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Intervista a Paolo Corsini, fondatore ed amministratore di Hardware Upgrade

Hardware Upgrade è uno dei principali siti di informazione tecnologica del nostro paese. Tutti gli appassionati lo conoscono e lo apprezzano. Hymn to Future ha intervistato per voi il suo creatore Paolo Corsini.

Come di consueto, le risposte sono evidenziate in corsivo mentre le domande in grassetto.

Per prima cosa, Paolo, vorrei ringraziarti per la tua disponibilità. Noi due abbiamo qualcosa che ci accomuna: entrambi siamo appassionati di tecnologia ed entrambi abbiamo un background accademico in campo economico. Cosa ti ha spinto a “tradire” i tuoi studi per fondare uno dei più importanti portali di hardware in Italia? Dove nasce il tuo amore per l’informatica e l’innovazione?

La passione per la tecnologia risale alla mia infanzia; ricordo ancora la mia curiosità per i primi calcolatori che erano accessibili al grande pubblico nei primi anni ’80 e la trepidazione con la quale ho avuto il mio primo PC. Non so quanto abbia tradito i miei studi di Economia: al termine dell’Università avevo già aperto Hardware Upgrade da alcuni mesi e di fatto per me cercare di trasformare un hobby in un lavoro è stato un passaggio quasi naturale. La mia competenza in ambito economico è stata poi molto utile in seguito, nel momento in cui l’attività si è evoluta e strutturata e mi sono ritrovato a dover gestire sia una struttura complessa, sia un team di persone variegato e consistente.

Quali difficoltà ha incontrato Hardware Upgrade nei suoi primi anni? A che punto del suo sviluppo hai deciso di trasformare il tuo hobby nella tua professione?

Il web, nel 1997, era molto diverso da quello che può essere considerato ora. Era ancora una risorsa di nicchia, accessibile a pochi e considerata quasi esoterica da chi non vi era mai entrato. Era inoltre molto difficile riuscire ad avere contatti con le aziende, per poter avere materiale sul quale costruire i contenuti editoriali, in quanto il riferimento era la carta. Il web veniva visto come potenzialmente una risorsa del futuro ma ancora con poche certezze.

Il mio carattere di cocciuto e molta fortuna mi hanno aiutato nell’evoluzione e nella diffusione di Hardware Upgrade. Cercando di fare un confronto con la situazione attuale del web, tuttavia, ritengo che in quegli anni vi fossero possibilità che ora non sono più accessibili per un singolo che provi a ritagliarsi un proprio spazio di qualità sul web. Ai tempi la rete era una immensa prateria inesplorata, nella quale ci si muoveva con pochissime risorse e poca competenza ma che offriva molti spazi di manovra. Ora è tutto più semplice ma la notevole inflazione non permette di ritagliarsi facilmente un proprio spazio di notorietà. Onestamente non credo che un’esperienza come quella di Hardware Upgrade, o come altre su temi differenti nate in quegli anni, sia ripetibile in qualche forma ai giorni d’oggi senza avere a disposizione risorse molto elevate.

Quali sono le difficoltà oggi? Come è evoluto il settore dell’informazione tecnologica nel nostro paese?

L’immediatezza dell’informazione via web ha accorciato sensibilmente i tempi richiesti ad una notizia per diventare di dominio pubblico, di fatto limitando di molto l’evoluzione dei media su carta. Di questo beneficiano i lettori, appassionati e/o professionisti, maggiormente informati e consapevoli di quali siano le evoluzioni in un settore dai cambiamenti repentini come quello tecnologico.

L’esplosione del web ha reso inoltre maggiormente democratica l’informazione, nel senso che chiunque vi può partecipare. Questo rappresenta tuttavia anche un forte limite: mancano approfondimento e controllo, elementi che in teoria si è più pensati a veder presenti sulla carta. Detto in altro modo, non bisogna prendere per verità assoluta, in ambito di informazione tecnologica, tutto quello che si legge sul web ma porsi con spirito critico, sapendo filtrare quelle che sono le proprie fonti.

Il mondo della stampa sta attraversando un periodo di crisi del paradigma. Qual è il tuo pensiero al riguardo? Il futuro è l’offerta online a pagamento?

Che la carta sia in difficoltà è evidente; la diffusione del web ha semplicemente accelerato questo processo. Ritengo che la carta continuerà ad avere un proprio spazio nei prossimi anni, ma non con le dimensioni e le diffusioni che ha conosciuto negli ultimi 15 anni e soprattutto restando sempre più nell’ambito di una informazione generalista, per la massa.

