtube.com/vi/W2b7nd27oTM/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/687/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/687/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/687/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=687&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">p4nzer</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>A chi servono i colori&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 14:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prove e Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Limbo]]></category>
		<category><![CDATA[Playdead]]></category>
		<category><![CDATA[XBox 360]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;non certo a Limbo, un gioco nato dalle menti creative del Playdead Studio di Copenhagen. Devo dire la verità, non pensavo che sarei arrivato a parlare di videogiochi nel mio blog, ma Limbo ha davvero colpito la mia fantasia con degli artwork stupendi e uno scenario mistico, claustrofobico, dedicato a coloro che hanno lo stomaco [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=657&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;non certo a <a href="http://www.limbogame.org/news/">Limbo</a>, un gioco nato dalle menti creative del Playdead Studio di Copenhagen.</p>
<div id="attachment_660" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/07/screenshot051-800x449.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/07/screenshot051-800x449.jpg?w=600&#038;h=336" alt="" title="Limbo" width="600" height="336" class="size-full wp-image-660" /></a><p class="wp-caption-text">Uhm... Per essere un bambino, il protagonista è davvero coraggioso...</p></div>
<p>Devo dire la verità, non pensavo che sarei arrivato a parlare di videogiochi nel mio blog, ma Limbo ha davvero colpito la mia fantasia con degli artwork stupendi e uno scenario mistico, claustrofobico, dedicato a coloro che hanno lo stomaco duro. Già, perché il nostro piccolo protagonista, un bambino alla ricerca della sorellina smarrita, approderà in un mondo a due colori e a due dimensioni, pieno di trappole mortali e con pochi esseri viventi decisamente non interessati alla conversazione. Per chi come me ama Neil Gaiman e Lovecraft un vero tripudio.<span id="more-657"></span></p>
<p>Il gioco vi sottoporrà ad una serie di puzzle da superare sia con l&#8217;intelletto che con la destrezza. Non vi sarà possibile colpire direttamente i vostri avversari. Potrete solo muovervi, saltare e spostare alcuni oggetti al fine di oltrepassare gli ostacoli o di eliminare le minacce.</p>
<div id="attachment_666" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/07/screenshot07-800x450.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/07/screenshot07-800x450.jpg?w=600&#038;h=337" alt="" title="Limbo" width="600" height="337" class="size-full wp-image-666" /></a><p class="wp-caption-text">Decisamente non è un paese per bimbi...</p></div>
<p>Il nostro eroe subirà ogni genere di tortura, andando a perire nei modi più trucidi e violenti. Se siete impressionabili, non compratelo.</p>
<div id="attachment_660" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/07/screenshot02-800x450.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/07/screenshot02-800x450.jpg?w=600&#038;h=337" alt="" title="Limbo" width="600" height="337" class="aligncenter size-full wp-image-659" /></a><p class="wp-caption-text">Wow, che salto!</p></div>
<p>Il gioco è disponibile da mercoledì 21 sul marketplace della XBOX Live al prezzo di 15 dollari. Per circa 4 ore di divertimento, considerando la qualità artistica di questo titolo, Limbo è un vero best buy. Consigliato.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>A chi servono i colori…</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/07/25/a-chi-servono-i-colori/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/657/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=657&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">p4nzer</media:title>
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			<media:title type="html">Limbo</media:title>
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			<media:title type="html">Limbo</media:title>
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			<media:title type="html">Limbo</media:title>
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			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
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		<title>Perchè Nokia non utilizzerà Android</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 16:01:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia e Management]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
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		<category><![CDATA[Nokia]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[Symbian]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni sono approdate nei principali siti del settore le dichiarazioni di Anssi Vanjoki, Vice Presidente Esecutivo della Divisione Mobile del colosso finlandese, che ha fortemente smentito l&#8217;ipotesi di utilizzare Android nei prossimi smartphone della casa. La notizia non lascia affatto stupiti (piuttosto sono sconvolto dall&#8217;eccessiva enfasi posta da alcuni siti del settore) per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=634&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/07/6a00d834fde33553ef0133ec4215a5970b-800wi.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/07/6a00d834fde33553ef0133ec4215a5970b-800wi.jpg?w=600&#038;h=400" alt="" title="Nokia" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-638" /></a></p>
<p>Negli ultimi giorni sono approdate nei principali siti del settore le dichiarazioni di <strong>Anssi Vanjoki</strong>, <em>Vice Presidente Esecutivo</em> della <em>Divisione Mobile</em> del colosso finlandese, che ha fortemente smentito l&#8217;ipotesi di utilizzare Android nei prossimi smartphone della casa. La notizia non lascia affatto stupiti (piuttosto sono sconvolto dall&#8217;eccessiva enfasi posta da alcuni siti del settore) per le ragioni che vado ad esplicarvi:<span id="more-634"></span></p>
<p>- <strong>Immagine</strong>: la Nokia è stata per anni il riferimento nel mondo della telefonia ed è tuttora il produttore con la maggiore quota di mercato al mondo. Google ha introdotto Android il 21 ottobre 2008, non molto tempo fa. Il leader di un settore, in declino o no, difficilmente si piega alle soluzioni tecnologiche di un <em>newcomer</em> quanto, piuttosto, cerca di combattere a suon di ricerca e sviluppo (e non dimentichiamo che la situazione finanziaria non è affatto negativa).</p>
<p>- <strong>Struttura aziendale:</strong> la casa finlandese ha sempre sfruttato l&#8217;integrazione come vantaggio competitivo specie se parliamo di sinergie hardware-software. Nokia ama avere il controllo sulla qualità del prodotto e non apprezza che sia qualcun&#8217;altro a fare il sistema montato dai suoi terminali. Per tale ragione la società acquistò Symbian, ora open source.</p>
<p>- <strong>Qualità</strong>: Android è un sistema giovane. E&#8217; senza dubbio l&#8217;OS più promettente e caratterizzato dalla maggiore crescita del mondo dei cellulari ma deve ancora essere raffinato. Inoltre, la frammentazione del mercato rende farraginoso il sistema degli aggiornamenti che, tra l&#8217;altro, vedono il Nexus One privilegiato rispetto a tutti gli altri smartphone. Una situazione che difficilmente la casa può tollerare.</p>
<p>- <strong>OVI</strong>: il portale di Nokia è stato annunciato l&#8217;agosto del 2007 in risposta ad iTunes. Il colosso della telefonia ha investito molto in questo progetto e l&#8217;adozione di Android porterebbe la sostituzione dei servizi della casa a favore di Mountain View. Non una gran manovra.</p>
<p>- <strong>Maemo</strong>: questo sistema operativo ha origini più &#8220;antiche&#8221; di quanto si possa pensare. La prima versione, chiamata OS2005, è stata rilasciata durante l&#8217;autunno dell&#8217;omonimo anno. Nokia vuole capitalizzare lo sviluppo sudato e fornire una nuova versione chiamata MeeGo, derivante dalla partnership con Microsoft.</p>
<p>Queste sono le ragioni per cui è naturale che il marchio della telefonia non voglia rivolgersi a BigG nell&#8217;immediato futuro. Forse Android riuscirà a contagiare anche il nord europa, ma non quest&#8217;anno e probabilmente neanche il prossimo.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Perchè Nokia non utilizzerà Android</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/07/07/perche-nokia-non-utilizzera-android/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/634/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/634/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/634/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/634/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/634/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/634/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/634/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/634/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=634&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La potenza è nulla senza il software</title>
		<link>http://hymntofuture.wordpress.com/2010/07/03/la-potenza-e-nulla-senza-il-software/</link>
		<comments>http://hymntofuture.wordpress.com/2010/07/03/la-potenza-e-nulla-senza-il-software/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 15:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
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		<category><![CDATA[AMD]]></category>
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		<description><![CDATA[Per i moderni applicativi di uso comune serve un PC di ultima generazione o ci possiamo accontentare dei vecchi carrettoni?? Fatemi sapere cosa ne pensate commentando di seguito!<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=623&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per i moderni applicativi di uso comune serve un PC di ultima generazione o ci possiamo accontentare dei vecchi carrettoni??</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/07/03/la-potenza-e-nulla-senza-il-software/"><img src="http://img.youtube.com/vi/0zXEJ6h52iM/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Fatemi sapere cosa ne pensate commentando di seguito!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/623/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=623&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Week in Future!</title>
		<link>http://hymntofuture.wordpress.com/2010/07/03/week-in-future-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 15:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[App Store]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iOS 4]]></category>
		<category><![CDATA[ipad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone 4]]></category>
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		<category><![CDATA[Windows 8]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho finalmente caricato il secondo appuntamento con Week In Future! Buona Visione<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=625&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho finalmente caricato il secondo appuntamento con Week In Future!</p>
<p>Buona Visione</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/07/03/week-in-future-2/"><img src="http://img.youtube.com/vi/jxmGaFlgW-E/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/625/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=625&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Windows 8 avrà il suo store: cosa comporta?</title>
		<link>http://hymntofuture.wordpress.com/2010/07/01/windows-8-avra-il-suo-store-cosa-comporta/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 10:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Management]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[Windows 8]]></category>
		<category><![CDATA[Windows Phone 7]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia risale a martedì. Alcune slides distribuite ai partner Microsoft ad aprile sono finite sul web rendendo pubbliche le presunte intenzioni della casa di Redmond. In particolare, Windows 8, dovrebbe avere un portale dedicato all&#8217;acquisto e all&#8217;aggiornamento dei pacchetti software sul modello dell&#8217;App Store sviluppato dalla Apple. Inoltre, l&#8217;ultima incarnazione del sistema Microsoft supporterà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=580&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://tightwadtechnica.com/wp-content/uploads/2008/10/800px-microsoft_sign_on_german_campus.jpg" title="Microsoft" class="alignleft" width="320" height="231" />La <a href="http://arstechnica.com/microsoft/news/2010/06/leaked-windows-8-slides-an-app-store-for-windows-ie9-beta-in-august.ars">notizia</a> risale a martedì. Alcune <em>slides</em> distribuite ai partner Microsoft ad aprile sono finite sul web rendendo pubbliche le presunte intenzioni della casa di Redmond. In particolare, <strong>Windows 8</strong>, dovrebbe avere un portale dedicato all&#8217;acquisto e all&#8217;aggiornamento dei pacchetti software sul modello dell&#8217;<em>App Store</em> sviluppato dalla Apple. Inoltre, l&#8217;ultima incarnazione del sistema Microsoft supporterà <em>accelerometri</em>, <em>bussole digitali</em>, <em>GPS</em>, un&#8217;interfaccia <em>touchscreen</em> più avanzata e la funzione &#8220;<em>Logoff + Hibernate&#8221;</em> che promette tempi di avvio brevissimi.<span id="more-580"></span></p>
<p>Il documento palesa la volontà di utilizzare un solo OS sia per i PC in senso stretto (laptop e desktop) che per i netbook e i <strong>tablet</strong>. La sfida appare particolarmente intrigante per varie ragioni. Avere uno store porterebbe indubbi vantaggi: il software sarebbe facilmente reperibile; verrebbe sottoposto al controllo di qualità della Microsoft e gli aggiornamenti sarebbero gestiti in modo unitario. Senza dimenticare che un unico canale aumenterebbe la concorrenza fra gli sviluppatori generando ricadute positive in termini di prezzi e/o servizi.</p>
<p>Non a caso <strong>tale modello ha permesso alla Apple di diventare l&#8217;operatore di riferimento nel mondo degli smartphone</strong>. Per il colosso statunitense la sfida sarà complessa per via dell&#8217;elevatissimo numero di applicativi e della necessità di integrare completamente la feature nel sistema. Per riuscire la Microsoft deve rimboccarsi le maniche e lavorare sodo.</p>
<p>Altro punto di rilievo è la decisione di utilizzare Windows 8 nei tablet. Questi devices hanno capacità di calcolo non distanti dagli attuali netbooks ma sono estremamente diversi nelle modalità di utilizzo. <strong>Peter Bright di Arstechnica sostiene che le piattaforme x86 sono sensibilmente distanti dalle efficienti architetture mobile sulle quali sono basati l&#8217;iPad e i tablet Android e questo renderebbe poco competitiva un&#8217;alternativa Microsoft.</strong></p>
<p>Le preoccupazioni sono sensate. Anche se possibile, appare lontana la possibilità di supporto alle piattaforme ARM, attualmente regine del mercato. Ma questo problema potrebbe essere aggirato grazie ai nuovi <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/05/05/x86-entrera-nei-nuovi-smartphone/">SoC Intel</a> (Moorestown e Medfield). Forse la decisione del colosso di non implementare x86 su Windows Phone 7 è stata dettata dai piani per il mercato tablet.</p>
<p>Le nuove architetture Intel promettono di essere estremamente potenti e dai consumi accettabili. La casa di Santa Clara può compensare la minore efficienza di x86 con la superiorità tecnologica in termini di processo produttivo. Considerando la grande autonomia che i tablet possono raggiungere (oltre le 10 ore per un iPad), un maggiore consumo può venire ampiamente giustificato dall&#8217;incremento di performance promesso dal colosso dei semiconduttori.</p>
<p>Semmai la vera sfida è sul software. Windows Phone 7 verrà presto lanciato con un proprio store. Una duplicazione dei canali aumenterebbe la frammentazione e sarebbe decisamente anti-economica. A questo punto è lecito chiedersi cosa abbia in mente il management Microsoft per il mercato tablet.</p>
<p>Queste devices sono infatti più affini ai cellulari di fascia alta in quanto vengono utilizzati in contesti simili e condividono con questi la dotazione hardware. Le applicazioni utilizzate dai PC tradizionali non sono in grado di sfruttarne a pieno le potenzialità anche con l&#8217;implementazione di un forte supporto da OS.</p>
<p>E&#8217; plausibile ipotizzare la compatibilità dei futuri tablet Windows 8 alle Apps del marketplace di Phone 7. Del resto il vantaggio di disporre di applicazioni sviluppate per il <em>framework .NET</em> è il <strong>supporto multi-piattaforma</strong>. In questo modo un device basato sul nuovo OS Microsoft potrebbe sfruttare sia gli applicativi tradizionali che quelli dedicati. Un notevole vantaggio competitivo.</p>
<p>In conlusione, è difficile desumere la strada intrapresa dalla società statunitense, in special modo se le fonti d&#8217;informazione sono un piccolo numero di slides. Lo scenario è confuso e permette solo vaghe ipotesi. Certo è che Windows 8 sarà una naturale evoluzione di Seven e porterà maggiore supporto alle feature introdotte nei recenti smartphone, tablet e netbook. Nel medio periodo, vi è l&#8217;interesse dei tre grandi del mercato (Google, Apple, Microsoft) di unificare le piattaforme desktop e laptop con quelle dedicate al mondo mobile (più che altro perchè le mobile devices soppianteranno presto i PC tradizionali). Pare che la società fondata da Bill Gates abbia tutta l&#8217;intenzione di bruciare le tappe, vedremo con quali risultati.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Windows 8 avrà il suo store: cosa comporta?</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/07/01/windows-8-avra-il-suo-store-cosa-comporta/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/580/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=580&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Week in Future!</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 15:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi in poi, per ogni fine settimana, Hymn to Future.com pubblicherà dei video su Youtube con il resoconto degli accadimenti rilevanti dal mondo delle ICT e il relativo commento di Davide Costantini. Enjoy Web 2.0<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=576&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi in poi, per ogni fine settimana, <em>Hymn to Future.com</em> pubblicherà dei video su <em>Youtube</em> con il resoconto degli accadimenti rilevanti dal mondo delle <em>ICT</em> e il relativo commento di <em>Davide Costantini</em>.</p>
<p><em>Enjoy Web 2.0</em></p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/06/26/week-in-future/"><img src="http://img.youtube.com/vi/YDAwDKkRECs/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/576/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=576&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Intel sempre più vicina a smartphone e tablet</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 15:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Management]]></category>
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		<description><![CDATA[Il colosso dei semiconduttori sta impegnando un team di sviluppo per effettuare il porting di Andorid 2.2 &#8220;Froyo&#8221; su architettura x86. Gli intenti sono chiaramente quelli di aggredire il mercato mobile e competere con ARM. Intel ha recentemente presentato la sua piattaforma Atom Z600, caratterizzata da grandi performance e consumi in linea con i prodotti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=560&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/logo_intel.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/logo_intel.jpg?w=280&#038;h=188" alt="" title="Intel" width="280" height="188" class="alignleft size-medium wp-image-567" /></a>Il colosso dei semiconduttori sta impegnando un team di sviluppo per effettuare il porting di <em>Andorid 2.2 &#8220;Froyo&#8221;</em> su architettura <em>x86</em>. <strong>Gli intenti sono chiaramente quelli di aggredire il mercato mobile e competere con ARM.</strong></p>
<p>Intel ha recentemente presentato la sua piattaforma <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/05/05/x86-entrera-nei-nuovi-smartphone/">Atom Z600</a>, caratterizzata da grandi performance e consumi in linea con i prodotti della concorrente inglese. Per diffondere la propria cpu ha però bisogno di un robusto <strong>supporto software</strong>. Questo spiega lo sviluppo di <em>MeeGo</em> in collaborazione con la Nokia.</p>
<p>Però tale strategia potrebbe non essere sufficiente a spingere la nuova architettura. Così la decisione di effettuare un porting di Android sembra una scelta coerente e lungimirante.<span id="more-560"></span></p>
<p>L&#8217;OS di Google sta crescendo molto rapidamente, come nessun altro. Le applicazioni disponibili su <em>Android Market</em> ammontano a circa 60.000, ben al di sopra di qualsiasi altro <em>competitor</em> al di fuori della Mela (che allo stato attuale domina con 225.000 applicazioni). Inoltre BigG sta continuando ad investire molto ed ha tutta l&#8217;intenzione di prendere il posto che attualmente detiene Symbian nel mercato smartphone (circa il 58%). </p>
<p>Quindi da Santa Clara hanno le idee ben chiare. C&#8217;è da capire come si comporteranno due attori di rilievo come Nokia e Microsoft. Dopo l&#8217;annuncio di Moorestown (alias Atom Z600), era ipotizzabile l&#8217;adozione nei dispositivi della casa finlandese. La soluzione è ancora possibile ma non sarà esclusivo appannaggio del marchio nordico che non è affatto intenzionato ad utilizzare l&#8217;OS di Mountain View.</p>
<p>Per quanto riguarda Microsoft, è evidente che dalla Intel non hanno preso bene il mancato supporto di Windows Phone 7 per l&#8217;architettura x86 e hanno scelto una soluzione alternativa. Vedremo se il colosso di Redmond cambierà idea nel futuro prossimo. Molto dipenderà dalla competitività di Moorestown ma soprattutto del successore Medfield a 32nm. Le credenziali ci sono: x86 è meno parsimoniosa delle alternative RISC ma la Intel non ha rivali nel processo produttivo (che influenza sensibilmente i consumi). Vedremo chi la spunterà.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Intel sempre più vicina a smartphone e tablet</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/06/25/intel-sempre-piu-vicina-a-smartphone-e-tablet/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/560/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=560&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Licenza Creative Commons</media:title>
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		<title>Nokia N8: in Finlandia puntano sul multimediale!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 22:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono disponibili da stamane le prime review dello smartphone che ha il difficile compito di rilanciare la Nokia nel segmento enthusiast. E&#8217; noto che il produttore finlandese, per anni dominatore della scena, ha perso parte del suo smalto per via dell&#8217;entrata nel mercato di forti concorrenti e soprattutto del ciclone iPhone. A prescindere che siate [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=543&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/nokia-n8-01-lowres.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/nokia-n8-01-lowres.jpg?w=600" alt="" title="Nokia N8"   class="aligncenter size-full wp-image-550" /></a><br />
Sono disponibili da stamane le prime <em>review</em> dello smartphone che ha il difficile compito di rilanciare la <em>Nokia</em> nel segmento <em>enthusiast</em>. E&#8217; noto che il produttore finlandese, per anni dominatore della scena, ha perso parte del suo smalto per via dell&#8217;entrata nel mercato di forti concorrenti e soprattutto del ciclone <em>iPhone</em>. A prescindere che siate pro o contro il melafonino (oramai è questione di religione), è indubbio che dalla sua nascita il concetto stesso di cellulare sia fortemente cambiato. La Nokia non ha voluto inseguire la squadra di Jobs (i primi non copiano gli ultimi arrivati!), come invece ha deliberatamente fatto Google, e si è trovata spiazzata nel segmento più alto.<span id="more-543"></span></p>