Per l’online non credo in una diffusione a pagamento, a meno che il target non sia quello B2B; non è di certo questo il modello che vedo in futuro per il tipo di informazione che facciamo in Hardware Upgrade. E’ molto difficile capire dove il modello editoriale online possa spostarsi prescindendo da quello pubblicitario puro: è una domanda alla quale gli operatori di settore cercano di dare una risposta sensata e praticabile da molto tempo.

Che consiglio daresti ai ragazzi che vogliono intraprendere la professione?

Di mettere al primo posto la passione e la voglia di fare informazione di qualità, non dimenticandosi mai che ogni giorno si ha qualcosa da imparare se ci si pone con lo spirito giusto. Non trascurerei inoltre un secondo elemento: quello di avere sempre come riferimento il proprio pubblico, giudice ultimo della qualità del proprio lavoro.

Parliamo un po’ di tecnologia. Quali società del settore ti hanno più impressionato negli ultimi anni? Quale consideri la più innovativa e quale la più brava ad interpretare i segnali del mercato?

Se ne citassi una nello specifico farei un torto alle molte che considero capaci di evolversi ed adattarsi ad un mercato molto competitivo come quello dell’ICT. Sono rimasto ultimamente molto affascinato dalla forza di alcuni OEM taiwanesi che sono stati capaci di cambiare radicalmente la propria percezione di mercato, nel giro di un paio di anni, con particolare riferimento al settore delle soluzioni notebook. Lascio a te i nomi, in quanto si identificano facilmente.

Questo è un settore nel quale a dimensioni molto elevate corrisponde un ridotto numero di aziende importanti, in grado di cambiare significativamente gli equilibri. E’ evidente come sia Intel a rivestire storicamente il ruolo di prim’attore, a prescindere dalle preferenze personali, in virtù di dimensioni e capacità di evoluzione tecnologica.

Come immagini il mondo fra 5 anni? Il PC sarà morto? Il cloud dominerà la scena? I nostri figli porteranno i tablet a scuola?

I miei figli (4 e 2 anni) usano già ora un tablet per giocare, strumento molto interessante per iniziare a far loro approcciare le possibilità della tecnologia. Non credo che il PC in senso stretto tra 5 anni sarà soppiantato da altro, ma casomai affiancato da altri strumenti di varia forma e potenza. Per alcune tipologie di utenti questi strumenti rappresenteranno le uniche forme di accesso a contenuti, mentre per altri utenti il PC continuerà a rivestire un ruolo essenziale. La discriminante a questo sarà, a mio avviso, la potenza elaborativa richiesta e la complessità delle funzioni che vorranno essere svolte.

Per concludere, passiamo a temi più caldi. Sei soddisfatto della scena ICT italiana? Che voto dai al nostro paese? Non pensi che per rilanciare la nostra economia e capitalizzare le risorse umane (soprattutto giovani) non sfruttate sia necessaria più innovazione? Cosa cambieresti?

Vedo molte aziende attive e presenti, ma con molti limiti soprattutto dal versante commerciale. Una vera e propria piaga tutta nazionale è quella dei cosiddetti VAT Player, cioè di quelle aziende che operano in regime di vera e propria evasione d’IVA. La risultante sono prodotti venduti a prezzi ben più bassi di chi opera nel pieno rispetto delle regole di mercato, con felicità degli acquirenti che non sono tuttavia chiaramente tutelati e con difficoltà create a chi rispetta le regole e non può operare in una situazione di concorrenza con chi queste regole non le segue. Il fenomeno è molto più diffuso di quanto si possa pensare e per rendersene conto è sufficiente capire come non sia possibile che per alcuni prodotti vi siano ribassi di prezzo superiori al 20% quando in questo settore i margini sono risicati per tutti.

Come aiutare la crescita? Con regole che siano rispettate da tutti e con investimenti in formazione che siano presenti sia a livello scolastico, sia come supporto a chi con tanta fatica e rischio apre una propria attività imprenditoriale.

Ringraziamo nuovamente Paolo Corsini per la disponibilità mostrata.

Licenza Creative Commons
Intervista a Paolo Corsini, fondatore ed amministratore di Hardware Upgrade by Davide Costantini is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Italy License.

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