<p>Parlando di dati, gli smartphone Symbian sono il 58 per cento del mercato e sono in gran parte prodotti dal noto marchio finnico. In tale categoria rientrano però terminali che differiscono molto dall&#8217;approccio web based della concorrenza Andorid e iOS che continua a rosicchiare quote importanti alla casa bianco-blu. Inoltre i dati di bilancio non sono eccezionali: nel 2009 a fronte di 40 mld di dollari di ricavi, l&#8217;utile ammontava a solo 900 mln. Una quota scarsina se comparata agli stratosferici guadagni della casa di Cupertino.</p>
<p>Lo scenario non è dei migliori. <strong>Come fermare il lento declino e consolidare la quota di mercato?</strong> Semplice, dimenticare l&#8217;iPhone e puntare sul multimediale.</p>
<p>Del resto competere con la Mela può solo far male. L&#8217;Apple Store totalizza 225.000 applicazioni mentre Google &#8220;solo&#8221; 60.000. OVI Store è molto indietro e, considerando che Symbian comincia ad andare strettino, sembra difficile riuscire a supportare l&#8217;OS in breve tempo con un corposo quantitativo di software. Per cui tanto vale fare quello che gli altri non fanno e che la Nokia fa benissimo.</p>
<p>In pratica? Uno smartphone con una camera da <strong>12 Megapixel</strong>, la possibilità di connettere le chiavette <em>USB</em> direttamente nel terminale al fine di trasferire i file e, ciliegina sulla torta, una porta <strong>mini HDMI</strong> per godersi i contenuti sul vostro LCD di casa.</p>
<p>La ricetta è completata da uno chassis completamente in alluminio anodizzato, processore <em>multi-core</em> (probabilmente basato su architettura <em>ARM 11</em> a 680 MHz), ottica Carl Zeiss, schermo <em>OLED multitouch </em>(finalmente..) da 3,5 pollici, Dolby Digital Plus 5.1, capacità di riprodurre filmati con risoluzione HD 720p e un OS <em>Symbian^3</em> che si propone di superare le lacune delle vecchie versioni.</p>
<p>Il design è aggressivo e giovanile ma sinceramente manca dell&#8217;appeal su cui la concorrenza punta.</p>
<p>Un giudizio su questo device? <strong>La Nokia fa bene ad evitare il confronto diretto e lo fa con stile.</strong> L&#8217;N8 si propone come un <em>camera phone</em> dalle capacità indiscusse e può attrarre chi preferisce riprendere piuttosto che navigare. Sarà il mercato a decidere se questo prodotto vale il suo prezzo, ma posso sbilanciarmi a dire che per 440 euro troverà la sua nicchia di appassionati. Per il futuro la Nokia punterà su <em>MeeGo</em> e, forse, sull&#8217;utilizzo di processori Intel. Di sicuro dalla Finlandia non vogliono cedere terreno e sono del tutto intenzionati a combattere..</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Nokia N8: in Finlandia puntano tutto sul multimediale!</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/06/25/nokia-n8-in-finlandia-puntano-tutto-sul-multimediale/#more-543" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/543/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/543/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/543/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=543&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Apple iPhone 4: una valutazione pre-vendita</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 01:11:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Apple sta indiscutibilmente attraversando il miglior periodo della sua storia (meritatamente direi!) e i 600.000 iPhone 4 pre-ordinati in meno di 24 ore ne sono la conferma. La presentazione dell&#8217;ultimo arrivato della casa di Cupertino risale al 7 giugno, ma come ben saprete il modello era già caduto fra le mani dei giornalisti circa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=504&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/iphone4-thumb-640xauto-144251.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/iphone4-thumb-640xauto-144251.jpg?w=600&#038;h=475" alt="" title="iPhone 4" width="600" height="475" class="aligncenter size-full wp-image-521" /></a><br />
La Apple sta indiscutibilmente attraversando il miglior periodo della sua storia (meritatamente direi!) e i 600.000 <em>iPhone 4</em> pre-ordinati in meno di 24 ore ne sono la conferma. La presentazione dell&#8217;ultimo arrivato della casa di Cupertino risale al 7 giugno, ma come ben saprete il modello era già caduto fra le mani dei giornalisti circa un mese prima.</p>
<p>Se ci limitassimo a valutare il <em>feedback</em> del mercato, dovremmo concludere che è nato il più grande smartphone della storia. In realtà <strong>Jobs ha il merito di aver costituito un&#8217;immagine di marca che va ben oltre alle caratteristiche tecniche</strong> ed è invidiata da qualsiasi altro <em>CEO</em> al mondo. Nessuna società può vantare una così impressionante mole di ordinativi senza che il proprio prodotto non sia neanche arrivato in mano ad un cliente.<span id="more-504"></span></p>
<p>Se è appurato che l&#8217;iPhone 4 è commercialmente un successo, è interessante approfondire gli aspetti tecnici che rispondono alla domanda: &#8220;cosa ha di speciale questo prodotto?&#8221;. Andiamo a scoprirlo:</p>
<p>- <strong>Design</strong>: come potete vedere dalle immagini, il terminale differisce esteticamente dalle versioni precedenti. Sebbene le linee generali siano le medesime, il bordo è ora composto da una lamina in acciaio piatta mentre il retro è protetto da vetro come per la parte anteriore. Con la quarta revisione il melafonino ha subito una cura dimagrante: con solo 9,3 mm di spessore è il più sottile della categoria. Le misure frontali sono invece invariate.</p>
<p>- <strong>Retina Display</strong>: il nuovo schermo mantiene le dimensioni ma quadruplica i <em>pixel</em>! Abbiamo quindi una risoluzione di 960&#215;640 pixel, con una densità di 326 punti per pollice. Il pannello è un <em>LCD IPS</em> che garantisce un&#8217;ottima resa cromatica anche da angolazioni spinte. E&#8217; stata quindi bocciata l&#8217;ipotesi di uno schermo <em>SuperAMOLED</em>, montato da molti concorrenti e considerato tecnologicamente più avanzato (sebbene le differenze qualitative siano poco percettibili). La risoluzione di <em>Retina</em> non è stata scelta a caso. Con un rapporto di 4 pixel a 1 è possibile interpolare dalla risoluzione 960&#215;640 a 480&#215;320  senza distorsioni grafiche. Arabo? Mi spiego in parole più semplici: dato che la diagonale dello schermo è rimasta invariata, sarà possibile usufruire delle applicazioni studiate per le precedenti generazioni di iPhone senza perdita di qualità mentre le nuove potranno sfruttare tutta la potenza disponibile. Inoltre, come mostrano le immagini, l&#8217;esperienza web è decisamente migliorata.</p>
<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/retina.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/retina.jpg?w=600" alt="" title="Retina Display"   class="aligncenter size-full wp-image-524" /></a></p>
<p>- <strong>Camera</strong>: l&#8217;iPhone 4 è dotato di una fotocamera posteriore da 5 MP capace di registrare filmati a risoluzione HD 720p con un <em>framerate</em> di 30 fps. La qualità delle foto mostrate al <em>keynote</em> era molto buona (considerando che parliamo di smartphone) ma in linea con i principali concorrenti del mercato. La risoluzione del sensore non è elevatissima ma, come sapranno gli appassionati di fotografia, un alto numero di pixel comporta una forte perdita di qualità causata dal rumore. Quindi la scelta non è sbagliata. Inoltre è stato introdotto un flash LED che potrà essere utilizzato come torcia. La novità più rilevante è l&#8217;aggiunta di una camera anteriore per le videochiamate; quest&#8217;aspetto verrà approfondito tra poco.</p>
<p>- <strong>Hardware</strong>: l&#8217;ultimo melafonino condivide con l&#8217;iPad il processore Apple A4, sfornato da <em>Samsung</em> con processo a 45nm, ma dispone di un quantitativo di ram doppio (512MB). Questo <em>System-on-a-Chip</em> contiene un core <em>Cortex A8</em> operante alla frequenza di 1 GHz e una gpu <em>Power SGX 535</em> compatibile con le specifiche <em>OpenGL 2.0</em>. Le sue prestazioni sono in linea con quelle del SoC <em>Qualcomm Snapdrago</em>n che equipaggia il <em>Google Nexus On</em>e. Un piccolo margine di vantaggio va all&#8217;A4 grazie alla struttura delle pipeline più performante.</p>
<p>- <strong>Software</strong>: per quanto riguarda il lato impalpabile, l&#8217;iPhone 4 è dotato di una feature chiamata Facetime. Dietro questo accattivante nome si nasconde un semplice applicativo per le videochiamate. Il servizio è disponibile solo sotto connessione Wi-Fi e verso altri melafonini. Ecco spiegata l&#8217;introduzione della camera frontale che comunque lascia spazio agli sviluppatori di software di IM (Instant Messanging) di ampliare le potenzialità dei loro prodotti. Inoltre, Jobs ha annunciato la release di iMovie per iPhone: una versione iper-semplificata del conosciuto software di video-editing.</p>
<p>- <strong>iOS 4</strong>: il nuovo sistema operativo mobile potrà essere installato anche sui precedenti modelli di iPhone e sugli iPod Touch. E&#8217; sicuramente un grosso passo in avanti per quanto riguarda la funzionalità del device e, personalmente, lo considero il migliore OS per smartphone (soprattutto grazie al supporto delle oltre 225.000 Apps dello store). Siccome sono state introdotte molte novità, fra le quali spiccano il supporto al <em>multitasking</em> e la possibilità di creare cartelle, vi segnalo questi due filmati, sul mio nuovo canale di Youtube, in cui illustro tutte le caratteristiche del sistema.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/06/23/apple-iphone-4-una-valutazione-pre-vendita/"><img src="http://img.youtube.com/vi/VqzC5ia6RYY/2.jpg" alt="" /></a></span>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/06/23/apple-iphone-4-una-valutazione-pre-vendita/"><img src="http://img.youtube.com/vi/2gppn6kUH4E/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>- <strong>Prezzo</strong>: il costo per l&#8217;acquisto di un terminale sbloccato può, purtroppo, solo essere ipotizzato. In Francia è necessario sborsare 739€ per il modello da 32 GB e 629€ per quello da 16 GB. Indubbiamente una <strong>GROSSA</strong> cifra per uno smartphone. Il mio personale parere è che questi <em>device</em> vadano presi in abbonamento con un gestore. In queste condizioni i prezzi dovrebbero scendere a 300 e 200 euro ma naturalmente si dovrà sopportare il costo dell&#8217;abbonamento.</p>
<p>Il mio pensiero sull&#8217;iPhone 4? E&#8217; un ottimo telefono ma non una rivoluzione come sostenuto da Jobs. L&#8217;hardware è molto performante e adeguato al posizionamento di mercato anche se non costituisce un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza. Stesso discorso vale per la camera. Trovo di rilievo l&#8217;introduzione del nuovo display che dimostra una qualità elevatissima. Infine, l&#8217;iOS 4 è sicuramente un ottimo sistema ma non appannaggio esclusivo della quarta versione del melafonino.</p>
<p>In conclusione, il nuovo iPhone conferma il grande successo e la grande qualità della casa di Cupertino. Le limitazioni software e hardware che hanno fatto storcere il naso a molti appassionati di tecnologia sono praticamente sparite. Sbloccato costa indubbiamente troppo ma con un contratto è il best buy degli smartphone di ultima generazione. Consigliato.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Apple iPhone 4: una valutazione pre-vendita</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/06/23/apple-iphone-4-una-valutazione-pre-vendita/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
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		<title>In Italia le connessioni ad Internet sono economiche!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 18:17:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La notizia sembra incredibile ma proviene da una fonte inconfutabile: l&#8217;OECD. Come potete vedere nel grafico allegato, la ricerca fa riferimento al prezzo mensile per Mbit/s di banda. Le nostre tariffe sono notevolmente migliori a quelle della Norvegia e della Finlandia. Come possiamo spiegare questo risultato? Indubbiamente l&#8217;alta densità del Bel Paese influisce positivamente sui [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=487&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_490" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/internet_average_price1.png"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/internet_average_price1.png?w=600" alt="" title="Internet Average Price"   class="size-full wp-image-490" /></a><p class="wp-caption-text">Prezzo Medio per Mbps in dollari US (Fonte: OECD)</p></div>La notizia sembra incredibile ma proviene da una fonte inconfutabile: l&#8217;<em>OECD</em>. Come potete vedere nel grafico allegato, la ricerca fa riferimento al prezzo mensile per <em>Mbit/s</em> di banda.</p>
<p>Le nostre tariffe sono notevolmente migliori a quelle della Norvegia e della Finlandia. Come possiamo spiegare questo risultato?<span id="more-487"></span></p>
<p>Indubbiamente l&#8217;alta densità del Bel Paese influisce positivamente sui prezzi delle connessioni ad Internet. I più maligni potrebbero pensare che il risultato sia dovuto alle ingannevoli campagne pubblicitarie sugli abbonamenti. E&#8217; noto che le connessioni siano ben più lente di quanto gli <em>ISP</em> non vogliano far credere ma la situazione sta cambiando.</p>
<p>Molti tra i maggiori provider italiani (Telecom Italia, Fastweb, Vodafone e Tiscali) hanno introdotto nel contratto di fornitura del servizio una <strong>banda minima garantita</strong> che si attesta a circa il 50% del valore nominale. Tali condizioni sono però ancora poco visibili nell&#8217;informativa distribuita attraverso i siti web delle società e sono state introdotte con ben due anni di ritardo rispetto alle richieste dell&#8217;AGCOM. Resta comunque il fatto che, anche calcolando il prezzo medio in base alla banda garantita, le nostre tariffe rimangono particolarmente competitive e non raggiungono i 5 dollari per Mbps.</p>
<p>Tirando le somme, la banda larga in Italia soffre ancora di ritardi tecnologici e <em>digital divide</em> ma, fortunatamente, gode di prezzi di tutto rispetto se paragonati al resto del mondo.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>In Italia le connessioni ad Internet sono economiche!</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/06/14/in-italia-le-connessioni-ad-internet-sono-economiche/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
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		<title>IPv6, un esempio di market failure</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 17:32:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Notizia incredibile!! Non sono morto, come potete constatare.. La mia troppo lunga assenza deriva da una serie di sconvolgimenti lavorativi che mi hanno sottratto molto tempo. Spero di riuscire a mantenere una buona continuità da qui in poi. Purtroppo la mia produzione nel blog si attesterà a livelli più bassi del passato; circa la metà. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=479&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/152502539_c4cb9121eb.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/06/152502539_c4cb9121eb.jpg?w=600" alt="" title="IPv6"   class="aligncenter size-full wp-image-482" /></a></p>
<p>Notizia incredibile!! Non sono morto, come potete constatare.. La mia troppo lunga assenza deriva da una serie di sconvolgimenti lavorativi che mi hanno sottratto molto tempo. Spero di riuscire a mantenere una buona continuità da qui in poi. Purtroppo la mia produzione nel blog si attesterà a livelli più bassi del passato; circa la metà. Fortunatamente, dalla sua nascita fino ai primi di maggio, Hymn to Future vantava un aggiornamento dei contenuti quasi giornaliero. Quindi non disperate e godetevi il mio ultimo &#8220;lavoro&#8221;..</p>
<p>Il mercato è un sistema di allocazione delle risorse, basato sull&#8217;iniziativa privata, al quale vengono additate capacità di efficienza. Il meccanismo non è però privo di difetti e nei <strong>market failures</strong> trova spazio la manovra delle istituzioni pubbliche che incentivano i singoli verso comportamenti che apportano benefici alla collettività. Premetto che il mio obiettivo non è quello di scrivere un saggio di economia (peraltro su un argomento già abbondantemente discusso), ma di <strong>sottolineare una situazione in cui un fallimento di mercato sta penalizzando il progresso della rete nazionale</strong>.<span id="more-479"></span></p>
<p>E&#8217; noto che gli indirizzi <em>IP</em> scarseggiano. Attualmente ne sono disponibili circa il 9% a fronte di un notevole sviluppo dei servizi online. Per ovviare al problema è necessario passare dall&#8217;attuale protocollo <em>IPv4</em> al successivo <em>IPv6</em>.</p>
<p>I <em>router</em>, gli <em>switch</em> e le restanti periferiche di connessione in commercio supportano il nuovo protocollo. Quelle più vecchiotte spesso necessitano solo di un update del firmware. Gli odierni sistemi operativi sono perfettamente compatibili con il nuovo standard. A questo punto una domanda sorge spontanea: perché utilizziamo ancora il il vetusto IPv4?</p>
<p>La risposta riguarda proprio una condizione di <em>market failure</em>. Il principale beneficio di IPv6 è quello di permettere un maggiore numero di indirizzi IP. Integrarlo costa denaro mentre i vantaggi non sono palpabili per l&#8217;utente finale e quindi non permettono un ritorno economico. Aggiungete a questo il fatto che il mercato italiano degli abbonamenti Internet cresce più lentamente del resto dell&#8217;Europa e la trappola è fatta.</p>
<p>I provider non hanno convenienza a fare lo switch e saremo fra gli ultimi ad aggiornarci. Poco importa se questo potrebbe creare posti di lavoro e portare la rete domestica all&#8217;avanguardia rispetto al resto del mondo. In altri paesi come Germania e Olanda si sono già mossi ma a noi non interessa.</p>
<p><strong>Per superare un market failure può essere determinante l&#8217;intervento delle istituzioni pubbliche.</strong> Una via possibile è la detassazione degli investimenti che renderebbe meno gravoso il passaggio per gli ISP. Purtroppo nel nostro paese è sempre mancata una politica industriale mirata e di peso.</p>
<p>E&#8217; pur vero che il protocollo IPv6 non è una panacea per i mali dell&#8217;IT nazionale ma denota lo scarso interesse degli operatori nazionali nello sviluppo tecnologico della rete.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>IPv6, un esempio di market failure</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/06/14/ipv6-un-esempio-di-market-failure/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/479/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=479&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>x86 entrerà nei nuovi smartphone!</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 18:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Notizia incredibile? Può darsi. L&#8217;architettura x86 che caratterizza l&#8217;intera popolazione mondiale di pc desktop e laptop ha la pessima fama di essere avida di risorse energetiche. Almeno per quanto riguarda i piccoli processori. Questo deriva dalla necessità di impiegare un cospicuo numero di transistor nella decodifica delle istruzioni, bisogno che non accomuna le cpu basate [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=463&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/05/intel_menlow_moorestown_mid_2.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/05/intel_menlow_moorestown_mid_2.jpg?w=300&#038;h=199" alt="" title="Moorestown" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-472" /></a>Notizia incredibile? Può darsi. L&#8217;architettura x86 che caratterizza l&#8217;intera popolazione mondiale di pc <em>desktop</em> e <em>laptop</em> ha la pessima fama di essere <strong>avida di risorse energetiche</strong>. Almeno per quanto riguarda i piccoli processori. Questo deriva dalla necessità di impiegare un cospicuo numero di transistor nella decodifica delle istruzioni, bisogno che non accomuna le cpu basate sulla filosofia RISC, come il Cortex A8 di ARM.</p>
<p>Tali maggiori requisiti energetici decrescono all&#8217;aumentare della complessità del processore. La spiegazione la lascio ai tecnici, non sono un ingegnere e non pretendo di esserlo. Vi rimando ad un interessante <a href="http://www.appuntidigitali.it/5393/la-guerra-dellisa-x86-limpatto-su-decoder-compilatori-e-implicazioni-varie/">articolo</a> su Appunti Digitali per una comprensione più esaustiva.</p>
<p>Tornando al nostro discorso, in pochi scommetterebbero su Atom all&#8217;interno di uno <em>smartphone</em>. Questa piattaforma sembra ottima per i netbook ma non adatta ai cellulari che necessitano di consumi assolutamente infimi.<span id="more-463"></span></p>
<p><strong>E invece Intel ce l&#8217;ha fatta di nuovo.</strong></p>
<p>Se andate a leggere questo <a href="http://www.anandtech.com/show/3696/intel-unveils-moorestown-and-the-atom-z600-series-the-fastest-smartphone-processor">articolo</a> pubblicato su Anandtech, noterete che il colosso di Santa Clara è riuscito a sviluppare una soluzione capace di assorbire una quantità di energia comparabile agli odierni <em>Qualcomm Snapdragon</em>, che vengono equipaggati dai migliori terminali sul mercato (Google Nexus One, HTC Desire, etc).</p>
<p>Le prestazioni garantite dal nuovo Atom Z600 sono semplicemente straordinarie: la cpu sarebbe al momento il più potente processore per smartphone. Le performance grafiche addirittura raddoppiano rispetto ai <em>devices</em> concorrenti.</p>
<p>Nonostante le buone avvisaglie bisogna analizzare degli aspetti che possono rivelarsi cruciali per i futuri avanzamenti.</p>
<p>Attualmente la piattaforma necessita di 5 chip rendendo più complessa la vita dei produttori di cellulari. In aggiunta, il <em>chipset</em> viene fabbricato con un processo produttivo a 65nm (al contrario della cpu che è prodotta a 45nm), incrementando l&#8217;assorbimento energetico. D&#8217;altra parte questo è solo il primo prodotto per smartphone che la Intel sforna. Già dal primo trimestre 2011 uscirà una soluzione SOC <em>single die</em> a 32nm che darà del filo da torcere alla società inglese (ARM) leader dell&#8217;universo della telefonia.</p>
<p><strong>Punti ben più problematici sono l&#8217;aspetto commerciale e il supporto software.</strong> L&#8217;architettura x86 vanta uno sconfinato numero di programmi anche rispetto al fornitissimo Apple Store. Tale varietà di applicativi è però stata sviluppata per funzionare su pc desktop e laptop. Non su terminali touch. Appare quindi necessario spingere lo sviluppo di software congeniati <em>ad hoc</em> per la piattaforma, così come Apple ha fatto per l&#8217;iPhone (e Google ha imitato).</p>
<p>Inoltre l&#8217;Atom Z600 dovrà equipaggiare terminali competitivi che possano diffondersi su larga scala. Altrimenti sarà difficile disporre di una pletora di sviluppatori che valorizzino le doti del prodotto.</p>
<p>Per concludere, non si può negare che Intel abbia svolto un lavoro ottimo. Il processore c&#8217;è ed anche un sistema per utilizzarlo a dovere (MeeGo, soluzione Linux based sviluppata in partnership con Nokia). Al colosso è rimasta da vincere la sfida più dura: commercializzare un prodotto di valore e concretizzare le risorse impiegate.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>x86 entrer&#224; nei nuovi smartphone!</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/05/05/x86-entrera-nei-nuovi-smartphone/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/463/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=463&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Utilizzare il proprio nome al posto del nick può aiutare la rete?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 17:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La domanda viene posta da Michael Skapinker del Financial Times e riportata, tradotta in italiano, dal Sole 24 Ore. L&#8217;articolo denuncia le problematiche legate all&#8217;anonimato che, sebbene possa tutelare i deboli e promuovere le critiche senza esporsi al patibolo, dall&#8217;altra incentiva comportamenti molto opinabili. In particolare, l&#8217;autore si riferisce all&#8217;utilizzo scorretto dei commenti online. Se, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=452&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La domanda viene posta da Michael Skapinker del Financial Times e riportata, tradotta in italiano, dal Sole 24 Ore. L&#8217;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2010/05/anonimato-web-nickname-internet.shtml?uuid=9cb807e6-577f-11df-b335-c4e158cb6808&amp;DocRulesView=Libero">articolo</a> denuncia le problematiche legate all&#8217;anonimato che, sebbene possa tutelare i deboli e promuovere le critiche senza esporsi al patibolo, dall&#8217;altra incentiva comportamenti molto opinabili.</p>
<p>In particolare, <strong>l&#8217;autore si riferisce all&#8217;utilizzo scorretto dei commenti online</strong>. Se, per esempio, avessi un negozio che vende pc potrei essere interessato a screditare la concorrenza pubblicando su siti dedicati esperienze negative mai accadute.</p>
<p>E questo non è l&#8217;unico problema. E&#8217; ben evidente che Internet è piena di <em>blog</em> e <em>forum</em> dove le discussioni raggiungono toni che difficilmente possono essere definiti civili. Inoltre le tesi portate avanti si mostrano spesso ridicole agli occhi delle persone più informate (piene di pregiudizi non convalidati da dati statistici e fonti ufficiali).<span id="more-452"></span></p>
<p>Personalmente sono un supporter del<em> &#8220;mettere la faccia quando si parla&#8221;</em>. In questo blog potete vedere il mio volto, leggere il mio nome e la mia storia. <strong>Tutto ciò deriva dalla scelta di garantire una certa affidabilità sui contenuti pubblicati dato che non sono certo un&#8217;autorità riconosciuta.</strong></p>
<p>Detto questo, penso che possa essere utile sottoporre ad una adeguata registrazioni gli <em>users</em> di portali che implichino valutazioni che possano avere una qualche ripercussione economica sugli attori in causa. Anche nei siti d&#8217;informazione, specie dove sia alto il potenziale di discussione a sfondo politico, la proibizione dell&#8217;anonimato potrebbe servire a moderare i toni.</p>
<p>A chi oppone che in questo modo non si possa aggredire verbalmente politici, aziende, liberi professionisti o altri soggetti capaci di difendersi legalmente vorrei fare una precisazione. L&#8217;obiettivo è proprio questo. Il confronto non deve sfociare nella volgare aggressione. Le leggi del nostro paese permettono di criticare qualsiasi cittadino, dall&#8217;operaio più svantaggiato fino al Presidente della Repubblica, senza incorrere in alcuna conseguenza legale. Basta non calunniare, non diffamare e non offendere. Tutto questo è pienamente compatibile con il lamentare una condotta irregolare o, peggio, illegale. E&#8217; sufficiente imparare a conversare civilmente. L&#8217;anonimato dovrebbe essere limitato a quei contesti dove le pubblicazione delle generalità comporta un rischio reale di vita o di maltrattamenti della persona, come il giornalismo d&#8217;inchiesta. In queste situazioni le prove acquisite dovrebbero fornire la garanzia della veridicità delle tesi sostenute.</p>
<p>Definito lo schema logico, che suppongo sia abbastanza condivisibile per i più, è necessario valutarne l&#8217;applicazione pratica. E&#8217; possibile controllare la veridicità dei dati inseriti? Mettere la faccia sui propri commenti ci renderà più civili e costruttivi?</p>
<p>A mio avviso no e no.</p>
<p>Anche sottoponendo a registrazione i commenti di valutazione di un determinato prodotto o di un esercizio commerciale, <strong>il potenziale di condotta sleale resta elevatissimo.</strong> E&#8217; sufficiente iscriversi con i dati di un amico o di un parente e  si è facilmente aggirato il controllo. Qualche difficoltà può nascere dal dover utilizzare diversi profili (sarebbe facilmente scoperto un utente che commenta negativamente tutti gli esercizi di una determinata attività tranne uno) ma lo trovo un problema insormontabile.</p>
<p>Per quanto riguarda il secondo punto chiamo in causa dei contesti reali e osservabili. Su Facebook la quasi totalità dell&#8217;utenza si presenta con le proprie generalità. Per giunta sono ampiamente disponibili ulteriori dati quali interessi, città di appartenenza, attività lavorativa oltre a foto e immagini varie. Beh questo dovrebbe spingere discussioni civili giusto? Non mi pare che le migliaia di gruppi a sfondo politico con toni particolarmente accesi e background estremisti rispettino tale principio. Neanche le sparate xenofobe che popolano il noto social network. Il mio personalissimo parere è che Facebook sia pieno di immondizia ideologica.</p>
<p>Per concludere, penso che la proposta del giornalista sia un interessante spunto di discussione e forse un principio applicabile in alcune tipologie di siti in cui si voglia condividere l&#8217;opinione dell&#8217;utenza riguardo un determinato oggetto (un prodotto o un&#8217;impresa) mantenendo comunque un certo livello di credibilità professionale. Dubito che questo possa apportare ad un reale miglioramento dei contenuti. Può essere una spinta per cambiare la nostra cultura del web ma è quest&#8217;ultima che definisce il modo in cui ci poniamo nelle nostre relazioni virtuali.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Utilizzare il proprio nome al posto del nick pu&#242; aiutare la rete?</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/05/05/utilizzare-il-proprio-nome-al-posto-del-nick-puo-aiutare-la-rete/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/452/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=452&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Anche Google dovrà essere neutrale</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 14:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arstechica ha pubblicato ieri un articolo molto interessante dedicato alla net-neutrality. Il dibattito vede opporsi la FCC (Federal Communications Commission) statunitense contro gli ISP. Il principio di neutralità della rete, per chi non lo conoscesse, predica la non-applicazione di ricarichi o di filtri basati sulla tipologia delle informazioni trasferite. Da qui il motto all bits [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=435&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/net_neutrality_4-25-09.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/net_neutrality_4-25-09.jpg?w=600" alt="" title="Net-Neutrality"   class="alignleft size-full wp-image-448" /></a><br />
Arstechica ha pubblicato ieri un <a href="http://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/04/search-neutrality-google-becomes-neutraliy.ars">articolo</a> molto interessante dedicato alla <em>net-neutrality</em>. Il dibattito vede opporsi la <em>FCC</em> (Federal Communications Commission) statunitense contro gli <em>ISP</em>.</p>
<p>Il principio di neutralità della rete, per chi non lo conoscesse, predica la non-applicazione di ricarichi o di filtri basati sulla tipologia delle informazioni trasferite. Da qui il motto <em>all bits are created equal</em> (tutti i bit sono nati uguali) a sottolineare la contrarietà alla discriminazione dei contenuti.</p>
<p>A primo avviso potrebbe sembrare un sistema che mira a contrastare le restrizioni nel traffico p2p. In parte ha anche questo effetto ma è solo un aspetto della questione.<span id="more-435"></span></p>
<p><strong>La net-neutrality serve a garantire la trasparenza e la competizione nel mercato delle telecomunicazioni</strong>  andando ad evitare che i dati subiscano trattamenti economici differenti. Un esempio? Immaginiamo di avere il telefono, la tv on demand e il pc tutti connessi alla medesima rete (una banale ADSL).</p>
<p>Allo stato attuale subiamo un cospicuo ricarico sulle telefonate e sui contenuti video, se li confrontiamo in rapporto all&#8217;impiego di banda necessaria per la trasmissione. Se la rete fosse neutrale, non vi sarebbero discriminazioni economiche fra i contenuti e pagheremmo semplicemente lo sfruttamento della linea in base alle quantità consumate.</p>
<p>Detto questo è naturale che i <em>provider</em> mostrino opposizione  dato che la net-neutrality può colpire con forza le loro rendite. Una delle polemiche che si è alzata recentemente riguarda il colosso di Mountain View e più in generale il mondo dei motori di ricerca. Comcast, Time Warner e AT&amp;T lamentano la necessità di regolare le ricerche allo scopo di avere maggiore trasparenza.</p>
<p>Se è palese che le affermazioni di tali società servono a stemperare le pressioni a loro carico, vi è comunque un bisogno reale di controllare BigG. Come <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/16/le-sfide-della-rete/">sostenni</a> all&#8217;apertura di questo blog, Google detiene un fortissimo potere sulla rete ed essendo il prevalente motore di ricerca, con il 70% di <em>share</em>, può facilmente rendere invisibile un sito.</p>
<p>Non sorprende che Mountain View stia subendo alcuni procedimenti legali per aver discriminato dei portali e per la scarsa trasparenza nella ripartizione delle quote pubblicitarie.</p>
<p><strong>Arstechnica sottolinea che discriminare è l&#8217;attività centrale di un motore di ricerca.</strong> Questi software servono a dare un ordine di rilevanza alla miriade di contenuti online, così che il cliente possa trovare il sito desiderato. Ogni motore ha una diversa gestione delle priorità e quindi diventa difficile o addirittura impossibile stabilire quale sia una condotta neutrale.</p>
<p><strong>La via più semplice è quella di rendere assolutamente trasparenti i meccanismi di valutazione della rilevanza dei siti</strong> in modo che i gestori possano capire come muoversi per avere una maggiore visibilità. Questo limiterebbe i margini di manovra di Google diminuendo il potenziale di discriminazione e fornendo all&#8217;eventuale vittima di abuso maggiori strumenti di tutela.</p>
<p>I forti contrasti scaturiti dal tema della neutralità dimostrano l&#8217;importanza di una regolamentazione di Internet, oggi risorsa fondamentale della società.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Anche Google dovr&#224; essere neutrale</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/30/anche-google-dovra-essere-neutrale/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
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			<media:title type="html">Net-Neutrality</media:title>
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		<title>La pubblicità su iPad costa cara</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 13:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è diffusa in rete la notizia delle milionarie tariffe che la Apple applicherà per il suo nuovo servizio iAd. La casa di Cupertino chiede fino a 1 milione di dollari (che pare possano salire a 10!!) per una campagna pubblicitaria full optional ed extra lusso tramite le applicazioni per iPod, iPhone e iPad. Come [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=434&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/500x_iad.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/500x_iad.jpg?w=600" alt="" title="iAd"   class="aligncenter size-full wp-image-436" /></a>Si è diffusa in rete la notizia delle milionarie tariffe che la Apple applicherà per il suo nuovo servizio <em>iAd</em>. La casa di Cupertino chiede <strong>fino a 1 milione di dollari</strong> (che pare possano salire a 10!!) per una campagna pubblicitaria full optional ed extra lusso tramite le applicazioni per iPod, iPhone e iPad.</p>
<p>Come di consueto la news ha scaturito grande clamore. Non è certo nascosto che intorno alla società fondata da Steve Jobs e da Steven Wozniak vi sia una sorta di dolce <em>illusione collettiva</em>. Al momento la Mela è un vero e proprio <em>market leader</em>, capace di spacciare mode e costumi nel mondo. Tale fortissima immagine di marca è stata guadagnata con un mix di validi prodotti e design accattivanti che ha attratto le masse con grande forza. Tutto ciò concede alla società il privilegio di applicare un corposo <em>premium price</em> sui prodotti.</p>
<p>Ma questa volta la situazione è diversa. I clienti non sono degli individui ma delle imprese e queste vengono tradizionalmente considerate più fredde e materialiste quando si tratta di fare affari. D&#8217;altro canto non bisogna dimenticare che il bacino sul quale la Mela può fare leva è molto ampio e questo da notevole peso contrattuale alla casa.<span id="more-434"></span></p>
<p>Ma anche considerando l&#8217;utenza il prezzo rimane alto. Come giustificarlo? Sicuramente il servizio è ottimo ma c&#8217;è dell&#8217;altro. In molte situazioni un costo elevato è sinonimo di <em>elite</em> e quindi una forte attrattiva per i grandi marchi di qualità.</p>
<p>Google è attualmente il leader del mercato pubblicitario e Android è solo uno dei tanti servizi per ampliare il proprio pubblico aggredendo un segmento estremamente promettente. Un rimpianto che BigG non ha mai superato è quello della scarsa attrattiva verso i grandi <em>brand</em>. Attualmente Mountain View ci propina improbabili pompati che 15 giorni prima avevano una cospicua pancia, promettenti concorsi a premi che regalano autovetture solo perché si è il milionesimo visitatore (tutte le volte, ma come sarà possibile?!?!?) ed altri messaggi variegati.</p>
<p><strong>Il leader  lavora per la maggior parte con delle schiappe!</strong> Non un granché, non trovate? D&#8217;altra parte i marchi tendono a pubblicizzarsi su altri marchi, come per esempio i portali di blasonati quotidiani. In queste situazioni non serve una piattaforma standardizzata ma piuttosto il banner verrà sviluppato ad hoc per il sito che lo accoglierà.</p>
<p>La Mela, al contrario, non legherebbe mai il proprio brand a dei muscoli gonfiati a suon di anabolizzanti. Tutti gli sforzi fatti per mantenere un&#8217;immagine di qualità e ricercatezza <em>radical chic</em> andrebbero in fumo fra i pettorali di un poco credibile palestrato ex-panzone. <strong>Apple punta a clienti d&#8217;alta fascia come Nike o BMW.</strong></p>
<p>Questi operatori non hanno problemi di denaro e sono disposti a spendere molto per della pubblicità di qualità veicolata su una piattaforma come quella di Cupertino.</p>
<p>Ora è chiaro perchè, nonostante un prezzo elevato, l&#8217;eco è molto forte. La differenza nasce dal target composto da clientela selezionata. Non più impresucole ma attori di primario riferimento che non vogliono mischiarsi con i &#8220;piccoli&#8221;.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>La pubblicit&#224; su iPad costa cara</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/30/la-pubblicita-su-ipad-costa-cara/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/434/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/434/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/434/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=434&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Android vende, ma non in Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 14:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nova 24 ha pubblicato stamane dei dati incoraggianti sulla diffusione di Android. Il sistema operativo di Google sta crescendo e si è aggiudicato il 4,7% delle vendite di smartphone nel 2009. Symbian raggiunge l&#8217;astronomica quota del 47% mentre RIM e Apple si spartiscono rispettivamente il 20% e il 15% di mercato. A seguire Microsoft al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=427&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/android-rendered.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/android-rendered.jpg?w=600" alt="" title="Android"   class="aligncenter size-full wp-image-430" /></a></p>
<p>Nova 24 ha pubblicato stamane dei dati incoraggianti sulla diffusione di <em>Android</em>. Il sistema operativo di Google sta crescendo e si è aggiudicato il 4,7% delle vendite di smartphone nel 2009. Symbian raggiunge l&#8217;astronomica quota del 47% mentre RIM e Apple si spartiscono rispettivamente il 20% e il 15% di mercato. A seguire Microsoft al 9% circa.</p>
<p>Per i cellulari droid si prevede un raddoppio dei ricavi nel 2010, conferma che <strong>il flop del Nexus One non è stata una bocciatura dell&#8217;OS</strong> (per approfondimenti leggete questo <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/31/android-e-nexus-one-tiriamo-le-somme/#comments">articolo</a>).<span id="more-427"></span></p>
<p>La crescita è però sbilanciata geograficamente: BigG ha un&#8217;ottima immagine di marca negli Stati Uniti dove le vendite toccano quasi il 10% del mercato mentre stenta a diffondersi in Europa. Le principali motivazioni sono i ritardi nell&#8217;attivazione dei servizi (Google Maps Navigation funziona solo in Inghilterra) e, soprattutto, la timidezza dei consumatori verso un operatore nuovo al mondo dei devices intelligenti.</p>
<p>Stessa sorte per il produttore taiwanese HTC, che sta incontrando difficoltà ad essere considerato un attore di peso nella costellazione dei produttori. Nel vecchio continente <strong>il brand non è ancora affermato e viene quindi sottovalutato</strong> rispetto ai più tradizionali Motorola, Nokia, Samsung, etc.</p>
<p>Comunque non bisogna disperare. E&#8217; solo questione di tempo. I terminali HTC dispongono di un&#8217;ottima qualità costruttiva e grandi performance. Lo store messo su da Mountain View ha raggiunto le 50.000 applicazioni e non ci vorrà molto per vedere anche il nostro paese inondato da smartphone androidi. A suo tempo anche l&#8217;iPhone patì un ritardo di diffusione nella zona EMEA.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Android vende, ma non in Europa</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/29/android-vende-ma-non-in-europa/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/427/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/427/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/427/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/427/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/427/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/427/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/427/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/427/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=427&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Phenom II X6, AMD risale la china?</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 12:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[AMD]]></category>
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		<description><![CDATA[Da oggi è disponibile in rete la recensione delle nuove cpu esa-core della casa di Sunnyvale. Le soluzioni presentate da AMD seguono l&#8217;uscita del 980X di Intel, attualmente il più potente processore disponibile sul mercato retail. Facciamo il punto della situazione. I Phenom II 1090T e 1055T dispongono di 2 core addizionali mantenendo però invariato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=408&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://notechie.com/wp-content/uploads/2009/11/AMD-Phenom-II-X6.jpg" title="AMD Phenom" class="alignleft" width="400" height="276" />Da oggi è disponibile in rete la <a href="http://www.pctuner.net/articoli/processori/1471/AMD-Phenom-II-X6-6-core-economici-e-veloci/">recensione</a> delle nuove cpu <em>esa-core</em> della casa di Sunnyvale. Le soluzioni presentate da AMD seguono l&#8217;uscita del <em>980X</em> di Intel, attualmente il più potente processore disponibile sul mercato <em>retail</em>. Facciamo il punto della situazione.</p>
<p>I Phenom II 1090T e 1055T dispongono di 2 core addizionali mantenendo però invariato il quantitativo di cache L3. La scelta non deve stupire: il processo produttivo è ancora a 45nm e questo rende difficile aumentare il numero dei transistor che, come saprete, è influenzato pesantemente dall&#8217;ammontare della memoria statica.<span id="more-408"></span></p>
<p>Il prezzo, rispetto ai <em>quad-core</em>, subisce un incremento del 50%. <em>Tom&#8217;s Hardware Italia</em> fa notare che le perfomance crescono percentualmente meno. Peccato che il recensore del noto sito di informazione si sia palesemente dimenticato che è così per tutte le cpu. Da che mondo è mondo <strong>il rapporto prezzo/performance è peggiore nei prodotti di punta rispetto a quelli entry-level</strong>. Questo è legato alla minore resa produttiva oltre che a logiche di marketing. <em>Hwupgrade</em>, al contrario, sottolinea che le soluzioni AMD rendono più di quelle Intel della medesima fascia. E&#8217; questo ciò che conta a livello commerciale.</p>
<p>Un&#8217;altra buona notizia proviene dall&#8217;analisi dei consumi. I processori sono abbastanza parsimoniosi e, inoltre, si overcloccano bene. Global Foundries ha svolto un ottimo lavoro.</p>
<p>Quindi tutto bene quel che finisce bene. Ora finalmente avremo una concorrenza alla pari e Cappuccetto Rosso si farà un bel panino alla porchetta di lupo.</p>
<p>Notate qualcosa di strano? <strong>Effettivamente non c&#8217;è ancora concorrenza alla pari!</strong></p>
<p>AMD ha fatto il suo dovere e sta commercializzando le sue soluzioni in un segmento adeguato. Del resto non è la performance assoluta ma il rapporto prezzo/prestazioni che rende delle cpu valide. Ma stiamo facendo i conti senza l&#8217;oste.</p>
<p>Intel possiede e domina la tecnologia a 32nm senza difficoltà. Il suo prodotto di punta raggiunge delle prestazioni esagerate e la casa di Santa Clara si permette di venderlo allo stesso prezzo del Core i7 975, grazie al miglioramento del processo produttivo che abbatte i costi. Quando il leader del mercato deciderà di immettere i suoi esa-core di fascia media come risponderà la rivale?</p>
<p>Non ci sono dubbi che il quasi-monopolista abbia in cantiere cpu con maggiori cavalli. L&#8217;unico modo per reagire sarebbe abbassare i prezzi, peccato che con i 45nm i prodotti costino di più e <strong>AMD finirà per vedere schiacciati i suoi margini da un lato per la concorrenza e dall&#8217;altro tecnologicamente.</strong></p>
<p>Non una bella situazione.</p>
<p>Per fortuna arrivano buone notizie dal comparto grafico. ATI ha visto crescere le sue vendite del 96,3% contro un incremento del mercato del 44%. Ha rosicchiato gran parte delle nuove quote a Intel e un pochino a nVidia.</p>
<p>La casa di Sunnyvale ce la sta mettendo tutta per rialzare la testa ma la situazione non è ancora rosea. Il gap tecnologico è notevole e penalizza i margini di vendita delle cpu. A questo punto diventa difficile immaginarla come un avversario di peso del colosso di Santa Clara. Un tempo AMD poteva vantare prodotti almeno egualmente performanti e in diversi casi superiori. Purtroppo quell&#8217;era è finita e non credo che il deficit possa essere colmato a breve.</p>
<blockquote><p>
<a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Phenom II X6, AMD risale la china?</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/27/phenom-ii-x6-amd-risale-la-china/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
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		<title>A chi non piacciono le speculazioni?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 19:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non si parla certo di quelle finanziarie ma piuttosto di seghe mentali con lo scopo di spiegare fatti a noi sconosciuti. La forzatura delle interpretazioni, con l&#8217;obiettivo di far coincidere gli stimoli dei nostri sensi con i desideri del nostro cervello, viene chiamata illusione di controllo ed è uno dei limiti della razionalità umana. Comunque [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=390&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/giacobbo.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/giacobbo.jpg?w=600" alt="" title="Giacobbo"   class="alignleft size-full wp-image-396" /></a>Non si parla certo di quelle finanziarie ma piuttosto di seghe mentali con lo scopo di spiegare fatti a noi sconosciuti. La forzatura delle interpretazioni, con l&#8217;obiettivo di far coincidere gli stimoli dei nostri sensi con i desideri del nostro cervello, viene chiamata <strong>illusione di controllo</strong> ed è uno dei limiti della <em>razionalità umana</em>. Comunque non temete, niente discussioni pesanti <em>para-psico-meta-socio-logiche</em>: questo articolo è nato per chiaccherare un po&#8217; senza preoccuparsi troppo.</p>
<p>Quante volte pensate a correlazioni improbabili che avete paura di rivelare? Da buon blogger mi tengo distante anni luce dal fare affermazioni cospirazioniste e altre minchiate che trovano un posto migliore dentro un <strong>programma di Giacobbo</strong> che qui su Hymn to Future. Ma oggi mi sento molto propenso alle baggianate per cui vi invito a esporre le vostre posizioni su alcuni argomenti che tutti pensano ma che generalmente escono solo nei flame dei forum.<span id="more-390"></span></p>
<p>La prima speculazione di oggi riguarda l&#8217;<em>iPhone 4G</em>. In un bar è stato trovato un prototipo del prezioso cellulare Apple pienamente funzionante. Casualmente viene fatto arrivare a <em>Gizmodo</em> e quando questi verificano che funziona e che monta il nuovo OS che uscirà a giugno, &#8220;puff&#8221; tutto si oscura da remoto. Wow, che storia emozionante, se qualcuno di voi ha visto la serie originale di Mission Impossible non potrà fare a meno di ricordare la celebre scena <em>&#8220;questo messaggio si autodistruggera fra x secondi&#8221;</em>, in perfetto stile <em>spystory</em>. Se volessimo essere un pò fantasiosi e parecchio maliziosi, potremmo dire di essere davanti ad un esempio di <em>marketing virale</em>. Android 2.1 è un sistema operativo valido che vanta ora 50.000 Apps. Il diretto concorrente di iPhone OS. I migliori cellulari HTC che lo montano costano meno di un 3GS e sfruttano hardware superiore. Se dovessi consigliare oggi il cellulare da acquistare fra il melafonino e un Desire, lo indirizzerei verso il secondo. Per cui perchè non dare un piccolo assaggino al pubblico dimostrando che il nuovo nato in casa di Cupertino non ha più i limiti che lo caratterizzavano fino ad oggi? L&#8217;attuale generazione di iPhone ha venduto abbastanza, più che danneggiare se stessa, la società colpirebbe i concorrenti facendo attendere il nuovo prodotto (che innegabilmente sembra molto promettente).</p>
<p>La seconda speculazione è molto generica e riguarda il mondo dei contenuti hackati. E&#8217; sotto gli occhi di tutti che nell&#8217;universo informatico, specie nella costellazione Microsoft, è facilmente reperibile una grossa quantità di software piratato. Cercate Photoshop? Volete provare Autocad? L&#8217;ultimo gioco della EA? <strong>Non è un segreto che basta cercare in alcuni siti o su emule per avere una iso perfettamente funzionante anche senza il seriale.</strong> Quello che mi sono sempre chiesto è: chi glielo fa fare agli hacker di smontare i programmi e poi darli al mondo? E&#8217; pur vero che nel <em>mood</em> degli smanettoni è presente una cultura anarchica e che diffondere il software con il proprio tag da un certo senso di onnipotenza a chi lo cracka. Ma a voler essere perversi (e oggi lo vogliamo!), <strong>molti operatori beneficerebbero dal diffondere in via non ufficiale del software libero.</strong> Prendiamo Windows per esempio, una politica eccessivamente repressiva verso la pirateria ridurrebbe le quote di mercato del monopolista con risultati economici dubbi. Quando guadagni il 24% del fatturato e hai poco meno del 90% di share, è meglio essere accondiscendenti e rosicchiare le quote nemiche. Del resto la MS ha sempre beneficiato dell&#8217;abbondanza di applicativi illegali: <strong>ufficialmente non si può dichiarare ma è di sicuro un bel vantaggio competitivo</strong>. Altro esempio di questa situazione potrebbe essere l&#8217;AppStore dell&#8217;iPhone: cosa ci perde la Apple se crackano il telefono?? La garanzia ufficialmente decade a meno che non venga ripristinato (e quindi vuol dire che non fanno grandi danni). Ed il terminale diventa appetibile alle categorie più <em>geek</em>. Del resto in Italia ci sono circa il 15% di melafonini Jailbroken e in Cina la stima sale al 40%. Una bella fetta. D&#8217;altra parte, la società di Jobs deve formalmente lottare la pirateria altrimenti gli sviluppatori di software si lamenterebbero non poco. <strong>Per cui chi ci garantisce che GeoHot o il DevTeam non siano sinonimi di un apposito ufficio situato a Cupertino (o finanziato da loro o un gruppo di hacker ampiamente supportati dalla casa)?</strong> Stessa questione vale per le console: osteggiare troppo le mod è un&#8217;arma a doppio taglio, specie nei paesi del sud-est. Per finire pensiamo ad applicativi professionali come Photoshop: gli addetti ai lavori sono sottoposti a un controllo più pervasivo (giustamente!!) e quindi comprano copie originali. Gli studentelli e gli smanettoni si scaricano la versione cracked. Non ci guadagna forse Adobe ad avere più copie diffuse e scalzare la concorrenza?</p>
<p>L&#8217;ultima speculazione di cui parleremo riguarda la faida fra Jobs e la Adobe. <strong>Ma perchè a Cupertino non vogliono mettere il flash O_O?!?!?</strong> Si sa che questo software ha i suoi problemi: in primis è lentino e in secondis fa caricare tanto la cpu facendo aumentare i consumi. Ma il mediatico litigio con la società creatrice di Photoshop, da sempre un applicativo quasi simbolo della Mela, appare esagerato. Cosa costava infilarlo nell&#8217;iPhone? Qui non ho ipotesi. Forse il visionario CEO della casa di Cupertino ha visto per la prima volta crashare il suo Mac 27&#8243; mentre si guardava il pornazzo preferito?? A voi l&#8217;ardua sentenza&#8230;</p>
<p>Aspetto con ansia i vostri commenti&#8230;</p>
<blockquote><p>
<a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>A chi non piacciono le speculazioni?</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/26/a-chi-non-piacciono-le-speculazioni/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
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		<title>L&#8217;informazione online rafforza i pregiudizi?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 17:33:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La domanda sembra apparentemente stupida. Perché la rete, dolce musa capace di integrare le diverse culture del mondo e di renderle accessibili a tutti, dovrebbe rafforzare i pregiudizi? L&#8217;idea non mi ha mai sfiorato. Eppure Cass Sunstein, professore di legge dell&#8217;Università di Chicago (attualmente impegnato con il governo Obama), la pensa diversamente. Sunstein afferma che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=376&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/web-marketing-copywriting.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/web-marketing-copywriting.jpg?w=600" alt="" title="Informazione Online"   class="alignleft size-full wp-image-378" /></a>La domanda sembra apparentemente stupida. Perché la rete, dolce musa capace di integrare le diverse culture del mondo e di renderle accessibili a tutti, dovrebbe rafforzare i pregiudizi? L&#8217;idea non mi ha mai sfiorato. Eppure <em>Cass Sunstein</em>, professore di legge dell&#8217;Università di Chicago (attualmente impegnato con il governo Obama), la pensa <a href="http://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/04/do-liberals-read-only-liberal-blogs.ars">diversamente</a>.</p>
<p>Sunstein afferma che la facilità di accesso delle informazioni online e la varietà delle stesse porta i cittadini a <strong>segregarsi ideologicamente</strong>. Un esempio può esserci utile: ipotizzate di essere degli ambientalisti e di frequentare solo siti della medesima corrente. L&#8217;effetto sarebbe quello di considerare il nucleare un&#8217;idiozia e i suoi sostenitori dei probabili guerrafondai conservatori. In realtà vi sono molti studiosi che sostengono la necessità di una quota energetica nucleare nel futuro prossimo, naturalmente a fianco delle risorse rinnovabili, ma voi non avreste nemmeno letto le loro valutazioni!</p>
<p>Al contrario, una minore scelta porterebbe il cittadino a fronteggiarsi inevitabilmente con visioni del mondo antitetiche alle proprie, diminuendo il gap.<span id="more-376"></span></p>
<p>A mio avviso la tesi del professore non è sostenibile. Anche senza Internet è possibile ascoltare una sola campana acquistando determinati giornali o sintonizzandosi solo su alcune delle trasmissioni televisive. Ed è comunque una prassi già attuata.</p>
<p>A livello <em>epistemologico</em>, non esiste un osservatore imparziale. Ognuno attraverso le proprie visioni del mondo, i <em>frames cognitivi</em>, seleziona le informazioni alle quali viene sottoposto con gli schemi presenti nel proprio cervello. Così se prendessimo un sindacalista convinto e un businessman di Wall Street (entrambi in versione molto stereotipata), le considerazioni davanti alla notizia &#8220;Unicredit da vita alla super-banca, 3000 esuberi&#8221; sarebbero:</p>
<p>a) &#8220;I lavoratori la prendono sempre nel di dietro&#8221;;</p>
<p>b) &#8220;Finalmente hanno sbolognato le palle al piede&#8221;.</p>
<p>Come potete immaginare ci può essere un fondo di verità in entrambe le affermazioni ma limitarsi a solo uno degli aspetti risulterebbe alquanto riduttivo e semplicistico.</p>
<p>Nella formazione dei frames entrano in gioco variabili neuro/psicologiche e ambientali che non possiamo prevedere. Le visioni del mondo variano sia al fine di mutare che di mantenersi uguali (equilibrio omeostatico: in caso vi siano stimoli che destabilizzano un frames, se ne cambiano gli aspetti minoritari per mantenerne i capisaldi).</p>
<p>Inoltre, avere accesso e consultare fonti di informazioni di impostazioni diversa sul medesimo tema non vuol dire automaticamente aprire la mente alle persone. Sfogliare il giornale del partito avversario non implica condividerne le opinioni o fare un confronto con le proprie. Potrebbe avere anche scopi denigratori (speriamo di no -.-&#8217;).</p>
<p>Come potete immaginare, si fa tutto estremamente complesso quando si ha a che fare con la natura umana.</p>
<p>Il mio modesto parere, data la difficoltà di dimostrare le ipotesi in un terreno così cedevole, è che avere più fonti di informazioni non incrementi la segregazione ideologica ma piuttosto che possa permettere di combatterla. Confrontarsi con le visioni altrui permette di sviluppare una maggiore sensibilità verso i soggetti provenienti da culture diverse o semplicemente appartenenti ad altre correnti e ci aiuta ad assimilare sotto un aspetto umano la debolezza della razionalità, incapace di accedere ad una verità assoluta.</p>
<p>Internet è uno strumento al nostro servizio. Se le persone la usano solo per confermare le proprie idee non abbiamo bisogno di diminuire le fonti di informazioni ma quanto mai di diffondere una cultura più pluralista alle generazioni future. Gli uomini devono capire che la ragione assoluta non esiste.</p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>L&#8217;informazione online rafforza i pregiudizi?</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/20/linformazione-online-rafforza-i-pregiudizi/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/376/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=376&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Innovazione e crescita</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 08:34:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;iPad è approdato nei negozi statunitensi il 3 Aprile, confermando il successo sperato dalla casa di Cupertino (e predetto da questo blog). Fin dal suo annuncio, il prodotto ha goduto di una fama incredibile dividendo gli appassionati di tecnologia fra amanti e scettici. I competitors non sono rimasti indifferenti all&#8217;evento ed hanno cominciato a sviluppare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=372&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/grafico.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/grafico.jpg?w=600&#038;h=262" alt="" title="Crescita" width="600" height="262" class="aligncenter size-full wp-image-405" /></a>L&#8217;iPad è approdato nei negozi statunitensi il 3 Aprile, confermando il successo sperato dalla casa di Cupertino (e predetto da questo <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/29/perche-lipad-sara-un-successo/">blog</a>). Fin dal suo annuncio, il prodotto ha goduto di una fama incredibile dividendo gli appassionati di tecnologia fra amanti e scettici. I <em>competitors</em> non sono rimasti indifferenti all&#8217;evento ed hanno cominciato a sviluppare soluzioni concorrenti. Oltre al celebre <em>Kindle di Amazon</em>, già presente nel mercato da molto tempo (anche se non può essere definito un vero e proprio competitor), sono stati presentati prodotti dell&#8217;<em>HP</em>, dell&#8217;<em>Archos</em>, della <em>Dell</em> e molte altre società.<span id="more-372"></span></p>
<p>La concorrenza punta  a sistemi maggiormente aperti come <strong>Android</strong> o <strong>Windows 7</strong>. Il primo sembra la soluzione più indicata a mettere i bastoni fra le ricche ruote della Mela. Grazie alla sua forte espansione e ad uno store con circa 38.000 applicazioni, il sistema di BigG è il naturale antagonista di iPhoneOS. Microsoft può, dal canto suo, garantire la massima compatibilità con il mondo dei pc e una notevole flessibilità nel reperire applicazioni (seppur non contraddistinta dalla facilità d&#8217;uso di uno store ufficiale).</p>
<p><strong>L&#8217;evoluzione del mercato non è scontata</strong>. Di sicuro Jobs rimarrà nei giochi come attore di rilievo, ma è molto difficile sbilanciarsi al momento. E non è neanche la mia intenzione.</p>
<p>Al contrario vorrei porre l&#8217;attenzione sulle dinamiche che portano alla formazione di un mercato. La Apple ha sviluppato l&#8217;iPad, un prodotto nuovo. E&#8217; vero, tecnicamente non c&#8217;è niente di speciale: il <em>touchscreen</em>, la cpu <em>ARM</em>, il chip grafico <em>PowerVR</em>, l&#8217;<em>AppStore</em> e via dicendo sono tutti elementi già visti. <strong>Ma un bene viene considerato innovativo anche nel caso rappresenti una combinazione di servizi non presenti nel mercato</strong>. Il <em>padellone</em> possiede questa caratteristica.</p>
<p>E&#8217; evidente che un gran numero di persone (ad oggi circa <strong>550.000!</strong>) lo sta comprando e rimarranno più o meno soddisfatti. Questo apre la strada a soluzioni alternative che vadano a coprire diversi segmenti o si caratterizzino per migliori performance o minori costi.</p>
<p>Quindi il successo del <em>first comer</em> crea una apertura per i <em>second comers</em>. Queste due categorie hanno vantaggi e svantaggi reciproci. L&#8217;innovatore gode di un breve periodo del monopolio, ha vantaggi temporali sui successori e sviluppa la sua immagine di marca. D&#8217;altra parte vi sono anche dei difetti: è il primo ad arrischiarsi nel mercato e sopporta maggiori costi di sviluppo.</p>
<p>Una volta che il design del nuovo prodotto è più o meno stabilito, i concorrenti hanno già risparmiato gli studi di mercato del first comer. Nel caso specifico, è infatti appurato che vi è spazio per commercializzare soluzioni touch senza tastiera fisica. Inoltre, si può sfruttare il <em>feedback</em> per comprendere come migliorare il neo-commercializzato prodotto.</p>
<p>Capita molte volte che gli inseguitori conseguano utili maggiori rispetto ai produttori imitati. D&#8217;altra parte, la concorrenza permette la rapida crescita del settore portando abbassamento dei prezzi e miglioramento della qualità. Niente di più auspicabile.</p>
<p>In ambito economico si descrivono generalmente quattro fasi in cui si articola lo sviluppo di un nuovo prodotto: introduzione, crescita, maturità e declino. Non tutti i beni seguono questo <em>iter</em> in modo deterministico ma lo schema è comunque una guida utile per interpretare l&#8217;evoluzione di un mercato.</p>
<p>Durante l&#8217;introduzione è importante per il first comer spingere l&#8217;innovazione, attuando un&#8217;adeguata campagna di distribuzione unitamente ad un prodotto ben congeniato. In questa fase il mercato è monopolistico o al massimo oligopolistico e i margini sono elevati.</p>
<p>Aperta la strada si butteranno numerosi concorrenti. Siamo qui nella fase di crescita. Se l&#8217;innovatore vuole mantenere il primato ha bisogno di spendere in R&amp;D (ricerca e sviluppo). La competizione si sta facendo avanti nel mercato ma ci sono ancora possibilità di guadagno per tutti.</p>
<p>Nella fase di maturità, gli operatori cominciano a suonarsela di santa ragione. L&#8217;offerta inizia a sentirsi strettina nella domanda e le società meno efficienti o meno brave devono mollare. I prezzi scendono sensibilmente in diretta relazione con l&#8217;andamento dei margini dei produttori.</p>
<p>Durante la fase di declino, la domanda diminuisce sensibilmente e gli operatori abbandonano il mercato. In genere rimangono poche società ad offrire le soluzioni ad una nicchia che si è gradualmente ristretta.</p>
<p>In conclusione, la mia intenzione è quella di sottolineare l&#8217;importanza degli innovatori come motori di crescita di un sistema economico (sfruttando l&#8217;iPad come <em>case study</em>). Un&#8217;innovazione comporta la nascita di un mercato dove gli operatori si confronteranno per spartirsi la clientela. Il processo innesca degli effetti a catena che generano ricchezza all&#8217;interno del sistema economico. Questo è il potere della ricerca e sviluppo, <strong>arte che nel nostro paese viene praticata troppo poco</strong> e che si dimostra come l&#8217;unica panacea per risollevare la stantia economia italiana.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Innovazione e crescita</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/20/innovazione-e-crescita/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/372/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=372&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Apple, produttori e concorrenza</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 14:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Management]]></category>
		<category><![CDATA[Acer]]></category>
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		<description><![CDATA[Acer ha recentemente pubblicato i risultati dell&#8217;esercizio 2009 causandomi uno shock quasi immediato. La società ha avuto un&#8217;ottima crescita di fatturato che le ha permesso di salire al secondo gradino della classifica dei produttori di pc, affermandosi sopra Dell con un margine sensibile. Ma a colpire la mia immaginazione non è stato questo dato quanto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=363&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Acer ha recentemente pubblicato i <a href="http://www.acer.it/acer/news_detail.do;jsessionid=FFB0517F89A74293F4CE053EED636B61.public_a_14a?LanguageISOCtxParam=it&amp;sp=page1&amp;ctx2.c2att1=11&amp;kcond9.c2att193=22762&amp;CountryISOCtxParam=IT&amp;ctx1g.c2att92=27&amp;ctx1.att21k=1&amp;CRC=2677495592">risultati dell&#8217;esercizio 2009</a> causandomi uno shock quasi immediato. La società ha avuto un&#8217;ottima crescita di fatturato che le ha permesso di salire al secondo gradino della classifica dei produttori di pc, affermandosi sopra Dell con un margine sensibile. Ma a colpire la mia immaginazione non è stato questo dato quanto il valore assoluto degli utili. <strong>Su 17,9 miliardi di dollari di ricavi Acer realizza un risultato netto di circa 479 milioni.</strong> Cosa?!?!? E questo sarebbe l&#8217;anno buono?!?</p>
<p>Naviga nelle stesse acque Asus, altro produttore taiwanese noto per gli ottimi portatili e la componentistica per pc, con circa 21 mld di fatturato e solo 500 mln di utili (&lt;2,5%).</p>
<p>Dell, invece, se la passa un po&#39; meglio con una quota di utile sul fatturato del 4%.<span id="more-363"></span></p>
<p>E&#8217; evidente che la concorrenza nel settore dei produttori è forte e i margini sono risicati. La <em>Olivetti</em> imparò questa lezione fra gli anni 80 e 90 a care spese. Del resto quando il tuo &#8220;lavoro&#8221; è quello di montare uno schermo che produce la Samsung, una cpu che produce la Intel, una gpu che produce la nVidia, un hard disk che produce la Seagate, un sistema operativo che viene sviluppato dalla Microsoft… insomma avete capito… <strong>rimane poco su cui fare leva per conseguire utili.</strong></p>
<p>Il mercato è concorrenziale e l&#8217;unica alternativa al ribasso dei prezzi è la <em>differenziazione</em> del prodotto. Per chi non masticasse termini di marketing, <strong>differenziare vuol dire plasmare beni con delle caratteristiche che li rendano diversi dalla concorrenza.</strong></p>
<p>Andiamo a vedere i risultati della Apple, tanto per fare un confronto. La società di Cupertino fattura circa 50 mld l&#8217;anno e consegue utili per oltre 10 mld. Ben il 20% di quota!! La Mela ha sempre avuto nel dna una forte differenziazione dai principali competitors e questo si desume anche dal celebre motto <em>Think Different.</em> Qual è la fonte di questi margini stratosferici?</p>
<p>Abbastanza semplice da spiegare. Le macchine hanno un design fuori dal comune (merito dell&#8217;inglese <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jonathan_Ive">Jonathan Ive</a>) e sono di ottima qualità, ma limitandoci a questi due punti non sarebbe difficile trovare prodotti altrettanto validi fra i computer di fascia alta. La barriera alla concorrenza si basa sul sistema operativo. Poter essere l&#8217;unico venditore di un OS dotato di una forte immagine di marca e di indubbie doti tecniche permette ad Apple di appropriarsi di quei margini che, dall&#8217;altra sponda, vengono accaparrati da Microsoft. Non stupisce, infatti, che la società di Redmond consegua il 24% degli utili sul fatturato. Il valore vi suona familiare?</p>
<p>Se la società fondata da Gates è un <strong>quasi-monopolista</strong>, non bisogna dimenticare che l&#8217;unico altro operatore del mercato è la Mela. In pratica è un <strong>duopolio</strong>. E la scarsa concorrenza si ripercuote sui prezzi al consumo.</p>
<p><strong>Bisogna comunque ammettere che il mercato dei sistemi operativi è oligopolistico per natura.</strong> Avere un numero limitato di piattaforme semplifica la vita all&#8217;utente specie se non è un professionista. Anche solo passare da <em>XP</em> a <em>Seven</em> genera forti emicranie a chi non comprende l&#8217;architettura di questi prodotti.  La soluzione a questo problema è lo sviluppo di cultura informatica generalizzata, che indubbiamente avremo in tutto il mondo nel futuro prossimo.</p>
<p>D&#8217;altra parte, l&#8217;abbondante quantità di software disponibile per le attuali piattaforme pongono un freno allo sviluppo di soluzioni alternative. Se oggi volessi creare un sistema al di fuori dei canoni Unix o di quelli Microsoft non avrei applicativi da farci girare!! Questo è inaccettabile per la clientela, specie se di massa, e può essere superato solo fomentando un mercato delle applicazioni come l&#8217;AppStore della casa di Cupertino (che però è nato in un settore con tutt&#8217;altre caratteristiche, anche se ora si sta estendendo verso i netbook grazie all&#8217;iPad).</p>
<p>In conclusione, differenziare vuol dire rendere appetibili i propri prodotti con caratteristiche non comuni. Lo scopo è fidelizzare la propria clientela e poter esigere un prezzo più alto. Per quanto potrebbe a prima vista sembrare che la Apple agisca in modo scorretto, in realtà <strong>è una forma di concorrenza auspicabile.</strong> Per poter differenziare i prodotti in settori ad alta tecnologia è necessario generare innovazioni e ciò costituisce un guadagno per la collettività. Inoltre, in un mercato in cui tutti i prodotti sono identici la battaglia si svolge unicamente sul prezzo e questo può portare a forme di sfruttamento della forza lavoro, specie in settori <em>labour intensive</em> con produzione delocalizzata in oriente. Quindi, non è solo la concorrenza al ribasso (dei prezzi ovviamente) a portare vantaggio al consumatore, ma anche quella della ricerca della qualità e della <em>customer satisfaction</em>. L&#8217;importante è che ci sia la competizione, poi <strong>sarà il mercato a decretare i migliori produttori.</strong></p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Apple, produttori e concorrenza</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/16/apple-produttori-e-concorrenza/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/363/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=363&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>AMD e Global Foundries, dis-integrazione come vantaggio competitivo?</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 11:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Management]]></category>
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		<description><![CDATA[AMD ha recentemente pubblicato i risultati dell’esercizio 2009 e contestualmente annunciato che non consoliderà più Global Foundries nel proprio bilancio. Questa scelta riguarda una questione di pubblicità dei risultati economici e finanziari: attraverso il consolidamento, due o più società legate da vincolo di capitale uniscono i propri valori di bilancio per avere una rappresentazione più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=331&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/cleanroom_9.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/cleanroom_9.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" title="Cleanroom Global Foundries" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-344" /></a>AMD ha recentemente pubblicato i risultati dell’esercizio 2009 e contestualmente annunciato che <strong>non consoliderà più Global Foundries nel proprio bilancio</strong>. Questa scelta riguarda una questione di pubblicità dei risultati economici e finanziari: attraverso il consolidamento, due o più società legate da vincolo di capitale uniscono i propri valori di bilancio per avere una rappresentazione più esaustiva. Al contrario, nel bilancio d’esercizio (il classico e quindi non consolidato) la controllata è rappresentata solo da una partecipazione azionaria che viene inserita nell’attivo patrimoniale e i relativi dividendi sono trattati come ricavi dell’esercizio.</p>
<p>Il risultato economico netto è il medesimo (salvo alcuni particolari accorgimenti contabili che possono generare differenze) ma la qualità informativa dei documenti è ben diversa e naturalmente a favore del consolidato. <strong>La decisione di AMD segna il distacco fra le due realtà imprenditoriali.</strong></p>
<p>Tralasciando gli aspetti prettamente contabili, che non interessano ai più, è lecito chiedersi di quali vantaggi può aver beneficiato AMD dallo scorporo del ramo d’azienda produttivo. Ripercorrendo storicamente il tragitto che ha portato alla decisione possiamo contestualizzare le dinamiche aziendali.<span id="more-331"></span><br />
 <br />
Nel 2006 AMD stava iniziando ad accusare degli affanni nella competizione con l’eterna rivale Intel. L’architettura <em>Core</em> era appena stata immessa nel mercato e la casa di Sunnyvale non era in grado di controbattere tecnologicamente il <em>competitor</em> (e continuerà a non farlo!!!). Considerando che l’avversaria era ed è una grossa società conglomerata che produce internamente <em>cpu</em>, <em>gpu</em> e <em>chipset</em> (oltre a molti altri prodotti), Advanced Micro Device decise di acquisire ATI per poter giocare ad armi pari (notate bene perchè poi vi servirà, da Sunnyvale stanno cercando integrazione). La società Canadese disponeva di ottimo <em>know how</em> nel settore grafico e si era da poco inserita nel mercato dei chipset per le piattaforme della società californiana. Così l’operazione venne conclusa per circa 5 mld di dollari.</p>
<p>Come nella migliore tradizione delle acquisizioni, il prezzo pagato dalla controllante è sempre maggiore al valore di mercato e quindi si appesantirono i bilanci di AMD con un bel malloppo di debiti. La situazione finanziaria soffocante, unita al declino degli utili della società, causarono il drammatico calo della capitalizzazione che <strong>scese da 20 mld di dollari a circa di 4 mld</strong>. Non dimentichiamo poi che l&#8217;azienda stava ancora assestando gli equilibri interni per via dell&#8217;acquisizione: infilarsi nel pancione ATI e integrarne il personale non è cosa facile. Se fate un piccolo sforzo ricorderete che la casa canadese si trovò in grande affanno contro nVidia, nel periodo successivo all’operazione. La prima scheda video commercializzata fu la 2900xt caratterizzata da perfomance inferiori agli avversari e da pessimi consumi energetici (e relative temperature di esercizio). Insomma tutto andava male e urgeva un rimedio per rialzare la testa.</p>
<p>A dare una mano ad AMD ci pensarono gli investitori di Dubai. Non è certo nuova l’attenzione dei petrolieri verso attività economiche scarsamente correlate con i combustibili fossili. Del resto se voi foste ricchi sfondati e sapeste che prima o poi la fonte dei vostri guadagni finirà, cosa fareste? Comprereste altre attività anche concorrenti alle vostre. Così negli Emirati furono ben felici di investire quattrini nel florido mercato dei semiconduttori. L’accordo prevedeva una graduale riduzione della partecipazione di AMD nella neo-creata Global Foundries, che rilevò le fonderie della casa californiana. Successivamente, GF acquisirà il produttore Charterd, diventando il terzo polo al mondo per la produzione di semiconduttori.</p>
<p>Dopo la cessione del ramo d’azienda, AMD si è liberata dei costi delle infrastrutture produttive e ha guadagnato una consistente iniezione di liquidità. Questo ha portato una boccata d’aria alla società statunitense, ma a che prezzo? Premettendo che <strong>probabilmente non era possibile perseguire un&#8217;altra strada</strong>, data la disastrosa situazione, possiamo fare una piccola valutazione.</p>
<p>Nel mondo dei grossi corporate il disinvestimento è una decisione che viene presa solo quando le cose non vanno bene. Il motto di una società sana è crescere e non tagliare. Nonostante questo eliminare rami d’azienda improduttivi può essere una buona molla di crescita per cui non è corretto farsi prendere dai pregiudizi di Wall Street.</p>
<p>Il problema è che la produzione per una società di semiconduttori è qualcosa di estremamente vicino al <em>core business</em> (per esempio per Intel è del tutto core business), specie se consideriamo che un processore non può essere prodotto in fonderie diverse da quelle per cui è stato progettato. Se AMD, poco tempo prima, spendeva miliardi per aprire la sua Fab 36 a Dresda e raggiungere le frontiere produttive che solo Intel possedeva, perchè poi vendere tutto? E’ chiaro che una così forte marcia indietro (che comporta inevitabilmente perdite anche solo per i costi-opportunità) può essere dovuta solo alle difficoltà finanziarie.</p>
<p>D&#8217;altra parte si potrebbe sostenere che ora da Sunnyvale hanno la possibilità di rivolgersi a più fornitori, spuntando un prezzo migliore. Vero e falso, ma soprattutto <strong>falso!</strong> Una fonderia non è una fabbrica di bulloni che possiamo mettere facilmente in concorrenza con un terzo produttore asiatico. La collaborazione fra AMD e Global Foundries è strettissima e questo vincola entrambi i partecipanti. Pensate ai miliardi di dollari spesi in <em>R&amp;D</em> per il miglioramento dei processi produttivi buttati in fumo dal passaggio ad un&#8217;altra fonderia. Come già detto un processore non può essere prodotto ovunque senza subire ingenti costi. Le recenti vicende di nVidia e ATI sulla resa dei processi produttivi ci devono far riflettere sulla loro importanza.</p>
<p>Quanto detto è già un pessimo presagio sulla bontà dell’affare concluso, ma possiamo valutare anche altri punti. Da Sunnyvale è nato un consistente operatore del mercato delle fonderie di semiconduttori che lavora con nVidia, ARM, Toshiba, ST Microelectronics ed altre aziende. In un ottica di lungo periodo AMD rischia di perdere peso nelle decisioni di investimento di Global Foundries, data la presenza di altri clienti che possono generare quote di fatturato importarti alla società di Dubai.</p>
<p>Nel mondo dei settori ad alta criticità innovativa non è possibile prevedere le traiettorie di sviluppo. Un vantaggio competitivo può venire fuori dall’architettura del processore o dal processo produttivo in egual misura. Può nascare dall’utilizzo di tecnologie produttive radicalmente nuove (nanotubi di carbonio, phase change memory, etc etc..) o addirittura piovere da settori relativamente distanti (ricerca aerospazioale o fisica particellare). <strong>Le società devono essere ampie e ricettive per poter cogliere le opportunità di sviluppo.</strong> Guardate Intel, grazie alla sua efficace strategia è l’unica a lavorare a 32nm sulle cpu. Solo IBM e STM hanno raggiunto lo stesso livello.</p>
<p>Invece a che punto sono le produzioni di AMD? E&#8217; difficile sostenere che il deficit non provenga anche dalla cessione del ramo d&#8217;azienda. Advanced Micro Device si sta avvicinando al modello di ARM che però progetta dei SOC che vengono integrati nel packaging, a seconda delle necessità, dai produttori. La società californiana beneficia molto meno dell&#8217;outsourcing produttivo perché vende beni fatti e finiti.</p>
<p>Per concludere, la scelta di esternalizzare le fonderie è probabilmente stata un obbligo per salvarsi da una disperata situazione. <strong>Questo ci permette di godere ancora di concorrenza nel mercato delle cpu ed è bene.</strong> Non si può sostenere che AMD non abbia davanti un futuro florido anche senza Global Foundries nel proprio organigramma, ma da un punto di vista competitivo, <strong>la società ha perso smalto e in queste condizioni non la vedremo rivaleggiare tecnologicamente con Intel per un bel po’ di tempo.</strong> Piuttosto sarà ARM a dare problemi al quasi monopolista nel crescente e florido mercato dei piccoli <em>devices</em>.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>AMD e Global Foundries, dis-integrazione come vantaggio competitivo?</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/13/amd-e-global-foundries-dis-integrazione-come-vantaggio-competitivo/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
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		<title>Windows 7, successo meritato!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 17:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Management]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Sole 24 Ore ha pubblicato oggi un trafiletto riguardante gli ottimi risultati della diffusione di Windows 7. Secondo GfK, ogni quattro nuovi pc acquistati, tre montano l&#8217;ultimo nato in casa Microsoft. L&#8217;unica nicchia in cui Seven si deve ancora imporre è il segmento netbook dove Xp è presente in via maggioritaria. I risultati sono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=308&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/windows-7-piu-di-xp.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/windows-7-piu-di-xp.jpg?w=300&#038;h=300" alt="" title="Windows 7" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-310" /></a>Il <a href="http://www.ilsole24ore.com/">Sole 24 Ore</a> ha pubblicato oggi un <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Tecnologia%20e%20Business/2009/windows7/Il-mercato/windows-tre-pc-girano-seven.shtml?uuid=5c0e5bac-42fb-11df-bf88-fcd0de901962&amp;DocRulesView=Libero&amp;fromSearch">trafiletto</a> riguardante gli ottimi risultati della diffusione di <em>Windows 7</em>. Secondo GfK, <strong>ogni quattro nuovi pc acquistati, tre montano l&#8217;ultimo nato in casa Microsoft</strong>. L&#8217;unica nicchia in cui Seven si deve ancora imporre è il segmento netbook dove Xp è presente in via maggioritaria.</p>
<p>I risultati sono frutto dell&#8217;ottimo lavoro della società fondata da Bill Gates, che dopo anni di fortune commerciali unite a disgrazie tecniche, ha finalmente tirato fuori un OS non colpito da polemiche sostanziose. Già, perché alla MS è qualcosa di veramente nuovo!</p>
<p>La realtà è che a non essere nuovo è proprio il sistema operativo. La qualità di Windows 7 è legata alla generale bontà di fondo del suo antecedente Vista che è stato però mediaticamente annientato da alcuni gravi difetti. Ripercorriamo insieme la recente storia di Microsoft per meglio comprendere la situazione.<span id="more-308"></span></p>
<p>A cavallo fra il 2000 e il 2001 venne rilasciato Xp. Non so se qualcuno di voi ha avuto il dispiacere di assistere a questo evento. Se per me non fu affatto traumatico (lo installai senza problemi nella mia macchina), conosco molta gente che è riuscita ad apprezzarne solamente le schermate blu. Il sistema rifiutava in modo arbitrario alcuni pc, partorendo a manetta i terribili <em>BSOD</em>. Fino al <em>service pack 2</em>, Xp non fu un prodotto tecnicamente molto valido e, comunque, manterrà per tutta la sua esistenza alcuni problemi inspiegabili (come le continue difficoltà con le reti domestiche che a volte funzionano e a volte no!!).</p>
<p>Alcuni anni dopo uscì finalmente Vista. Era il 22 luglio 2005 e la Microsoft presentò con fierezza il suo ultimo lavoro. Il sistema possedeva indubbiamente diversi vantaggi: era molto più sicuro, supportava le nuove <em>DirectX</em> in via esclusiva (che poi si rivelarono quasi inutili), aveva una migliore gestione degli account utente, disponeva di maggiori potenzialità nelle impostazioni di condivisione, era più bello ed etc etc..</p>
<p>Cosa ne uscì fuori? Un mezzo disastro. Vista fu uno dei più grossi flop della storia del quasi monopolista. Molti acquirenti di pc dotati dell&#8217;ultima creazione decisero volontariamente di tornare a Xp! In parte a ragione in parte a torto.</p>
<p>Come succede in questi casi, l&#8217;ondata negativa d&#8217;immagine fu sproporzionata rispetto ai difetti del prodotto. Xp non avrebbe mai potuto competere con Vista sotto molti aspetti i più importanti dei quali sono la sicurezza e le reti (potete approfondire l&#8217;argomento leggendo <a href="http://arstechnica.com/microsoft/news/2010/04/why-microsoft-did-the-right-thing-in-ditching-xp-for-ie9.ars">questo articolo</a> di <a href="http://arstechnica.com/">Artechnica</a>). Inoltre il precedente sistema operativo era stato immesso nel mercato in condizioni molto peggiori del suo successore, ma questo non colpì così duramente la sua carriera.</p>
<p>Quello che gli sviluppatori di Microsoft si dimenticarono di tenere in considerazione era la pesantezza del sistema operativo. Vista non girava male su macchine potenti con un buon quantitativo di ram (2 GB all&#8217;epoca), il problema era che non girava affatto su macchine con meno memoria volatile. Inoltre la tecnologia <em>Ready Boost</em> non cambiava la situazione e fu quanto mai inutilizzata. I compari di Gates non si resero conto che l&#8217;utente medio dispone di computer relativamente economici. I produttori OEM non si adeguarono alle nuove richieste del sistema operativo (per non perdere quote di mercato) vendendo pc lenti. Questo distrusse l&#8217;immagine di Vista.</p>
<p>Così, dopo pochi mesi dal flop, la Microsoft si mise a lavoro su Seven. Il prodotto verrà commercializzato quattro anni dopo, il 22 luglio del 2009. A dispetto del nome la versione della build è la 6.1 (Vista era la 6). Per scrollarsi di dosso l&#8217;infamia di Vista,<strong> la società ha evitato qualsiasi collegamento con esso</strong>. Ha preferito cambiare nome invece di rilasciare una sorta di <em>&#8220;mega service pack&#8221;</em>; ammesso che si potessero raggiungere cambiamenti della medesima portata anche con una corposa patch.</p>
<p>Vista e Seven sono assolutamente simili fra loro. Naturalmente il successore porta diverse migliorie oltre che <em>bug fixes</em> (per esempio l&#8217;installazione in soli 15 minuti anche da penna usb), ma ciò che lo ha consacrato come un buon prodotto è la capacità di scalare su macchine di ogni genere mantenendo la rapidità. Tanto che può essere installato anche sui netbook.</p>
<p>La Microsoft non vuole perdere la sfida dei piccoli devices. Il segmento consumer è cambiato! Non smetterò mai di ripeterlo. <strong>In precedenza si parlava di computer desktop e laptop, oggi siamo nel mondo dei netbook e degli smartphone</strong>. Questo spiega l&#8217;attenzione verso le piccole architetture e lo sviluppo di Windows Mobile 7.</p>
<p>Quando parliamo del mercato retail, aspetti come la velocità del sistema e la facilità di utilizzo (oltre che ad un buon gusto estetico) fanno facilmente trionfare. Beni impalpabili come la sicurezza vengono facilmente sviliti da caratteristiche più estetiche (per questo l&#8217;UAC è più una scocciatura che uno strumento di tutela). Non bisogna mai sottovalutare che il consumatore trova difficoltà a passare anche fra sistemi simili come Xp e Vista. Il costo dell&#8217;apprendimento rende il potenziale acquirente restio a cambiare piattaforma. Se poi le cose non funzionano bene, anche se limitatamente, il bene viene bollato come &#8220;da scaffale&#8221;. Questo MS l&#8217;ha imparato sulla sua pelle, specie in un periodo in cui Apple è tornata alla ribaltà e Linux è diventato più conosciuto.</p>
<p>In conclusione, la concorrenza ha svegliato Microsoft che ha cordialmente evitato di fare un&#8217;altra figuraccia. Ed ha fatto bene. Ben venga la competizione che porta miglioramento. E se pensate al fatto che stiamo finendo in un mondo sempre più mobile, dove iPhone OS e Android sono più forti che mai, non c&#8217;è che da sperare in bene!</p>
<blockquote><p>
<a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Windows 7, successo meritato!</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/12/windows-7-successo-meritato/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
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		<title>Ho provato l&#8217;iPad!</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 08:17:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Prove e Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri, camminando per il centro di Perugia, ho notato che un rivenditore autorizzato Apple aveva in bella mostra una scatola dell&#8217;iPad. Dopo un primo momento di timidezza ho deciso di entrare, spinto dalla mia ragazza, e ho chiesto di provare il prodotto. Mi hanno subito, e cortesemente, dato in mano il padellone e ora vi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=303&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, camminando per il centro di Perugia, ho notato che un rivenditore autorizzato <em>Apple</em> aveva in bella mostra una scatola dell&#8217;<strong>iPad</strong>. Dopo un primo momento di timidezza ho deciso di entrare, spinto dalla mia ragazza, e ho chiesto di provare il prodotto.</p>
<p>Mi hanno subito, e cortesemente, dato in mano il <em>padellone</em> e ora vi racconto le mie impressioni (naturalmente da prendere con le molle dato che ho avuto meno di 5 minuti di tempo).</p>
<p>Il terminale è grande poco più di un quadernino da scuola e si maneggia bene. La qualità costruttiva sembra molto buona, la parte esterna non si piega ne scricchiola. Naturalmente il <em>touch</em> si riempie di ditate, ma questo è scontato.<span id="more-303"></span></p>
<p>Appena premuto il pulsante <em>home</em>, ho potuto notare che lo schermo è fluido e reattivo. Non ci sono le incertezze nelle animazioni che caratterizzano l&#8217;<em>iPhone</em>. Il touch è sensibile e preciso come deve essere.</p>
<p>Provando la navigazione, posso confermare quanto detto su <a href="http://arstechnica.com/">Arstechnica</a> e <a href="http://www.anandtech.com/">Anandtech</a> riguardo alla velocità di caricamento delle pagine. L&#8217;iPad è molto rapido e  non fa rimpiangere il <em>pc</em> di casa. Anche per le apps la questione non cambia: il device è sempre pronto e scattante, merito del software e del processore <strong>Apple A4</strong>: <em>system-on-a-chip</em> prodotto da <strong>Samsung</strong> sul design di un <em>Cortex A8</em> della <strong>ARM</strong>.</p>
<p>Per ultima cosa ho deciso di provare le capacità di scrittura. Vedendo le abbondanti dimensioni (se paragonate a quelle di un cellulare) dello schermo si potrebbe pensare che sia molto più comodo usare la tastiera virtuale. La risposta non è così scontata e ci potrebbe volere un po’ di pratica per abituarsi.</p>
<p>Il motivo è semplice, mentre su uno <em>smartphone</em> siete in grado di scrivere utilizzando entrambi i pollici (o anche uno solo), su uno schermo da 10&#8243; questo risulta scomodo. Tenendo il terminale per mano, la comodità nel digitare parole diminuisce rispetto ad un iPhone specie se il padellone viene orientato orizzontalmente.</p>
<p>La questione cambia completamente se poggiate l&#8217;iPad su una scrivania. In orizzontale la tastiera non è troppo distante da quella di un <em>netbook</em>. Al primo utilizzo sono stato capace di scrivere una riga di testo con rapidità e senza guardare lo schermo. In verticale le mani sono strette ma ho superato con successo la medesima prova, con qualche piccola difficoltà in più.</p>
<p>C&#8217;è da dire che solitamente passo davanti al pc anche 10 ore al giorno, che sono un ex-netgamer e non ho mai avuto problemi in doti dattilografiche (peraltro non comuni). Se non siete in grado di scrivere senza guardare la tastiera, dubito che imparerete con un device touch, ma se siete dei guru della dattiloscrittura non avrete alcuna difficoltà a lavorarci.</p>
<p>E&#8217; importante sottolineare che, scrivendo con il touch, siete obbligati a guardare lo schermo dal basso verso l&#8217;alto. La tastiera virtuale non si può inclinare come quella fisica di un netbook! Il pannello lcd dimostra di avere una buona resa anche da visuali particolarmente angolate (essendo un <strong>IPS</strong>) e non crea particolari aberrazioni cromatiche, ma questa modalità di scrittura risulta adatta ad una mail o poco più. Se dovete scrivere a lungo conviene dotarsi della tastiera fisica che vi permetterà di mantenere lo schermo in una posizione naturale.</p>
<p>Purtroppo la mia prova è terminata qui. Se avete avuto il piacere o il dispiacere di testare il prodotto vi prego di commentare.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Ho provato l&#8217;iPad!</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/09/ho-provato-lipad/#more-303" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/303/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=303&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;iPad e le nuove sfide</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 13:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Spero che abbiate passato una buona Pasqua. La mia è stata discreta e, dopo una meritata pausa, ho finalmente ritrovato l’ispirazione per scrivere nel blog. Riguardo cosa? Beh, un argomento stucchevolmente sulla bocca di tutti: l’iPad. Tanto per aggiornare i “disinformati”, il 3 aprile la Apple ha commercializzato il suo ebook reader/tuttofare chiamato iPad. Nel [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=285&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/ipad-590x437.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/ipad-590x437.jpg?w=300&#038;h=222" alt="" title="Apple iPad" width="300" height="222" class="alignleft size-medium wp-image-292" /></a>Spero che abbiate passato una buona Pasqua. La mia è stata discreta e, dopo una meritata pausa, ho finalmente ritrovato l’ispirazione per scrivere nel blog. Riguardo cosa? Beh, un argomento stucchevolmente sulla bocca di tutti: l’<strong>iPad</strong>.</p>
<p>Tanto per aggiornare i <em>“disinformati”</em>, il 3 aprile la Apple ha commercializzato il suo ebook reader/tuttofare chiamato iPad. Nel solo primo giorno le vendite hanno raggiunto l’astronomica cifra di 300.000 unità. Potete trovare una superba <a href="http://arstechnica.com/apple/reviews/2010/04/ipad-review.ars"> recensione</a> sul consigliatissimo sito  <a href="http://arstechnica.com/"><strong>Arstechnica.com</strong></a>.</p>
<p>Come usuale a Cupertino, l’<em>hype</em> per l’uscita del nuovo prodotto è stato devastante. Tutti i giornali gli dedicano almeno un trafiletto valutandolo più o meno positivamente. Anche i commenti online sono divisi in due fronti contrapposti (pro e contro), sintomo che <strong>Jobs</strong> ha sicuramente saputo guadagnare l’attenzione di tutti.</p>
<p><span id="more-285"></span></p>
<p>Visto tale inflazionata presenza di discussioni sul <strong>padellone</strong>, ero abbastanza sfiduciato all’idea di scrivere qualcosa, anche perché sarebbe risultato poco innovativo. Ma due articoli di oggi presentati su Arstechica, strettamente collegati fra loro, mi hanno fatto cambiare idea.</p>
<p>Il <a href="http://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/04/get-your-e-book-on-the-ipad-and-keep-all-the-royalties.ars">primo</a> parla dell’intenzione di <strong>Tunecore</strong>, una società che permette ai musicisti indipendenti la vendita, con una ridicola tariffa flat (40 dollari), dei propri brani su iTunes e altre piattaforme analoghe, di estendere i servizi anche nel mondo degli ebook. Questa notizia è molto interessante e ci dimostra come l’attenzione per il nuovo prodotto di Cupertino abbia delle forti ripercussione sui modelli di <em>e-business</em>.</p>
<p>Grazie a Tunecore  qualsiasi scrittore, amatoriale e non, sarà in grado di commercializzare facilmente i contenuti online, senza doversi ingraziare una casa editrice. <strong>Il totale dei ricavi andrà all’artista</strong> e questa è una condizione singolare nell’editoria. Il rovescio della medaglia è che, in un mondo in cui ogni giorno vengono prodotti così tanti beni culturali che nessun uomo potrebbe anche solo consultarli nella sua vita, sarà ben difficile riuscire a vendere i testi. Le possibilità date dal <em>pubblisher</em> statunitense possono essere ben sfruttate da un professore universitario, un <em>blogger</em> con un numeroso pubblico o comunque scrittori con una cospicua pletora di appassionati (anche se di piccolo valore assoluto).</p>
<p>Senza un’adeguata pubblicità e il supporto del marchio di un blasonato editore non sarà facile raggiungere un buon fatturato. In ogni caso è sempre un’occasione in più per chi vuole far conoscere le proprie opere.</p>
<p>Il <a href="http://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/04/format-shifting-dead-trees-can-e-book-piracy-be-ethical.ars">secondo</a> articolo nasce dalle affermazioni di <strong>Randy Cohen</strong>, un giornalista del celebre <em>New York Times</em>. Il problema posto trova fondamento nelle possibilità offerte dalle <em>ICT</em> di fruire di un’opera d’ingegno su piattaforme diverse: leggere un libro cartaceo o un e-book; ascoltare un cd o i medesimi brani in formato mp3.</p>
<p>Cohen afferma che comprare un testo cartaceo e succesivamente scaricarne una copia illegale in formato elettronico non sia <strong>un’azione eticamente scorretta</strong>, sebbene illecita. Questo perché una volta acquistato il bene fisico, la casa editrice e l’autore sono ricompensati per il lavoro svolto e, quindi, non causa loro alcun danno trasferire, per uso personale, i contenuti in file elettronici.</p>
<p>L’affermazione è condivisibile. Ma ci sono molte implicazioni che rendono la faccenda di più difficile risoluzione. Innanzitutto gli ebook e i libri cartacei comportano diversi costi per il produttore. I primi per lo più fissi, in quanto la distribuzione necessita di adeguate infrastrutture, mentre per i secondi si parla dei costi variabili dei materiali fisici di cui è composto il testo più le strutture produttive (che a dir la verità possono essere anche esternalizate). Alla fine è pacifico affermare che gli ebook costino meno di un libro <em>old school</em>.</p>
<p>Questo problema è aggirabile; una volta acquistato uno dei due supporti, questo incorporerà in se la licenza relativa all’utilizzo personale dell’opera. Sarebbe perciò possibile passare da un formato all’altro semplicemente pagando la differenza di prezzo. Pensateci un attimo: potreste comprare l’ebook <em>xyz</em> a 10 dollari, di cui 7 sono destinati a editore e autore, e in caso di gradimento acquistare il cartaceo con lo sconto dei medesimi 7 dollari (ad esempio presentando in libreria la licenza cartacea stampata con un codice univoco per il cliente). Inoltre se l’ebook fosse stato creato autonomamente da un pirata e distribuito illegalmente sul web, non sarebbe necessario pagare nessuno in quanto avreste già la licenza nelle vostre mani. Lo stesso se aveste deciso voi di scannerizzarvi le pagine e tenerle da parte nel vostro bel pc. Naturalmente nel contesto reale si aggiungono vari problemi, fra le quali la variazione dei prezzi; anche questo sarebbe comunque sorpassabile (per esempio mettendo un listino online con i prezzi delle varie licenze aggiornati al presente).</p>
<p>La conclusione di una simile politica sarebbe quella di far diventare i pubblisher dei venditori di licenze, che verrebbero commercializzate allo stesso prezzo a prescindere dalla piattaforma utilizzata, a tutto vantaggio della concorrenza e del consumatore. Attualmente gli editori possono lucrare ricaricando il <em>packaging</em> pur mantenendo gli stessi contenuti.</p>
<p>Certo questo non può essere applicato con la stessa facilità a tutte le proprietà intellettuali. Non sembra problematico fare lo stesso ragionamento per un cd e degli mp3 ma può essere più complesso (o impossibile) per un film al cinema e una ripresa diffusa in formato divx nei canali p2p. In ogni caso, non è necessario utilizzare lo stesso principio per tutte le piattaforme, sarebbe comunque un vantaggio sociale ampliare la concorrenza in quei settori dove è possibile.</p>
<p>La questione è spinosa ma non così inapplicabile come si può pensare.</p>
<p>E&#8217; sconvolgente pensare come un piccolo strumento possa innescare discussioni di tale portata. Nella letteratura economica è oramai appurata la forza destabilizzante delle innovazioni; basta poco per cambiare il mondo!</p>
<blockquote><p>
<a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>L&#8217;iPad e le nuove sfide</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/08/lipad-e-le-nuove-sfide/#more-285" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/285/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=285&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Asus annuncia il netbook che aspettavo</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 17:24:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Asus, la società taiwanese alla quale si deve la creazione dell’eee PC, ha annunciato il nuovo modello T101MT: un netbook con multitouch basato sulla piattaforma Intel Pine Trail. Cosa ha di speciale? Beh, uno schermo capacitivo orientabile a piacimento con la possibilità di trasformarsi in un tablet PC del tutto simile al nuovo iPad della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=268&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/t101mt-5.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/t101mt-5.jpg?w=300&#038;h=281" alt="" title="Asus T101MT" width="300" height="281" class="alignright size-medium wp-image-267" /></a>Asus, la società taiwanese alla quale si deve la creazione dell’<em>eee PC</em>, ha annunciato il nuovo modello <strong>T101MT</strong>: un netbook con multitouch basato sulla piattaforma <em>Intel Pine Trail</em>. Cosa ha di speciale? Beh, uno schermo capacitivo orientabile a piacimento con la possibilità di trasformarsi in un<em> tablet PC</em> del tutto simile al nuovo iPad della Apple. Questo mantenendo la versatilità di un comune portatile. Non male direi.</p>
<p>Ecco le principali caratteristiche tecniche:<br />
- display touch da 10,1 pollici<br />
- processore Intel Atom N450 Pine Trail 1,66 GHz (system-on-a-chip con memory controller e grafica integrati)<br />
- 2 GB di ram<br />
- 320GB di Hard Disk<br />
- Windows 7<br />
- software proprietario per la modalità touch<span id="more-268"></span></p>
<p>A prima vista può sembrare un prodotto innovativo ma in realtà Asus aveva già commercializzato l’anno scorso il T91MT, che differisce solamente per un monitor dalla diagonale ridotta (8,9 pollici) e in minor misura per la configurazione hardware.</p>
<p>Inoltre, i portatili con schermo orientabile e touch sono soluzioni professionali già da tempo presenti nel mercato. Allora perchè tanto entusiasmo?</p>
<p>Per prima cosa si tratta di una <strong>soluzione alternativa agli ebook reader</strong>: con questo eee PC potete sfogliare senza problemi il vostro giornale online preferito, leggere file pdf ed ebook con tutta la praticità di un tablet e senza rinunciare ad un sistema operativo completo. In aggiunta bisogna considerare l&#8217;elevata capacità di <strong>personalizzazione</strong>: non sarà affatto un problema installare Linux o altri sistemi operativi su questa macchina. I <em>geek</em> non potranno che amare questa caratteristica.</p>
<p>Poi non bisogna dimenticare che viene commercializzato contestualmente con l’iPad. Mentre il T91MT è rimata una soluzione di nicchia sconosciuta ai più, questo netbook godrà dello straordinario hype generato dalla Apple. L’attenzione sugli ebook reader canalizzerà parte dei consumatori sul prodotto Asus.</p>
<p>Infine il prezzo è ottimo. Asus, che vanta dalla sua la produzione dei portatili con meno guasti di tutto il panorama mondiale, commercializza il suo ultimo gioiellino <strong>a soli 500 euro</strong>, completo di card reader, Bluetooth, USB e quant’altro vi serva per la vostra esperienza multimediale. I difetti? La mancanza di un modulo 3G (facilmente aggirabile con il tethering o con l’utilizzo di una chiavetta) e le limitate prestazioni nella riproduzione video della grafica Intel.</p>
<p>In ogni caso nessuno di questi due limiti mi scoraggia. Uno smanettone come me non aspettava che una notizia del genere. Era da molto tempo che attendevo questo prodotto e la qualità di Asus non può che innalzare le mie aspettative. Non ci resta che vederlo dal vivo!</p>
<blockquote><p>
<a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Asus annuncia il netbook che aspettavo</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/02/asus-annuncia-il-netbook-che-aspettavo/#more-268" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.
</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/268/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=268&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Reti wireless pubbliche? Illegali in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 17:05:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Società e Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri ho letto un interessante articolo su Nòva 24 riguardante le reti wireless in Italia. La questione non è né nuova né sconosciuta, ma mi fa piacere svecchiarla dato che si tratta di un elemento di assoluto bigottismo del nostro ordinamento giuridico. Vi siete mai chiesti perché nel nostro paese non si riescono a trovare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=260&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/wireless.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/04/wireless.jpg?w=246&#038;h=300" alt="" title="Wireless" width="246" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-261" /></a>Ieri ho letto un interessante articolo su Nòva 24 riguardante le reti wireless in Italia. La questione non è né nuova né sconosciuta, ma mi fa piacere svecchiarla dato che si tratta di un elemento di assoluto bigottismo del nostro ordinamento giuridico.</p>
<p>Vi siete mai chiesti perché nel nostro paese non si riescono a trovare reti wifi aperte in piazza o nei locali? Semplice, perché è <strong>illegale</strong>. Se avete trovato un posto dove è possibile collegarsi liberamente le situazioni sono due: o non sono al corrente dell’altrui utilizzo della connessione o non conoscono la normativa vigente (o la ignorano).</p>
<p>Questo per via della legge Pisanu 155/2005 che si propone come norma di contrasto delle attività terroristiche su territorio nazionale. Dalla sua introduzione, tutti i centri che permettono la navigazione web sono tenuti ad acquisire i tuoi dati e a conservare una copia della carta d’identità.<span id="more-260"></span></p>
<p>In questo modo lo stato può sempre essere al corrente di chi ha avuto accesso alla rete.</p>
<p>Il giornalista di Nòva fa due importanti considerazioni:</p>
<p>- innanzitutto chi lavora in biblioteche, bar e qualsiasi altro posto in cui si metta a disposizione l’accesso a Internet non è istruito per riconoscere un documento falso; questo rende particolarmente inefficace l’obbligo di fotocopiare la carta d’identità o il passaporto;</p>
<p>- anche in un paese come gli Stati Uniti, in cui il rischio terrorismo è molto più alto del nostro, gli <em>hotspot</em> sono concessi e diffusi nel territorio nazionale. </p>
<p>Il provvedimento si pone, quindi, come una normativa bigotta e inadeguata anche per lo scopo che si prefigge di perseguire. Nessun terrorista sarà scoraggiato dal non poter accedere ad Internet senza un documento di riconoscimento. In compenso poniamo un <strong>imbarazzante freno</strong> alla già lenta modernizzazione informatica del paese.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Reti wireless pubbliche? Illegali in Italia</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/04/02/reti-wireless-pubbliche-illegali-in-italia/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/260/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=260&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Android e Nexus One: tiriamo le somme</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 18:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Management]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
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		<description><![CDATA[I primi di gennaio Google ha commercializzato il Nexus One, uno smartphone Droid accolto molto timidamente dal mercato (seppur tecnologicamente valido). Secondo l’analista Flurry, nei primi 74 giorni Mountain View ha venduto solo 135.000 unità che rappresentano una minoranza se comparati con gli oltre 1 milione di terminali Android acquistati nello stesso periodo. I motivi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=235&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://blog.panorama.it/hitechescienza/files/2010/01/nexus-one-2-large.jpg" title="Google Nexus One" class="alignleft" width="300" height="210" />I primi di gennaio Google ha commercializzato il Nexus One, uno smartphone Droid accolto molto timidamente dal mercato (seppur tecnologicamente valido). Secondo l’analista <a href="http://www.flurry.com/">Flurry</a>, nei primi 74 giorni Mountain View ha venduto solo 135.000 unità che rappresentano una minoranza se comparati con gli oltre 1 milione di terminali Android acquistati nello stesso periodo. I motivi vanno ricercati <strong>nel cannibalismo fra prodotti con il medesimo sistema operativo, nella scarsa campagna pubblicitaria, nel prezzo elevato, in una pessima politica distributiva limitata nelle aree geografiche e vincolata agli acquisti online.</strong></p>
<p>La notizia può apparentemente sembrare sconvolgente per gli amanti della società statunitense, ma viene abbondantemente compensata dai buoni risultati di Android che è in continua crescita. La casa di Mountain View basa i suoi ricavi sulla vendita di spazi pubblicitari e sull&#8217;acquisizione di informazioni riguardanti l&#8217;utenza (in stretta correlazione con il business dell&#8217;<em>advertising</em>). Ha quindi molto più da guadagnare dalla diffusione del suo OS piuttosto che dalla vendita di un telefono.<br />
<span id="more-235"></span></p>
<p>Per Google è fondamentale attirare quanta più utenza possibile attraverso i servizi forniti, in modo da avere una piattaforma quanto mai vasta per vendere la pubblicità e acquisire i dati. Come potete immaginare è molto distante dalla concezione di un’impresa industriale come Apple.</p>
<p>Tale particolarità del modello di business si ripercuote nella struttura dei costi e nella distribuzione del valore aggiunto di un prodotto come il Nexus One. Google non costruisce il telefono (il produttore è HTC) e per questo non trae un valore aggiunto consistente dalla vendita dell’hardware. Inoltre, non sopporta i costi fissi e gli investimenti in ricerca e sviluppo per la parte fisica del terminale. Al contrario del software, sviluppato dalla società, del quale viene però concesso l&#8217;utilizzo anche a terzi produttori. Questo perché a BigG interessa generare introiti attraverso la vendita di applicazioni sullo <em>store online</em> (oltre a canalizzare il traffico mobile sui propri servizi) e quindi necessita di un sistema obbligatoriamente <em>open</em>.</p>
<p>Il Nexus One rappresenta, perciò, un espediente per conseguire ricavi extra e rafforzare l’immagine di marca. Il primo test è andato male per via di alcuni errori fatti nella politica di distribuzione. Il management si è dimostrato poco preparato sulla questione, specie se comparato agli uomini di Jobs. Nonostante ciò, non è detto che la prossima volta incorrerà nelle stesse problematiche (sbagliando s&#8217;impara!) e probabilmente assisteremo alla diffusione di altri smartphone marcati Google.</p>
<p>D’altra parte se il voto per la commercializzazione del terminale è <strong>insufficiente</strong>, la strategia di diffusione del sistema operativo si sta rivelando un successo per Mountain View. Android si diffonde a macchia d&#8217;olio. Presto ci saranno un notevole numero di applicazioni che permetteranno a BigG di incrementare gli utili.</p>
<p>In conclusione è doveroso sottolineare la crescente importanza delle <em>mobile devices</em>; è oramai chiaro che nell’immediato futuro il mercato sarà diviso fra <strong>Android, MacOS e Windows Mobile</strong>. I prodotti ICT sono sempre più <em>portable</em> e cristallizzarsi sulle piattaforme desktop e laptop tradizionali costituisce una scelta poco lungimirante. BigG non vuole, e non deve, farsi sfuggire l&#8217;occasione di aggredire questo florido settore. Quindi con un Droid in forte crescita, non è poi così drammatico assistere alla disfatta del Nexus One.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Android e Nexus One: tiriamo le somme</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/31/android-e-nexus-one-tiriamo-le-somme/#more-235" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/235/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=235&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Google Nexus One</media:title>
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		<title>Perché l&#8217;iPad sarà un successo</title>
		<link>http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/29/perche-lipad-sara-un-successo/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 13:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Management]]></category>
		<category><![CDATA[amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[ipad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
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		<description><![CDATA[Devo dire la verità, non sono il tipo di persona a cui piace sbilanciarsi. Oggi, però, sentivo l’impulso irrefrenabile di finire in quelle raccolte di affermazioni del tipo “le ultime parole famose”, in cui vengono sfottuti tutti quelli che si sono arrogati in malomodo il diritto di prevedere il futuro (ovviamente sbagliando). Certo non è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=227&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.tecnocino.it/wp-galleryo/apple-ipad-3g/apple-itablet.jpg" title="Apple iPad" class="aligncenter" width="450" height="299" /></p>
<p>Devo dire la verità, non sono il tipo di persona a cui piace sbilanciarsi. Oggi, però, sentivo l’impulso irrefrenabile di finire in quelle raccolte di affermazioni del tipo “le ultime parole famose”, in cui vengono sfottuti tutti quelli che si sono arrogati in malomodo il diritto di prevedere il futuro (ovviamente sbagliando).</p>
<p>Certo non è che mi sia esposto poi tanto, dato che il prodotto della Mela ha già saturato tutti gli ordini e sta per immettersi nel mercato con grande <em>hype</em>. Immagino che molti di voi staranno pensando: “questo qua ha scoperto l’acqua calda”. Beh in fondo è così e quindi non me la prendo; vi prego comunque di dedicarmi qualche minuto per spiegarvi le mie ragioni.<span id="more-227"></span><br />
 <br />
Sapete tutti cos’è l’iPad: una sorta di iPhone ingigantito che punta a rivoluzionare il mercato degli <strong>ebook reader</strong> con il consueto mix di servizi che contraddistingue i prodotti Apple. Come da copione, la casa di Cupertino punta a mescolare tecnologie esistenti con una punta di buon gusto, tirando fuori un prodotto che è di fatto un’innovazione. Questo potrà far storcere il naso ai tecno-fanatici, ma nel “parlare economico” un’innovazione può essere composta da elementi non innovativi integrati in maniera originale. In questo la casa di Jobs è sempre stata maestra.<br />
 <br />
Detto questo vado al sodo e vi esplico le motivazioni di questo successo:<br />
 <br />
a) E’ un prodotto Apple. Dal ritorno dello storico fondatore, la casa di Cupertino si è rilanciata sulla cresta dell’onda grazie all’elettronica di consumo (iPod) per poi riguadagnare su tutti i comparti. Jobs ha segnato la rinascita dimostrandosi un manager senza eguali, direi alla pari del buon Bill ma con molta più classe. L’immagine di marca ha così raggiunto livelli astrali permettendo ad Apple di praticare ricarichi importanti sul prezzo di vendita.<br />
 <br />
Ogni buon adepto del <em>Think Different</em> sa che i prodotti di Cupertino dispongono: di grande qualità e affidabilità; di un servizio assistenza rapido e funzionale; di software calzato a pennello sull’hardware; di pacchetti di applicativi completi e, non ultimo, di buon gusto estetico. In soldoni, questo permette alla società di generare utili intorno ai 10 mld di dollari su di un fatturato di 50 mld. Circa il 20% dei ricavi si trasforma in utili contro il 4% di un’annata buona di Fiat, tanto per capirci.<br />
 <br />
b) Non è un vero ebook reader. E’ evidente che l’iPad non è destinato ad essere meramente un libro interattivo e questo si comprende anche dall’utilizzo di uno schermo lcd IPS non adatto alla lettura prolungata (porta affaticamento alla vista al contrario della tecnologia e-ink del concorrente Kindle). Il prodotto può vantare il pieno supporto alle oltre 100.000 applicazioni dell’iPhone e questo è un grosso vantaggio. Del resto, non sono affatto convinto che la carta stampata sia già pronta per essere cestinata e, sebbene possano essere molto comodi per leggere il romanzo del momento, gli ebook reader danno il massimo se utilizzati per consultare le notizie del giorno. Per spingere le persone a comprare queste <em>devices</em> bisogna quindi assicurargli servizi accessori e questo Apple l’ha capito.<br />
 <br />
c) Il management di Cupertino è attento e sta concludendo accordi con gli editori. Jobs non è un novellino e sa bene che per diffondere un prodotto innovativo bisogna distribuirlo a dovere e fornirgli tutto il supporto necessario. Per fare ciò ha sguinzagliato i suoi colleghi al fine di acquisire una buona dotazione di testi da scaricare su iTunes. Apple si trova in grande vantaggio rispetto ad Amazon perché ha meno interessi economici nella vendita dei libri. Jobs vuole vendere più iPad possibile e per farlo può distribuire gli ebook su iTunes anche a prezzo di costo. Amazon invece non può perché trae il suo margine dalla vendita dei testi e solo in minima parte dal lettore, che è prodotto da terze società.<br />
 <br />
d) L’iPad avrà l’applicazione Kindle. Questa è la ciliegina sulla torta! Non c’è bisogno di avere la piattaforma di Amazon per acquistare gli ebook di cui dispone. Ora si può fare tutto da iPad. Cosa si può volere di più?<br />
 <br />
Per chiudere, la Mela ha fatto bene i conti in tasca e a mio avviso si avvia ad un nuovo successo. Voi cosa ne pensate?</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Perch&#232; l&#8217;iPad sar&#224; un successo</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/29/perche-lipad-sara-un-successo/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/227/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=227&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>NVIDIA c&#8217;è! NVIDIA c&#8217;è!</title>
		<link>http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/28/nvidia-ce-nvidia-ce/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 20:55:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi avverto, questo è un articolo per geek! A cavallo fra venerdì e sabato è finalmente scaduto l&#8217;nda sulle nuove vga nVidia gtx480 e gtx470. Come tutti saprete l&#8217;architettura prende il nome dal grande fisico italiano Fermi. Potete visionare tutti i test e le caratteristiche al seguente link. Perchè tutte queste esultanze? Ve lo spiego [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=196&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://xxgamerzhavenxx.files.wordpress.com/2009/11/nvidia_fermi-g300_tesla_chip_1.jpg?w=296&#038;h=298" title="NVIDIA Fermi" class="alignleft" width="296" height="298" />Vi avverto, questo è un articolo per geek! A cavallo fra venerdì e sabato è finalmente scaduto l&#8217;nda sulle nuove vga nVidia gtx480 e gtx470. Come tutti saprete l&#8217;architettura prende il nome dal grande fisico italiano Fermi. Potete visionare tutti i test e le caratteristiche al seguente <a href="http://www.pctuner.net/articoli/schede-video/1449/GeForce-GTX-480-e-il-momento-di-Fermi/">link</a>.</p>
<p>Perchè tutte queste esultanze? Ve lo spiego subito. Innanzitutto il prodotto è valido. Si è vero, consuma praticamente come una scheda dual gpu e scalda tanto, ma i cavalli sotto il dissipatore ci sono. Come ci aspettavamo dalla casa di Santa Clara, la vga è la più potente scheda a singolo processore del mercato e i driver non sono affatto maturi. Ma soprattutto, <strong>finalmente è tornata la concorrenza!</strong><span id="more-196"></span></p>
<p>Dopo l&#8217;uscita della gtx285, NVIDIA non ha più introdotto vga realmente &#8220;nuove&#8221; fino ad ora. Questo per due motivi strettamente correlati: per primo c&#8217;era un indubbio vantaggio tecnologico rispetto alla concorrente ATI; per secondo la casa di Santa Clara stava guardando avanti per contrastare la concorrenza costituita da società capaci di produrre sia cpu che gpu (AMD-ATI e Intel). E&#8217; noto, infatti, che sono state destinate grandi risorse allo sviluppo della piattaforma Tegra e delle soluzioni Tesla per il calcolo GPGPU a fini scientifici e/o professionali. Questa suddivisione nei percorsi evolutivi ha avuto la conseguenza di rallentare il comparto gaming che è da sempre un mercato fondamentale per la casa di Santa Clara.</p>
<p>ATI ha potuto beneficiare di diversi mesi di vantaggio presentando una scheda potente (e i suoi derivati) con pieno supporto alle DirectX 11. Ora la situazione sta cambiando. Ci vorrà ancora un po&#8217; di tempo prima che NVIDIA possa introdurre nel mercato una gamma completa di prodotti basati sulla nuova architettura e il danno economico in perdita di fatturato è oramai fatto. Però non mi sento affatto di biasimare le strategie della casa di Santa Clara, specie se le vediamo da un punto di vista di lungo periodo.</p>
<p>Il mondo delle ICT è sempre in movimento e le minacce possono arrivare da tutti i lati. Concentrarsi nello sviluppo dei propri prodotti senza valutare nuovi percorsi evolutivi è storicamente una decisione fallimentare. Abbiamo visto tutti come negli ultimi anni si stia progressivamente passando da macchine relativamente grandi e performanti a quelle ultra portatili a basso consumo.</p>
<p>Già da qualche tempo i portatili vendono più dei computer fissi. Negli ultimi 24 mesi ASUS ha lanciato i netbook e Apple gli smartphone. Questo treno non va buttato. Continuare a fossilizzarsi solo su schede per Enthusiast e gamer è sbagliato. NVIDIA l&#8217;ha capito fin da subito e ha tirato fuori prodotti interessanti come Tegra, un <em>system-on-a-chip</em> derivato da un core Arm e completato con il <em>know how</em> grafico della casa statunitense, e ION. Non dimentichiamo poi lo sviluppo nel settore server con le soluzioni Tesla, utilizzabili sia in abbinamento con workstation in piccoli laboratori scientifici che all&#8217;interno di grandi elaboratori.</p>
<p>Quindi, per finire, NVIDIA c&#8217;è e il suo prodotto, seppur ha una sua pecca nel consumo, è valido e può dire la sua. E&#8217; innegabile che ATI abbia guadagnato tanti punti nell&#8217;ultimo periodo e NVIDIA questo lo sentirà sui risultati di trimestre, ma non si può valutare la condotta di un&#8217;impresa solo in base ad una combinazione prodotto/mercato. La società di Santa Clara ha diversi progetti interessanti da portare avanti di cui ATI non dispone o è rimasta indietro. Personalmente sono fiducioso, ma solo il futuro ci potrà dire se le scelte fatte si riveleranno valide.</p>
<blockquote><p>
<a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>NVIDIA c&#8217;&#232;! NVIDIA c&#8217;&#232;!</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/28/nvidia-ce-nvidia-ce/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/196/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=196&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un motivo per amare la censura televisiva</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 21:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e Diritti]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ risaputo che le elezioni portano sempre con se un clima di forte tensione e litigiosità. I partiti politici sono alla spietata ricerca di validazione sociale e le campagne monopolizzano i media. Un dibattito molto intenso è nato intorno all’infelice decisione di sospendere i talk show con trattazioni politiche, poi ristretta ai soli canali pubblici. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=172&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ risaputo che le elezioni portano sempre con se un clima di forte tensione e litigiosità. I partiti politici sono alla spietata ricerca di validazione sociale e le campagne monopolizzano i media. Un dibattito molto intenso è nato intorno all’infelice decisione di sospendere i talk show con trattazioni politiche, poi ristretta ai soli canali pubblici.</p>
<p>Non è mio interesse fare valutazioni di merito politico: non rientra nelle tematiche di questo blog e non  lo farà mai. Mi piacerebbe però parlare della spinta verso l’informazione online che è stata portata da questo provvedimento.</p>
<p>Purtroppo l’attuale governo (invero anche i precedenti) non ha gran riguardo delle tecnologie informatiche e gli 800 milioni di euro destinati al superamento del <em>digital divide</em>, poi reindirizzati nel recentissimo pacchetto di incentivi ai consumi, ne sono la dimostrazione. Per altro bisogna dire che con un debito pubblico alle stelle e un&#8217;industria fossilizzata in settori tradizionali, soggetti a concorrenza asiatica, si rendono difficili le manovre di investimento. Specie in un periodo in cui serve salvaguardare l’occupazione.<span id="more-172"></span></p>
<p>Comunque, in Italia è sempre mancata una spinta verso nuove traiettorie evolutive (innovazione). Non c’è mai stata una vera politica industriale. Per fare un confronto, in giappone il MITI (Ministero del commercio internazionale e dell&#8217;industria) seleziona periodicamente i settori critici verso i quali verranno destinati gli incentivi governativi. Grazie a tale organo, i finanziamenti alle attività industriali vengono confluiti in <em>killer application</em> capaci di influenzare la competitività del sistema economico.</p>
<p>Questo da noi non è mai stato fatto. Pensate che la Olivetti dell’ing. Adriano, poco prima che morisse (si parla della fine degli anni ’50), non ha visto neanche una commessa di origine pubblica. L’unico elaboratore proveniente da Ivrea e utilizzato dalla PA era stato donato dall’ingegnere. Al contrario il Department of Justice statunitense, in piena guerra fredda, foraggiava IBM e compari con una spropositata mole di ordini. Il resto della storia la sapete già.</p>
<p>La ristrettezza delle visioni non è limitata al solo settore pubblico ma radicata anche nella maggior parte dell’industria privata. Un quinto della spesa in R&amp;D italiana viene assorbita da ST Microelectronics e questo vuol dire che l&#8217;innovazione è concentrata in pochissime imprese. Del resto lavorando a stretto contatto con le società umbre posso dirvi che molte hanno la mail su Tiscali o Virgilio (assai poco professionale!!) e che utilizzano prevalentemente il fax. Gli imprenditori sono persone anziane e, seppur preparati nel loro campo, spesso sono poco istruiti e non comprendono il valore della cultura. Oltre a ciò, aggiungiamo la scarsa dimensione d&#8217;impresa e il quadro è completo. Tutto questo porta alla debolezza del nostro settore IT, testimoniata dagli orribili risultati del rapporto Assinform, che potete consultare a questo <a href="http://www.areeriservate.assinform.it/Area_download/Area_download.kl">link</a> una volta registrati (dovete cliccare su &#8220;scarica i dati assinform&#8221;, ci sono delle slide interessanti).</p>
<p>Se poi andiamo a vedere l&#8217;alfabettizzazione informatica degli italiani, questa è ancora indietro rispetto ai paesi esteri. Le principali cause sono da rilevare nella cultura del popolo e, soprattutto, nell&#8217;elevata età media. E’ comunque piacevole scoprire che il tasso di over 60 che dispone di rete a banda larga è in <a href="http://blog.panorama.it/economia/tag/over-60/">forte aumento</a>.</p>
<p>Nonostante non siamo proprio all&#8217;avanguardia con il web, ieri la trasmissione di Santoro Raiperunanotte ha ottenuto ottimi ascolti. Si parla di 125.000 persone in collegamento continuo e circa 1,7 mln di accessi. Il noto giornalista non è stato il solo a puntare alla rete per superare i limiti legislativi. Alcune settimane fa l&#8217;aveva fatto anche Mentana con uno spazio dedicato sul sito del Corriere della Sera. Inoltre non dimentichiamo il blog di Grillo che trova in Internet la sua grande forza.</p>
<p>Come già detto non mi interessa valutare i contenuti delle informazioni trasmesse, ma pare che i dibattiti politici, da sempre apprezzati da un popolo litigioso come il nostro, possano essere un traino per una maggiore alfabetizzazione e diffusione informatica. Ora che la porta è stata aperta, se ci fosse un trend consistente di crescita dei contenuti online, vi sarebbero investimenti nel settore.</p>
<p>Quindi non inorridite se sono contento che i talk show siano stati esclusi dalla programmazione RAI. Potrebbe essere un modo per dare una piccola spinta ad un settore non adeguatamente valutato. Se si oscurassero TV e radio sarebbero tutti costretti ad attaccarsi ad un pc. Di certo i contenuti non cambierebbero, probabilmente neanche le persone, ma almeno vedremmo crescere le ICT in Italia!</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Un motivo per amare la censura televisiva</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/26/un-motivo-per-amare-la-censura-televisiva/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/172/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/172/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=172&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cinema 3D, vi piace?</title>
		<link>http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/24/161/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 13:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche mese il 3D è entrato prepotentemente nelle sale cinematografiche facendo lievitare gli incassi dei blockbuster. La stereoscopia (questo il nome tecnologia) ha permesso ai cinema di guadagnare punti rispetto ai moderni home theatre: i grandi multisala sono ora in grado di offrire qualcosa di più rispetto agli impianti domestici, anche se di ultima [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=161&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=30&amp;ID_file=972" title="3D" class="alignleft" width="300" height="230" />Da qualche mese il 3D è entrato prepotentemente nelle sale cinematografiche facendo lievitare gli incassi dei blockbuster. La stereoscopia (questo il nome tecnologia) ha permesso ai cinema di guadagnare punti rispetto ai moderni home theatre: i grandi multisala sono ora in grado di offrire qualcosa di più rispetto agli impianti domestici, anche se di ultima generazione.</p>
<p>Il 3D era già stato proposto alcune decadi fa con l’utilizzo degli orribili occhiali verde e rossi. Chiaramente fu un flop, dovuto alla scarsa resa qualitativa della tecnologia. Oggi è possibile godersi un film in tridimensionale senza incidere fortemente sulla qualità grafica.<span id="more-161"></span></p>
<p>Bella novità! Peccato che non lo sia.</p>
<p>Il principio della stereoscopia consiste nel proiettare due immagini differenti sullo schermo e di filtrarne la visione attraverso delle lenti. In questo modo il filmato viene percepito dalle due diverse angolazioni necessarie per avvertire la profondità. Nulla che non sia già abbondantemente appurato.</p>
<p>Non tutti sanno però, che tecnologie come il 3D Vision di nVidia (o come quelle che stanno per introdurre Samsung, Panasonic e altri produttori di Flat TV) esistono da diverso tempo. 10 anni fa, ho potuto giocare personalmente a CounterStrike Beta e Rune con un prodotto del tutto simile a quello che sta commercializzando la casa statunitense. Purtroppo non ne ricordo il nome.</p>
<p>La qualità? Era buona. Su CS ti rendeva fondamentalmente un po’ gonzo, se mi permettete il termine. I riflessi rallentavano ma l’esperienza era piacevole. Su Rune, gioco in cui si impersona un Vikingo che deve affettare altri compaesani con spade gigantesche, la profondità creava un certo vantaggio nello stimare la distanza del colpo. Non male quindi.</p>
<p>Quanto pensate che ci abbia giocato da bravo netgamer? 3 ore e basta! Subito rimpacchettato nel magazzino dell’Internet Point dove organizzavo le lan con i miei amici. La potremmo chiamare sindrome Wii, in quanto il giocattolino era figo e divertente ma dopo poco tempo stufava perché  assai poco adatto al pro-gaming.</p>
<p>Con l’arrivo mediaticamente pompato di Avatar (che comunque mi è piaciuto molto ed ha soddisfatto le mia aspettative; Alice invece è stata una delusione) mi sono concesso di provare il 3D cinematografico, con un po’ di curiosità e scetticismo. Con ben poco stupore ho potuto notare che la resa era la medesima di 10 anni fa.</p>
<p>Da bravo economista non fatico a capire perché la stereoscopia stia rimpinguando le tasche dell’industria cinematografica:</p>
<p>-         è nuova<br />
-         sembra all’avanguardia<br />
-         può incrementare il coinvolgimento in certe tipologie di film.</p>
<p>Devo però ammettere che non riesco a farmela piacere. Gli occhiali sono scomodi e peggiorano la qualità dei colori e la luminosità dello schermo. Inoltre, riducono il campo di visuale (anche se questo può incrementare l’immersione). E non dimentichiamo che la visione diventa più faticosa.</p>
<p>Sinceramente, per me guardare Avatar in 2D o in 3D non influenza il piacere del film, anzi mi sento molto più a mio agio senza la plastica intorno alla testa. Forse è questione di abitudine. Aspetterò gli schermi tridimensionali senza occhialini e vedremo se riuscirò ad apprezzare.</p>
<p>Per il resto la stereoscopia mi sembra un giochino divertente nel breve periodo ma che non vorrei assolutamente diventasse la regola per i film dei prossimi anni.</p>
<p>Voi che ne pensate?</p>
<blockquote><p>
<a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Cinema 3D, vi piace?</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/24/161/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/161/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=161&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Antitrust, fattore di crescita?</title>
		<link>http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/23/antitrust-motore-di-crescita/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 18:48:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stamattina sono stati pubblicati dei dati interessanti relativi alle quote di mercato dei browser (link). Da pochi giorni Microsoft ha introdotto il ballot-screen, una schermata che permette una valutazione delle alternative a IE e ne semplifica l’installazione. Questa feature è stata introdotta per via di un provvedimento della Commissione Europea, che inoltre ha sanzionato la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=142&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina sono stati pubblicati dei dati interessanti relativi alle quote di mercato dei browser (<a href="http://arstechnica.com/microsoft/news/2010/03/browser-ballot-already-hurting-internet-explorer-market-share.ars">link</a>). Da pochi giorni Microsoft ha introdotto il ballot-screen, una schermata che permette una valutazione delle alternative a IE e ne semplifica l’installazione. Questa feature è stata introdotta per via di un provvedimento della Commissione Europea, che inoltre ha sanzionato la casa di Santa Clara con la seconda più grande multa della storia dopo quella miliardaria comminata recentemente a Intel.</p>
<p>Nel mondo delle ICT, dove le innovazioni sono un motore di competitività, gli oligopoli sono una normale struttura di mercato. Per poter sostenere la grande mole di costi assorbiti dalla R&amp;D (Research and Developing, ricerca e sviluppo) le società necessitano di margini di ampio respiro. Oltre a questo, lo sviluppo tecnologico riduce la competizione differenziando il prodotto e difficilmente un new comer potrà compensare il gap senza enormi risorse. Spesso le start up innovative vengono acquisite dalle compagnie maggiori, in modo da assicurarsi le nuove tecnologie per lo sviluppo dei futuri prodotti.<span id="more-142"></span></p>
<p>Se andiamo a guardare i recenti colossi partoriti dalla valle Californiana (Facebook, Google), non si può non constatare che hanno intuito una nuova combinazione prodotto/mercato e per questo si sono risparmiati dallo sfidare operatori consolidati come Microsoft, Intel o IBM.</p>
<p>Questo pone il dilemma della tutela della concorrenza e del mercato. Se può essere fisiologica, e non necessariamente una caratteristica negativa, la tendenza di un settore a sviluppare oligopoli deve essere controllata per evitare che si sfoci in un monopolio. L’assenza di avversari rimuove l’incentivo dell’impresa a generare innovazioni e a sviluppare una gestione efficiente con ricadute sul sistema economico. </p>
<p>Capita, per fortuna raramente, di incontrare sulla rete soggetti capaci di sostenere che non è giusto penalizzare una società soltanto perché risulta più competitiva di altre. Sotto certi aspetti può sembrare un affermazioni condivisibile, ma ora vi spiegherò perché la principale dottrina dell&#8217;economia politica ha da tempo seppellito tale pensiero.</p>
<p>I sistemi economici si basano sulla competizione come incentivo a &#8220;lavorare meglio&#8221;. Dal punto di vista di chi comanda la baracca, il miglior risultato è quello che garantisce attività durature ed efficienti per il sistema. L’iniziativa privata è un mezzo per allocare le risorse e questo la rende utile fin quando è sostenibile. Nel caso una società raggiunga una posizione dannosa per il sistema, è necessario intervenire per eliminare la situazione di rischio. Questo si giustifica perchè penalizzare un operatore, seppur virtuoso, permette di ottenere migliori risultati nel medio/lungo periodo.</p>
<p>Entrando nella fattispecie pratica prendiamo il caso che ha portato Intel ad essere multata dall’antitrust europeo. La casa di Santa Clara è stata accusata di <em>dumping</em>, concorrenza sleale, per aver venduto la piattaforma Atom+945i ad un prezzo così basso da essere addirittura antieconomico.</p>
<p>Questo può apparentemente essere un vantaggio per il consumatore, in quanto nel breve periodo i netbook costano poco, ma impedisce ad AMD e ad ARM la possibilità di entrare nel mercato. Nel lungo periodo, con meno operatori, ci sarà una spinta inferiore all’innovazione e prezzi dei prodotti più alti.</p>
<p>Altri due interventi storici dell’antitrust, questa volta contro IBM, risalgono al 1959 e al 1966. In quel periodo la società statunitense era il vero e proprio dominatore del settore dei computer. Per permettere all’industria di svilupparsi e crescere, l’antitrust ha prima concesso tutti i brevetti presenti e futuri dell&#8217;operatore a qualunque impresa ne facesse richiesta scritta (!!) e poi l&#8217;ha obbligato vendere hardware e software separatamente.</p>
<p>Vi rendete conto della forza di questi provvedimenti? IBM è stata colpita con incredibile durezza. Di colpo si è trovata a competere con diversi operatori che utilizzavano le sue tecnologie. Ma grazie all&#8217;antitrust gli Stati Uniti sono diventati la prima potenza nel campo delle ICT.</p>
<p>IBM è ancora una grande nel mondo delle tecnologie informatiche. Microsoft e Intel devono il loro successo alla collaborazione con l’ex monopolista per la produzione del primo personal computer nell’81.</p>
<p>Quindi cosa abbiamo imparato? Che colpire un operatore virtuoso nel pieno della sua forza può sembrare ingiusto ma allo stesso tempo si dimostra un grande motore di crescita economica.</p>
<p>A questo punto vorrei porvi una piccola provocazione. Allo stato attuale Apple vende hardware e software in bundle permettendosi dei margini non concessi agli altri operatori. Se fosse a loro imposto di separare i due prodotti non sarebbero in grado di avere lo stesso vantaggio competitivo. Perché a loro è concesso?</p>
<p>Semplice, perché sono un operatore di minoranza nel mercato. Se MacOS fosse diffuso come Microsoft, l’antitrust avrebbe già abbondantemente purgato la casa di Cupertino. Ma come oppositore va bene che sia forte.</p>
<p>E’ divertente scoprire che barare le carte in tavola può tornare comodo per tutti.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Antitrust, motore di crescita?</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/23/antitrust-motore-di-crescita/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/142/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=142&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Google lascia Pechino: atto di forza o di debolezza?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Management]]></category>
		<category><![CDATA[baidu]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente Google non riesce proprio a stare lontana dai guai! Evidentemente a Mountain View non si accontentavano della sentenza shock del tribunale di Milano e delle due inchieste aperte rispettivamente dall’antitrust italiano e dalla Commissione Europea, così hanno deciso di tuffarsi in una disputa con il ben poco liberale governo cinese. Come saprete la società [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=131&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2009/09/cina_guerra_contro_internet.jpg" title="Chinese Web" class="alignleft" width="345" height="300" />Ultimamente Google non riesce proprio a stare lontana dai guai! Evidentemente a Mountain View non si accontentavano della sentenza shock del tribunale di Milano e delle due inchieste aperte rispettivamente dall’antitrust italiano e dalla Commissione Europea, così hanno deciso di tuffarsi in una disputa con il ben poco liberale governo cinese.</p>
<p>Come saprete la società statunitense ha ricevuto degli attacchi ai server di posta (gli account aggrediti appartenevano a dei dissidenti cinesi) che pare siano partiti da alcune università del paese asiatico. Questo ha causato una rottura dei rapporti che probabilmente porterà alla chiusura di Google.cn e, di conseguenza, all’abbandono del florido mercato. Già, perché è importante sottolineare che la Cina non rappresenta solo una piazza in forte espansione ma anche la più grande da poter aggredire.<span id="more-131"></span></p>
<p>Per cui a Mountan View non devono aver preso alla leggera la decisione di dire addio alla patria di Mao. A prima vista può sembrare che Google stia per mollare un mercato relativamente meno attrattivo, dato un market share del 36% (il primo motore di ricerca in Cina è Baidu, con una quota del 61%) contro una media mondiale dell’operatore del 67%, ma bisogna considerare che la Cina vanta circa 400 mln di utenti che crescono al ritmo di 1 mln ogni 4 giorni. Una torta così grande da superare tutte le altre nazioni del globo.</p>
<p>L’eventuale abbandono andrebbe ad aumentare la già forte chiusura del web cinese, caratterizzato da un’egemonia degli operatori domestici. Questo rispecchia la politica del paese, che obbliga qualunque investitore estero, intenzionato ad avviare un attività commerciale, a formare una joint venture con una società locale (tra l’altro con risultati spesso disastrosi visto la grande distanza fra le culture).</p>
<p>Perciò non deve stupire la scarsa volontà del governo cinese a  risolvere la controversia con Google. Purtroppo non è possibile conoscere come si siano svolte le trattative, ma la mia fantasia non fatica a visualizzare un diplomatico asiatico che con espressione fredda e apatica nega ogni richiesta dell’operatore statunitense.</p>
<p>Del resto hanno solo da guadagnarci. Sebbene da Mountain View abbiano sempre soddisfatto le “esigenze” di filtraggio di Pechino, Google è pur sempre un’impresa americana e ridurne l’ingerenza vuol dire un controllo più forte del web domestico. Inoltre, l’operatore statunitense viene indebolito economicamente.</p>
<p>Quindi, sebbene l’abbandono possa sembrare una risposta forte all’autoritario governo pechinese, a mio avviso assomiglia molto di più ad un atto di masochismo.  Non riesco a trovare vantaggi da questa situazione e spero vivamente che nei prossimi giorni si riesca a trovare una soluzione concordata.</p>
<blockquote><p>
<a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Google lascia Pechino: atto di forza o di debolezza?</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/22/google-lascia-pechino-atto-di-forza-o-di-debolezza/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/131/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/131/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/131/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/131/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/131/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/131/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/131/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/131/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/131/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/131/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/131/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/131/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/131/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/131/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=131&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Si parte!</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 14:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed Eventuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Con grande gioia annuncio l&#8217;apertura ufficiale di Hymn to Future. Era da molto tempo che desideravo pubblicare degli scritti riguardanti il mondo dell&#8217;innovazione. Alla fine ho trovato il coraggio necessario per mettermi in discussione e il tempo da dedicare a questo tipo di attività. Vi aspetto numerosi e spero che commenterete gli articoli che ho [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=92&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/03/spumante1.jpg"><img src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/03/spumante1.jpg?w=300&#038;h=288" alt="" title="Si festeggia la nascita di Hymn to Future!" width="300" height="288" class="alignleft size-medium wp-image-93" /></a> Con grande gioia annuncio l&#8217;apertura ufficiale di Hymn to Future. Era da molto tempo che desideravo pubblicare degli scritti riguardanti il mondo dell&#8217;innovazione. Alla fine ho trovato il coraggio necessario per mettermi in discussione e il tempo da dedicare a questo tipo di attività.</p>
<p>Vi aspetto numerosi e spero che commenterete gli articoli che ho caricato. Prometto di scrivere tutte le settimane. I trafiletti che potete leggere oggi fanno riferimento ad accadimenti recentissimi anche se non della scorsa settimana. Da lunedì in poi troverete solo notizie aggiornate, fresche come non mai!</p>
<p>Nel caso rilevaste problemi con i feed, l&#8217;account di twitter o la sottoscrizione, contattatemi pure via mail o skype.</p>
<p>Un saluto a tutti. Buona lettura!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/92/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=92&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Si festeggia la nascita di Hymn to Future!</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Perchè la condanna penale ai top manager di Google è ingiusta e anacronistica</title>
		<link>http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/21/perche-la-condanna-penale-ai-top-manager-di-google-e-ingiusta-e-anacronistica/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 01:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 24 febbraio il tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google a 6 mesi di reclusione (la pena è attualmente sospesa) per violazione della privacy. Come saprete, il caso è scoppiato a seguito della pubblicazione sul portale Youtube di un video in cui alcuni ragazzi, presi da un&#8217;estasi di deficienza, si divertivano a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=77&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.google.it/intl/it_it/images/logo.gif" title="Google" class="aligncenter" width="276" height="110" /></p>
<p>Il 24 febbraio il tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google a 6 mesi di reclusione (la pena è attualmente sospesa) per violazione della privacy. Come saprete, il caso è scoppiato a seguito della pubblicazione sul portale Youtube di un video in cui alcuni ragazzi, presi da un&#8217;estasi di deficienza, si divertivano a percuotere un compagno di classe autistico. Il materiale è stato segnalato come non appropriato dagli utenti del <em>&#8220;tubo&#8221;</em> e rimosso dallo staff del sito. Nel frattempo il materiale era stato diffuso dai media aumentando a dismisura la risonanza dell&#8217;accaduto.<span id="more-77"></span></p>
<p>Nel caso non ricordaste bene la faccenda, allego il link <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2010/02/google-down-condanna.shtml">all&#8217;articolo</a> pubblicato sul sito del Sole 24 Ore.</p>
<p>La sentenza ha innescato reazioni da tutto il globo a partire da Hillary Clinton, che ha manifestato un pericolo alla libertà della rete causato dalla decisione della magistratura. Il blog di Beppe Grillo ha subito espresso la totale contrarietà al verdetto del giudice di Milano esprimendo la necessità di una rete libera e priva di catene, utilizzando toni più appropriati ad un proclamo politico che ad un&#8217;esaustiva analisi della situazione. Per avere una panoramica sulle opinioni espresse sui vari giornali del globo potete consultare questa <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2010/02/sentenza-google-privacy-giro-mondo.shtml">pagina</a> del Sole.</p>
<p>L&#8217;importanza della questione è palese e i toni del dibattito si sono subito accesi sfiorando la demagogia. Personalmente trovo umanamente scandaloso che 3 persone vengano condannate a 6 mesi di reclusione, rei di aver gestito una società con un modello di business non conforme all&#8217;ordinamento vigente. Già, perchè il problema è proprio questo. La violenza sul ragazzo autistico è stato solo l&#8217;innesco di una bomba mediatica. Un caso che ha posto l&#8217;attenzione sul problema del controllo dei contenuti diffusi dal noto portale.</p>
<p>Anche trascendendo dal lato umano e ponendo l&#8217;attenzione sugli aspetti legali della questione, è evidente che l&#8217;ordinamento giuridico si mostra inadeguato ad affrontare le sfide poste dal cambiamento del paradigma informativo. Il tribunale di Milano non è stato all&#8217;altezza del caso ed ha equiparato Youtube ad un media tradizionale come un giornale o un canale televisivo. Ha quindi applicato la normativa vigente che pone la responsabilità dei contenuti agli amministratori. Peccato che il direttore di un giornale conosca alla perfezione il materiale che va in stampa mentre l&#8217;amministratore delegato di Google Italia non potrebbe visionare i filmati attualmente presenti nei server della società neanche se passasse davanti al monitor tutta la vita.</p>
<p>Se nascesse per Google l&#8217;obbligo di un controllo preventivo dei contenuti, di fatto non potrebbe esistere un portale di streaming dato l&#8217;enorme volume di dati caricati giornalmente. La mole di personale necessaria creerebbe costi elevatissimi, senza dimenticare che Youtube non è mai riuscito a generare utili autonomamente. Le conseguenze porterebbero ad una censura sostanziale che mutilerebbe il web 2.0 in Italia. Sarebbe un autogol nella diffusione e nello sviluppo della rete nel Bel Paese, già indietro rispetto alle principali economie mondiali.</p>
<p>Sebbene sia assurdo imporre a Mountain View il ruolo di vigilante, si pone comunque una legittima questione sul come delineare il confine fra la responsabilità della società e quella del sogetto che carica il materiale. Dato che Google è una società a scopo di lucro, non sembra corretto esentarla da qualsiasi onere riguardante la qualità dei contenuti pubblicati. E&#8217; necessario stabilire se le segnalazioni dell&#8217;utenza siano un sistema di controllo adeguato e quanto tempo abbia a disposizione lo staff del sito per rimuovere il materiale illecito.</p>
<p>Riguardo a quest&#8217;ultimo punto mi piace l&#8217;impostazione adottata dai francesi che considerano assolto il provider qualora rimuova il filmato incriminato entro 24 ore dalla segnalazione. Se ciò non bastasse al legislatore nostrano, si potrebbe integrare con dei controlli a campione in misura stabilità dalla legge.</p>
<p>In ogni caso il mancato rispetto delle normative dovrebbe comportare sanzioni pecuniari e non penali (con i dovuti limiti; lascio i dettagli ai tecnici giuridici non essendo preparato in materia). L&#8217;attuale situazione pone in serio pericolo chiunque conceda a terzi di pubblicare materiale sul proprio sito senza effettuare un controllo preventivo. Numerosi portali potrebbero essere incriminati per violazione della privacy e gli amministratori condannati alla reclusione.</p>
<p><strong>In un paese democratico questo non deve succedere.</strong> Si richiede l&#8217;intervento della sfera politica per colmare il vuoto normativo il prima possibile. Non bisogna lasciare all&#8217;interpretazione della magistratura il futuro del nostro paese.</p>
<blockquote><p>
<a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Perch&#232; la condanna penale ai top manager di Google &#232; ingiusta e anacronistica</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/21/perche-la-condanna-penale-ai-top-manager-di-google-e-ingiusta-e-anacronistica/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
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			<media:title type="html">Creative Commons License</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Creative Commons: come condividere senza regalare</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 22:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
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		<category><![CDATA[Diritti d'Autore]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;11 marzo si è tenuto a Montecitorio il convegno dal titolo &#8220;Internet è Libertà, perchè dobbiamo difendere la rete&#8221;. Durante questo evento alcune personalità di spicco si sono susseguite nel manifestare l&#8217;importanza del web come strumento per la democrazia e la crescita intellettuale e morale della società. Lo stesso giorno, il Sole 24 Ore ha [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=52&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://hymntofuture.files.wordpress.com/2010/03/creative-commons-image.jpg?w=305&#038;h=230" title="Creative Commons" class="alignleft" width="305" height="230" />L&#8217;11 marzo si è tenuto a Montecitorio il convegno dal titolo <em>&#8220;Internet è Libertà, perchè dobbiamo difendere la rete&#8221;</em>. Durante questo evento alcune personalità di spicco si sono susseguite nel manifestare l&#8217;importanza del web come strumento per la democrazia e la crescita intellettuale e morale della società. Lo stesso giorno, il Sole 24 Ore ha dedicato un inserto al medesimo tema.</p>
<p>Naturalmente dove lavoro non manca mai una copia del quotidiano economico. Sfogliando con interesse le pagine del giornale ho notato una frase che mi ha lasciato perplesso. Senza riportare le parole esatte, il senso era che in italia le licenze Creative Commons sono sensibilmente meno diffuse che all&#8217;estero. In pratica non hanno preso piede.<span id="more-52"></span></p>
<p>Sono rimasto costernato. Quel giorno mi stavo preparando per aprire questo blog e la vergogna mi ha subito assalito.</p>
<p>Mi definisco un soggetto che conosce la rete abbastanza bene per scrivere degli articoli su di essa e allora <strong>perchè non conosco le licenze Creative Commons???</strong></p>
<p>Appena ho trovato un minuto libero mi sono fiondato a reperire informazioni. Dopo una breve ricerca ho deciso di scrivere questo trafiletto per promuovere l&#8217;interessante progetto. Premetto che probabilmente molti di voi conosceranno già l&#8217;argomento, visto che non è affatto nuovo e si trova materiale dettagliato in abbondanza.</p>
<p>Creative Commons è un&#8217;organizzazione non-profit nata nel 2001 con l&#8217;obiettivo di favorire la diffusione delle opere d&#8217;ingegno attraverso i canali messi a disposizione dalla rete, ma permettendo di porre alcune limitazioni a discrezione dell&#8217;autore. Il senso è quello di poter fruire di una licenza con alcuni diritti riservati rispetto al tradizionale copyright che limita totalmente lo sfruttamento di un&#8217;opera. Il principio fondamentale delle CC è che il materiale soggetto a tutela può essere liberamente condiviso e pubblicato da terzi. L&#8217;autore può però subordinare tale concessione ad alcuni requisiti quali, per esempio, la natura non commerciale del canale con cui viene diffuso il materiale o l&#8217;obbligo di palesare l&#8217;attribuzione dell&#8217;opera.</p>
<p>Per beneficiare delle licenze CC basta seguire un iter molto semplice. Per prima cosa è necessario accedere al sito <a href="http://creativecommons.org/">creativecommons.org</a> e poi, entrando nella sezione <em>license</em>, compilare il form scegliendo le limitazioni da imporre alla diffusione della vostra opera e riempiendo i campi segnalati. L&#8217;ultima fase consiste nel copiare una stringa in linguaggio html generata automaticamente dal sito e incollarla sulla pagina contenente il materiale.</p>
<p>Il risultato sarà del tutto simile al riquadro presente di seguito a questo articolo.</p>
<p>Già, perchè da quando ho conosciuto la Creative Commons ho deciso di migliorare le statistiche nazionali e adottare questo utile strumento. Come potrete leggere cliccando sul simbolo a fondo pagina, è possibile diffondere quest&#8217;opera su siti non commerciali a patto che attribuiate la paternità a me e non ne modifichiate il testo.</p>
<p>Facile eh?</p>
<p>E&#8217; importante sottolineare che la legislazione italiana tutela già il creatore di un opera d&#8217;ingegno coprendo automaticamente il materiale con il <em>copyright</em> (a patto naturalmente che riusciate a dimostrarne la paternità; un mio amico poeta usava spedirsi raccomandate con il testo dei propri lavori in modo da poterne dimostrare la data di creazione). Se decidete di usufruire di una licenza Creative Commons state di fatto rinunciando all&#8217;esercizio di parte dei vostri diritti d&#8217;autore.</p>
<p>Per completezza allego il link al <a href="http://www.soloparolesparse.com/2009/01/licenze-creative-commons-vediamo-come-funzionano/">blog</a> dove ho trovato, a seguito di una breve ricerca con Google, parte delle informazioni presenti in quest&#8217;articolo (tra l&#8217;altro esposte con grande chiarezza). Per approfondimenti cercate su wikipedia (la versione in inglese contiene più informazioni di quella italiana) o consultate il sito Creative Commons.</p>
<p>Buona licenza a tutti!</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Creative Commons: come condividere senza regalare</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/20/creative-commons-come-condividere-senza-regalare/#more-52" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/52/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=52&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le Sfide della Rete</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 15:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>p4nzer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[antitrust]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Google Reader]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Murdoch]]></category>
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		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[La recente condanna a sei mesi di reclusione, comminata dalla procura di Milano a tre top manager di Google, ha acuito il conflitto generazionale imposto ai media dal cambiamento del paradigma tecnologico. E’ evidente che negli ultimi anni il maggiore peso della rete ha eroso spazio ai media tradizionali (invero aprendo anche strada a numerose [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=8&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La recente condanna a sei mesi di reclusione, comminata dalla procura di Milano a tre top manager di Google, ha acuito il  conflitto generazionale imposto ai media dal cambiamento del paradigma tecnologico. E’ evidente che negli ultimi anni il maggiore peso della rete ha eroso spazio ai media tradizionali (invero aprendo anche strada a numerose opportunità) innescando una serie di conflitti che hanno come unico scopo la formazione di nuovi equilibri nei modelli di business.</p>
<p>Gli operatori in causa sono tanti; abbiamo motori di ricerca, giornali, televisioni, major, istituzioni nazionali e sovranazionali e la questione è ancora lontana dall’essere chiusa. Intanto la rete è in continua espansione. A sentire l&#8217;opinione del popolo del web, generalmente giovane e permeato da un substrato che potremmo definire anarchico, la risoluzione sembra semplice: la rete deve rimanere una terra priva di legami e intromissioni; una piattaforma per lo sviluppo della persona che favorisca il libero dibattito e la libera espressione.<span id="more-8"></span></p>
<p>Fin qui tutto bene. Sono belle parole e bei concetti. La pratica non è però altrettanto semplice e non inorridite se vi svelo sottovoce un segreto:</p>
<p>Internet deve essere regolamentata!</p>
<p>Forse non avete sentito bene e siete confusi… Lo ripeto più forte:</p>
<p><strong>INTERNET DEVE ESSERE REGOLAMENTATA!!!</strong></p>
<p>Sto immaginando i vostri pensieri mentre leggete le mie parole:</p>
<p><em>“Ma che cavolo scrive questo; ha aperto un blog per archiviare le sue stronzate alla luce del sole?!?!?”;</em></p>
<p><em>“XXXX YoU bIgOtTo DeL cAXX!!”</em></p>
<p>Ma prima che chiudiate la pagina considerando ciò che ho scritto spazzatura, è importante che vi faccia una precisazione: regolamentare non vuol dire reprimere. La regolamentazione è un requisito per la libertà; per quanto quest’ultima sia un concetto non descrivibile in modo definito non è con l’assenza di norme che si potrà trovare la via per permettere a tutti di parlare ed esprimersi.</p>
<p>Per spiegare questo vi pongo degli esempi più o meno demagogici. La legge del nostro stato proibisce l’omicidio. Questo riduce l’ampiezza delle azioni che potete compiere nella legalità ma allo stesso tempo pone un freno a chi vuole farvi del male. Esempio troppo banale? E’ voluto. Andiamo su qualcosa di più particolare.</p>
<p>Nel campo della legislazione finanziaria esistono fondi, i famosi <em>hedge fund</em>, i quali titoli non possono essere acquistati da investitori non professionali. Tra l’altro sono quelli che promettono maggiori rendimenti. E allora perché non possiamo comprarli? Semplice. Sono troppo rischiosi: se venissero acquistati in massa potrebbero mandare sul lastrico molte famiglie generando anche effetti sistemici. Questo riduce l’ampiezza delle vostre possibilità di investimento ma è una garanzia di maggiore stabilità sia delle finanze personali che del sistema economico.</p>
<p>Per cui quando quel vecchio e straricco pazzo di Murdoch afferma che Google gli ruba i ricavi forse dovremmo un attimo metterci nei suoi panni e provare a capirlo. So che a molti di voi sembrerà strano infilarsi nel costoso vestito di seta del 79enne australiano, famoso per la sua crociata per l’informazione a pagamento, ma potrebbe insegnarci qualcosa.</p>
<p>I netizen sono generalmente molto più inclini a Mountain View piuttosto che al nostro magnate grande oppositore della riforma sanitaria di Obama. Tale fama positiva è stata guadagnata grazie a buoni prodotti la cui fruibilità è stata concessa gratuitamente sfruttando il particolare modello di business e, se mi è permesso, direi meritatamente.</p>
<p>Nonostante ciò Google Inc. rimane pur sempre una società a scopo di lucro che vanta il 67% delle ricerche mondiali e gestisce oltre il 75% per cento delle pubblicità online. Tale business costituisce oltre il 90% dei ricavi di Google e vale in soldoni circa 23 mld di dollari.</p>
<p>Limitandoci solo a questi  dati possiamo già intravedere due grosse problematiche:</p>
<p>-         avendo una posizione dominante nel settore dei motori di ricerca, Google può far danneggiare la visibilità di un sito facendolo pressoché scomparire;<br />
-         la casa di Mountain View assume una posizione monopolistica nel mercato della pubblicità online e questo genera inefficienze e maggiori costi.</p>
<p>Non è un caso che siano state aperte due inchieste collegate a tali assunzioni. La prima è partita dall’antitrust nostrano ed è relativa al sistema di ripartizione dei ricavi pubblicitari fra Google e i siti che “ospitano” gli annunci. L’attuale modello di business sarebbe poco trasparente non rendendo possibile verificare le quote distribuite. La seconda risale a fine febbraio ed è stata aperta dalla Commissione Europea dietro le lamentele di 3 operatori (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2010/02/google-ue-antitrust.shtml?uuid=1f45362a-2125-11df-9577-f5c6c14bceee">link all&#8217;articolo del Sole24Ore</a>) che, guarda caso, affermano di aver subito penalizzazioni di visibilità.</p>
<p>Questi due casi testimoniano che il problema è reale. Google ha una tale importanza nel web da poter essere equiparato a Internet stessa. In queste condizioni sono necessari degli strumenti di controllo per garantire la competitività del mercato e il libero accesso ai contenuti online.</p>
<p>Tornando al caso di Murdoch vorrei spezzare una lancia a favore del superconservatore che, seppure non sia uno stinco di santo, pone un problema serio. Utilizzando Google Reader, servizio di gestione dei feed (per altro molto comodo), è possibile tenere sotto controllo numerosi siti d’informazione accedendo solo alla pagina del servizio. Naturalmente i feed dei giornali permettono di leggere solo poche righe dei vari articoli e per completare la lettura è necessario cliccare sul relativo link alla pagina originale.</p>
<p>Questo può far sembrare inoffensivo un servizio che in realtà causa notevoli danni all’efficacia di una campagna pubblicitaria veicolata su un sito d’informazione. I motivi? Beh l’efficacia di una pubblicità si basa sulla quantità di tempo durante il quale si visita il sito. Passando per Reader questo si assottiglia di molto limitando le probabilità di notare l’annuncio. Inoltre è possibile scegliere quali notizie andare a leggere scartando le meno interessanti. Questo succede anche nei siti d’informazione ma nel frattempo avete già acceduto al portale e state visualizzando i messaggi commerciali.</p>
<p>I giornali online vedono così diminuire il loro potere contrattuale verso lo sponsor, senza tralasciare il fatto che il vettore della pubblicità potrebbe essere Google stesso. Questo spiega la rappresaglia guidata da Murdoch e il successivo accordo fra gli operatori.</p>
<p>Quanto esposto rappresenta solo la punta dell’iceberg delle sfide a cui la diffusione di Internet ci ha brutalmente sottoposto. Ci sono ancora molti punti interrogativi riguardanti la tutela dei diritti d’autore, la diffusione dell’informazione e la privacy. Ambiti in cui le attuali normative sono arretrate e riguardo ai quali non si è ancora certi sulle vie da perseguire. In questa fase pre-paradigmatica, l’imposizione di nuovi modelli di business si basa sul rapporto gioco/forza degli operatori in campo e non sono presenti impianti teorici che possano semplificare le dinamiche economico-sociali.</p>
<p>Sbilanciarsi su come sarà la rete dell&#8217;immediato futuro non è affatto facile. Non ci resta altro che aspettare l&#8217;evoluzione del web.</p>
<blockquote><p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"><img alt="Creative Commons License" style="border-width:0;" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /></a><br /><span>Le Sfide della Rete</span> by <a href="http://hymntofuture.wordpress.com/2010/03/16/le-sfide-della-rete/" rel="cc:attributionURL">Davide Costantini</a> is licensed under a <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License</a>.</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/hymntofuture.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/hymntofuture.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/hymntofuture.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/hymntofuture.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/hymntofuture.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/hymntofuture.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/hymntofuture.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/hymntofuture.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/hymntofuture.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/hymntofuture.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/hymntofuture.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/hymntofuture.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/hymntofuture.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/hymntofuture.wordpress.com/8/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=hymntofuture.wordpress.com&amp;blog=12633955&amp;post=8&amp;subd=hymntofuture&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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